VISITE
Vangelo del giorno
Giovedì 06 Agosto 2020

 In  quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo. Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».


(Mt. 17,1-9)
Bibbia – CEI 2008
Cerca nella BIBBIA
Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:

Ricordando Alda Merini

"Corpo d’amore."

Dicono che le sorgenti d’amore siano le lacrime ma il pianto non è che un umile lavacro dei tuoi pensieri. (…) Tu sei un Dio materno e plurimo, un Dio che si disconosce e che si converte, un Dio buono come l’odio e la gelosia, un Dio umano che si è fatto croce, che si è fatto silenzio, un Dio che si converte in estasi ma che conosce il mistero della collera (…)

Libri da leggere

 

Click sulle copertine per aprire i libri

 

Racconti di un pellegrino russo

Il piccolo Principe

Il gabbiano Jonathan Livingston

Dio su una Harley

Ascoltare la parola

Recensione libri
 libro-Dossettir

Concili nei secoli
Clck sull’icona per aprire il documento



I° CONCILIO DI NICEA



I° CONCILIO DI COSTANTINOPOLI



I° CONCILIO DI EFESO



I° CONCILIO DI CALCEDONIA



II° CONCILIO DI COSTANTINOPOLI



III° CONCILIO DI COSTANTINOPOLI



II° CONCILIO DI NICEA



IV° CONCILIO DI COSTANTINOPOLI



LETTERA A DIOGNETO


I° CONCILIO LATERANENSE



II° CONCILIO LATERANENSE



II° CONCILIO LATERANENSE



IV° CONCILIO LATERANENSE



I° CONCILIO DI LIONE



II° CONCILIO DI LIONE



CONCILIO DI VIENNA



CONCILIO DI COSTANZA



CONCILIO DI BASILEA



V CONCILIO LATERANENSE


CONCILIO DI TRENTO



CONCILIO VATICANO I°

 

È online il nuovo sito consultabile al seguente indirizzo: http://www.laikos.it/

Parrocchia Maria Assunta

50 Sacerdozio Don Angelo Calì

In questo post le conferenze e i filmati proiettati a termine  degli incontri in preparazione al 50° anniversario dell’Ordinazione Sacerdotale

12 Giugno 2016: Don Lorenzo : Marzullo: Sacerdozio ed evangelizzazione

 

Continua a leggere

Con l’arrivo dell’organo a canne un artista umile, semplice pieno di fede ci ha visitato: tra noi Mons. Marco Frisina.

  L’abbiamo atteso con ansia, curiosità, forse anche timore …  ma incontrandolo ci ha testimoniato che il vero grande è assolutamente semplice umiledisponibile.  

 Marco  Frisina è stato tra noi meno di 24 ore, ma, nella comprensibile stanchezza, si è donato con tutte le sue forze alla nostra comunità …  e ci ha regalato grandi emozioni, soprattutto quando la sera del 23 Luglio,  con grande sensibilità e gentilezza – lui che dirige un grande e vero coro – ha diretto il coro della nostra comunità parrocchiale nell’esecuzione del canto “ Chi ci separerà”.

Continua a leggere

Mons. Vincenzo Manzella incontra la comunità di Castelbuono

Vescovo di Cefalù Commosso, partecipato, ricco di emozioni e di sentimenti di simpatia il primo incontro col Nuovo Vescovo di Cefalù, Mons. Vincenzo Manzella,  con la comunità di Castelbuono, riunita ad accoglierlo nella chiesa di S. Vincenzo in occasione della festa di Santa Lucia.  

  Cordiali e sincere le parole con le quali  Don Angelino Calì  lo ha salutato per primo, presentandogli una comunità ancora profondamente

Testo Omelia

Omelia 

Continua a leggere

Con la visita pastorale chiusura dell’anno giubilare

vescovo

Commovente celebrazione eucaristica a conclusione dell’anno giubilare presieduta da sua E. Mons. Francesco Sgalambro  in visita pastorale alla comunità parrocchiale.

   Prima della celebrazione il Prof. Martino Spallino,  nella sua relazione alla comunità, ha percorso, con fedeltà storica, il cammino che ha visto la chiesa dedicata a Maria Assunta prima unica  “ Matrice” per  tutta la comunità castelbuonese, poi, per un lungo periodo,  chiesa “ dimenticata, abbandonata e relegata a magazzino di opere sacre”  e infine, nel 1958 ( su proposta di alcuni sacerdoti castelbuonesi: P. Martino Fiasconaro, P. Vincenzo Minutella e P. Giuseppe Ricotta) eretta a Parrocchia  assieme alla chiesa di Sant’Antonino Martire

Continua a leggere

… E VI PRECEDERANNO ….

