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Vangelo del giorno
Giovedì 21 Gennaio 2021
In quel tempo,  Gesù, con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall’Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidòne, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui.
Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo.
Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.


(Mc. 33,7-12)
Bibbia – CEI 2008
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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:

Ricordando Alda Merini

"Corpo d’amore."

Dicono che le sorgenti d’amore siano le lacrime ma il pianto non è che un umile lavacro dei tuoi pensieri. (…) Tu sei un Dio materno e plurimo, un Dio che si disconosce e che si converte, un Dio buono come l’odio e la gelosia, un Dio umano che si è fatto croce, che si è fatto silenzio, un Dio che si converte in estasi ma che conosce il mistero della collera (…)

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I° CONCILIO LATERANENSE



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È online il nuovo sito consultabile al seguente indirizzo: http://www.laikos.it/

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III Dom T.O. ( B)

 

Introduzione alla lettura del Qoèlet di Don U. Negri

Enzo Bianchi
III Dom. T.O
 fr. Alberto Maggi
 Don Giuseppe Bellia
III Dom. T.O
Ernesto Balducci
III Dom. T.O
Luciano Manicardi
III Dom. T.O
 
 
 
 

Foglieto S. Messa (Tablet)

 

Font per testo greco greek

Don Umberto Neri e la discussione tra i partecipanti con un lungo intervento di Don Giuseppe Dossetti

 

Calendario Gen-Feb-Mar 2021

Foglietto S. Messa ( Stampabile A-R ISOB4)

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Abbiamo visto con commozione, ieri sera, sui RAI 3, nella trasmissione  “Le Parole della settimana“,  la narrazione di Massimo  Gramellini sull’esecuzione di Lysa Montgomery,   giustiziata con un’iniezione letale nel Federal Correctional Complex di Terre Haute, Indiana, e dichiarata morta durante la notte tra martedì e mercoledì all’1.31.

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Non poteva passare inosservato che con Motu proprio “Spiritus Domini” Papa Francesco ha stabilito che i ministeri del Lettorato e dell’Accolitato siano d’ora in poi aperti anche alle donne (lettura durante le liturgie e servizio all’altare), in forma stabile e istituzionalizzata con un apposito mandato del vescovo. Continua a leggere

Oltre 5 milioni gli spettatori sono rimasti incollati al film-Tv  su Chiara Lubich andato in onda  domenica scorsa 03 Gennaio su RAI 1

Abbiamo consapevolezza che la fiction non è un documentario  e questo chiaramente giustifica qualche forzatura e invenzione narrativa, rigorosamente dichiarate nei titoli di coda al fine di coniugare scorrevolezza, tensione drammatica ed alternanza emotiva. Continua a leggere

In un recente post “ A proposito del sinodo diocesano” avevamo riportato la prima parte di una riflessione sul rapporto tra potere decisionale nella Chiesa e clericalismo… a completamento riportiamo la seconda parte della riflessione di Salvo Coco apparsa sempre su “ Vino Nuovo

Nella nostra riflessione sul rapporto tra clericalismo e potere ecclesiale, ci eravamo lasciati con una serie di domande, le quali non emergono da una mera convenienza sociologica o di capitolazione dinanzi alle pretese della modernità. Continua a leggere

Abbiamo letto con attenzione e riflettuto molto sul regolamento del Sinodo della nostra Chiesa che è in Cefalù.

Quante norme.. articoli .. commi .. parole .. citazioni ricercate per avvalorare le scelte normative …

Il testo  sembra il regolamento di una SPA.

Se poi si guarda la formazione dei membri di diritto, dei membri designati e dei membri elettivi si nota una assoluta predominanza di clero … e il popolo di Dio ???!!! Continua a leggere

www.ilconfronto.itIl ” nuovo” Padre nostro nella traduzione fortemente voluta da Papa Francesco della preghiera insegnata direttamente da Gesù è ufficiale dalla prima domenica di Avvento del 2020.  La  “nuova versione” prevede che  l’invocazione ” Non indurci in tentazione” lasci il posto alla più corretta formulazione ” Non abbandonarci alla tentazione”.

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Nel pomeriggio di sabato 19 dicembre è morto in Giordania, colpito da una grave emorragia cerebrale il 15 Dicembre,  don Athos Righi, sacerdote e monaco della Piccola Famiglia dell’Annunziata, comunità fondata da Giuseppe Dossetti, di cui è stato il successore.

Entrato giovanissimo nella comunità, l’ha guidata per molti anni, anche da Monte Sole. Dal 2013 si trovava nella comunità della Piccola Famiglia a Maìn, in Giordania (nel territorio del Patriarcato di Gerusalemme