 Nuovo lavoro  del gruppo ” Jubilate Deo”, assente dalle manifestazioni castelbuonesi ormai dal 2002, quando presentò ” Dio su una Harley “.  Questo ritorno in occasione delle celebrazioni per l’Anno Giubilare della Parrocchia Maria Assunta.   Dedicato a Enzo La Grua, celebrerà chi non è mai celebrato: gli ultimi, i diserededati, i disprezzati, i dimenticati,  gli sfruttati, gli ” usati” …. ( Pieghevole della manifestazione : e-vi-precederanno)   

Don Alberto Maggi: le beatitudini

alberto.jpg   Giovedì 15 Maggio, come preannunciato nel percorso dell’ anno  giubilare per il  50° della istituzione a Parrocchia , la comunità della Chiesa ” Maria Assunta”  ha  accolto  Don Alberto Maggi, direttore del  Centro Studi Bibblici ” G. Vannucci. 

 Dopo una breve introduzione del parroco, Don Angelo Calì, e la presentazione dell’Avv. Antonio Cicero, artefice della presenza di Don Alberto nella nostra comunità, ha preso la parola Don Alberto.

  Le sua presenza è stata un Dono di Dio alla nostra comunità, stimolata in maniera delicata ma forte a vivere, nel cammino di rinnovamento, le Beatitudini, per essere icona di servizio, condivisione e amore.

 Puoi scaricare il testo dell’incontro cliccando sul link  Alberto-Maggi -Castelbuono -Le beatitudini

Fra Alberto Maggi tra noi il 15 Maggio.

 maggi-j.jpg Dopo Mons. Bettazzi sarà con noi Fra Alberto Maggi, dell’Ordine dei servi di Maria. Nato ad Ancona nel 1945 è direttore del Centro Studi Bibblici ” G. Vannucci”

( http://www.studibiblici.it/homepage.htm)

Cura la divulgazione a livello popolare della ricerca scientifica nel settore bibblico, attraverso scritti, trasmissioni e conferenze in Italia e all’estero

 Ha studiato nelle Pontificie Facoltà Teologiche «Marianum» e «Gregoriana» (Roma) e all’«École Biblique et Archéologique française» di Gerusalemme.

Collabora con la rivista «Rocca»  [ più volte presente alla tre giorni di Cefalù ]e ha curato per la Radio Vaticana la trasmissione «La Buona Notizia è per tutti!».    Sta lavorando alla traduzione e commento dei capitoli 18 e 19 del Vangelo di Giovanni e, insieme a Riccardo Pérez alla traduzione del Vangelo di Matteo.

Ci piace ricordare quello che ha detto: ” la gente ha sete del vangelo perchè è parola di liberazione.”

Sarà con noi, come annunziato, il 15 Maggio 2008 alle ore 19.

Incontrerà tutta la comunità Castelbuonese sul tema ” Le beatitudini“, nel cammino sabatico intrapreso dalla Comunità Parrocchiale ” Maria Assunta” nel 50° anniversario della sua istituzione.

E’ possibile leggere o scaricare il testo della conferenza che fra Alberto ha tenuto a Padova nel 2006 presso l’associazione ” I beati costruttori di pace”  per cominciare a conoscerlo.(beatitudini.pdf)

Mons. Luigi Bettazzi tra noi dal 29 Febbraio al 02 Marzo

bettazzi.jpg 

Mons. Luigi Bettazzi, già vescovo di Ivrea, è uno dei più noti vescovi dell’episcopato italiano, per la progettualità pastorale e per il suo rapporto franco con la gioventù.Lo dimostrano i suoi scritti: Riconciliazione fraterna; Ateo a diciott’anni; Il Cristiano e la pace.E’ stato membro e fondatore, nonchè tra i più attivi dirigenti di Pax Christi, associazione internazionale cattolica che si prefige la promozione della pace e della lotta all’emarginazione sociale in tutto il mondo

( apri programma)

mons-bettazzi-t.jpg 

lectio.jpg

( apri o salva file)
lectio-bettazzi.pdf

In questa veste  molti Castelbuonesi l’hanno conosciuto nella marcia della Pace organizzata da Pax Christi all’epoca del terremoto del Belice 

Luigi Bettazzi, si è laureato in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e poi in Filosofia presso l’Università degli Studi ‘Alma Mater’ di Bologna. Qui ha insegnato presso il Pontificio Seminario Regionale.   

Impegnato nei movimenti giovanili, venne nominato Assistente diocesano e Vice Assistente Nazionale degli Universitari Cattolici della F.U.C.I..

Assunse la funzione di Vicario Generale del Cardinale Lercaro di Bologna e fu ordinato Vescovo Ausiliario nel 1963.

 Ha partecipato a 3 sessioni del Concilio Vaticano II ( ne resta uno dei  più autorevoli testimone e custode ).

Le problematiche innovatrici del Concilio, di cui è e sarà tenace sostenitore, diventano centrali in tutta la sua successiva opera pastorale.

Alla fine del Concilio (1966) viene assegnato alla diocesi di Ivrea.

 Ha sempre coniugato la riflessione religiosa e teologale con l’impegno sociale. 

Apertura anno giubilare Madrice Vecchia

matppaolo.jpg 

Apertura Anno Giubilare ” Madrice Vecchia” – Castelbuono

 

Domenica 10 Febbraio alle 18,30 si è aperto l’anno giubilare nel 50° della istituzione a Parrocchia della “ Madrice Vecchia” ; Mon. Francesco Sgalambro, Vescovo della Chiesa di Cefalù, ha presieduto la Celebrazione Eucaristica

   All’inizio della celebrazione il saluto d’accoglienza del Parroco al Vescovo per sottolineare il profondo e sincero spirito di  comunione alla chiesa locale.

   Don Angelo ha ricordato il primo parroco, Don Paolo Raimondi, insediatosi il 29 Giugno del 1958, al quale tutta la comunità parrocchiale è grata per averle inculcato principi come “l’accoglienza, l’apertura a 360°, la tolleranza, la carità, la misericordia.”

ppaolo.jpg 

  Nel saluto iniziale ha tracciato le linee guida di quest’anno giubilare che non vuole essere una sfilata di celebrazioni ma un profondo cammino di conversione di tutta la comunità.

   Mon. Sgalambro ha ulteriormente sottolineato questa dimensione soffermandosi sulla coincidenza dell’inizio di questo percorso con la prima domenica di quaresima, tempo di penitenza nel quale tutta la comunità inizia un cammino di profonda liberazione dall’antico contagio del male, pregustando ,  con cuore rinnovato, la gioia della Pasqua. 

  La quaresima e tutto il cammino giubilare che la comunità intraprende deve essere allora il tempo propizio, “il momento favorevole” (2 Corinzi 6,2) per disporre i  cuori all’incontro con il Signore risorto.

 

La Matrice Vecchia di Castelbuono verso l’anno giubilare nel 50° dell’istituzione a parrocchia

                   manjpeg-min.jpg     
 

La comunità Parrocchiale Maria Assunta celebra nel 2008 l’anno Giubilare nel 50°  della sua istituzione.

 

Primo Parroco Don Paolo Raimondi che ha educato la comunità all’accoglienza e alla tolleranza.

 

A lui, morto prematuramente, è succeduto Don Angelino Calì,  già incorporato nella comunità parrocchiale come vice Parroco.

 

  Il 10 Febbraio la solenne apertura dell’anno giubilare alle 18,30 con la liturgia Eucaristica presieduta dal Vescovo della nostra Chiesa Locale di Cefalù S.E.  Mons. Francesco Sgalambro.

                                                                

  Numerosissime le occasioni per un cammino di conversione, vero spirito di un anno giubilare.

In questo momento si ha certezza della presenza di S.E Mons Luigi Bettazzi, Vescovo emerito di Ivrea e già presidente del movimento Pax Christi.

  Sarà a Castelbuono nei giorni 29 Febbario e 01 e 02 Marzo  per condurci in un breve cammino sulla “ Presenza Cristiana nel III millenio”

Gli appuntamenti programmati sono:

Venerdì 29 Febbraio ore 21,30 Lectio Divina

Sabato 01 Marzo:            Ore 11 incontro con i giovani delle nostre scuole;

                                               Ore 16: incontro con i vari gruppi parrocchiali:

                                               Ore 21: incontro con le congregazioni;

Domenica 02 Marzo:     Ore 11: celebrazione Eucaristica.

  Altra  presenza certa  quella di Don Alberto Maggi dell’Ordine dei Servi di Maria, direttore del Centro Studi Biblici  “G. Vannucci” che sarà tra noi a primavera , ancora da definire la data.

  C’è un’altra grande speranza, quella di aver con noi frère Alois, nuovo priore di Taizé dopo la morte di Frère Roger.   

Queste le prime notizie sugli appuntamenti imminenti che caratterizzeranno l’Anno Giubilare.

Utenti collegati
Liturgia del giorno
Le vignette di T&T

Cliccando sulla immagine link per visualizzare le vignette. Richiedi password per accedere




Articoli in evidenza
Suor Rosina della Croce
Cliccando sulle due icone puoi vedere il primo e secondo atto del "musical",
YouTube YouTube
Io Francesco piccolo ….
In questo box il Testo del Teatro-Musica " Io Francesco piccolo ... l'ultimo dei minori"

( Cliccando sulla locandina è possibile aprire il file del "copione" e/o scaricarlo)

Di seguito alcune clip video di prova.

( Cliccando sull' icona della clip è possibile aprire il video) www.ilconfronto.com
PRIMA PARTE: La conversione- La spogliazione.


SECONDA PARTE: la regola.


TERZA PARTE: Francesco e Chiara: " Audite poverelle"
Kenosis-Passio Domini
Cliccando sulle tre icone puoi vedere i tre filmati "Staba Mater" e " Passio Domini" " Apocalypsis Die " eseguiti a Castelbuono il 21 Aprile 2004 ore 20,30 nella Chiesa di San Francesco. - Cliccando sull'icona " Kenosis" potrai leggere o scaricare il libretto dei testi in pdf,
Passio Domini www.ilconfronto.com

Video new
Per vedere i filmati clik sull'icona di quello che scegli di vedere
www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com YouTube
Articoli in evidenza


“Dove va la chiesa?”

 

Dove va la chiesa? Ogni tanto è bene fermarsi e tornare ai fondamenti, chiedendosi: “Chi è la chiesa?”. La chiesa, ekklesía, è un’assemblea di ekkletoí, una realtà di uomini e donne che Dio chiama, distingue dagli altri attraverso la sua Parola; una realtà plasmata dal Vangelo di Gesù Cristo; una realtà costantemente edificata in un corpo dallo Spirito santo (cf. Ef 2,22). Ecco chi è la chiesa. E dico “chi”, non “che cosa”, perché la chiesa è un soggetto, una creatura, una persona mistica.
Ma la chiesa, creatura Verbi, realtà che è nata e sempre nasce dalla Parola di Dio, vive nel mondo, nella storia e a servizio dell’umanità intera. Non è un luogo segnato dal privilegio della chiamata, ma piuttosto contraddistinto dalla responsabilità verso tutti gli altri. Come il popolo santo dell’antica alleanza è un popolo scelto da Dio in Abramo affinché la benedizione di Dio giunga a tutte le genti (cf. Gen 12,2-3), così la chiesa è chiamata a portare la salvezza al mondo intero. Per questo la chiesa è costitutivamente luogo di dialogo: luogo della parola che si lascia attraversare da un’altra parola; luogo in cui si intrecciano linguaggi e cammini di comunione; luogo in cui regna la comunicazione.
Chiamati al dialogo con Dio, i cristiani hanno il compito di intessere un dialogo anche con tutti gli altri esseri umani. Questa è la loro funzione sacerdotale tra le genti della terra (cf. 1Pt 2,5.9; Es 19,6), la loro ragion d’essere: l’essere strumento di dialogo e riconciliazione. Per questo la chiesa nata a Pentecoste è un realtà che sa esprimere la buona notizia nelle diverse lingue della terra (cf. At 2,1-11). Subito la chiesa per bocca di Pietro e degli altri proclama il Cristo risorto e vivente, e ciascuno sente risuonare l’annuncio nella propria lingua. Nella mattina di Pentecoste le persone presenti a Gerusalemme non devono assumere un’altra lingua, ma è la chiesa che annuncia il Vangelo nella loro lingua, dunque fa innanzitutto un passo di dialogo attraverso il suo linguaggio.
Sì, la chiesa nasce dialogica, è per sua natura capace di un dialogo plurale con le diverse culture e genti della terra a cui è inviata: “Mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra” (At 1,8), dice il Risorto agli Undici. Non è un caso che la chiesa abbia subito saputo dialogare con il mondo, addirittura con il mondo a lei ostile dell’impero romano, in un’epoca in cui, a fasi alterne, subiva una persecuzione a tratti persino cruenta. Anche in quei primi tre secoli i cristiani hanno dialogato con i cittadini dell’impero, con la cultura filosofica pagana, con le diverse genti del Mediterraneo. Gli scritti di apologeti come Giustino e di padri come Clemente Alessandrino e Basilio ne danno ampia testimonianza.
I cristiani si mostravano cittadini leali verso l’autorità politica romana, pregavano per essa, si sottomettevano alle leggi (cf. Rm 13,1-7) e cercavano di vivere in pace con tutti. Ma dobbiamo confessare con umiltà che, a partire dal IV secolo, talvolta questo atteggiamento è stato smentito dagli stessi cristiani e la chiesa non sempre è stata luogo di dialogo. Soprattutto nella difesa della verità – come affermò con coraggio Giovanni Paolo II durante il giubileo del 2000 – i cristiani hanno assunto metodi in contraddizione con la verità di Cristo e con il suo spirito. Invece del dialogo abbiamo praticato l’esclusione; invece dell’ascolto delle differenze la condanna; invece della comprensione o della tolleranza addirittura la persecuzione di chi era “altro”: gli ebrei, gli “eretici” e, più in generale, chiunque mostrasse una diversità di opinioni, di etica, di fede.
Infine, dopo tre secoli in cui la chiesa era stata spaventata dalla modernità, dall’illuminismo, dalla rivoluzione francese e poi dalla laicità e dall’ostilità dei grandi imperi e delle ideologie totalitarie, ecco arrivare papa Giovanni XXIII, il Concilio Vaticano II, Paolo VI. Papa Giovanni fece nuovamente del dialogo l’atteggiamento della chiesa: dialogo con i “fratelli separati”, si diceva allora dei cristiani non cattolici; dialogo con gli ebrei dopo secoli di ostilità; dialogo con gli uomini non cristiani e non credenti… E qui mi corre l’obbligo di ricordare, accanto alla costituzione conciliare Gaudium et spes, anche un’enciclica di Paolo VI oggi purtroppo dimenticata: l’Ecclesiam suam (6 agosto 1964). La sua terza parte è dedicata proprio al dialogo che la chiesa, per la sua stessa natura, deve intrattenere. Da questo splendido testo cito alcune parole che accesero il cuore di tanti di noi, che lo fecero ardere di gioia e di commozione, perché vedevamo in esse l’aggiornamento, la riforma voluta da papa Giovanni e dal Concilio, confermata e indicata da Paolo VI:
Daremo a questo interiore impulso di carità, che diventa dono esteriore di carità, il nome di dialogo. La chiesa deve venire a dialogo col mondo in cui si trova a vivere. La chiesa si fa parola; la chiesa si fa messaggio; la chiesa si fa colloquio … Ancor prima di convertire il mondo, bisogna accostarlo e parlargli … L’origine del dialogo si trova nell’intenzione stessa di Dio. Il dialogo deve ricominciare ogni giorno; e da noi prima che da coloro a cui è rivolto (§§ 66-67.70.72.79).
Queste parole di Paolo VI sono coraggiose, ferme, convinte e piene del Vangelo e dei sentimenti di Cristo. A partire da questa intuizione centrale, il papa tracciava nell’enciclica alcuni cerchi, di costante attualità:
• dialogo con tutto ciò che umano e con tutta l’umanità. Questo in vista dell’umanizzazione, compito comune a cristiani e non cristiani; in vista della pace, dono supremo per l’umanità;
• dialogo con tutti i credenti in Dio, i cercatori di Dio nelle altre religioni;
• dialogo con i fratelli cristiani non cattolici;
• dialogo all’interno della chiesa tra pastori e fedeli, tra doni diversi, tra le diverse componenti della chiesa.
In quest’ottica, ci possiamo lasciare con le parole di un mirabile testo delle origini cristiane, indirizzato da un anonimo credente in Cristo a un certo Diogneto:
I cristiani non si distinguono dagli altri uomini né per territorio, né per lingua, né per abiti. Non abitano neppure città proprie, né usano una lingua particolare, … ma testimoniano uno stile di vita mirabile e, a detta di tutti, paradossale … Risiedono nella loro patria ma come stranieri domiciliati (pároikoi); a tutto partecipano come cittadini e a tutto sottostanno come stranieri (xénoi); ogni terra straniera è patria per loro e ogni patria è terra straniera. Si sposano come tutti e generano figli, ma non espongono i loro nati. Mettono in comune la tavola, ma non il letto … Dio ha assegnato loro una missione così importante che essi non possono disertare (A Diogneto V,1-2.4-7; VI,10).

(Enzo Bianchi- “Vita Pastorale” – Luglio 2020)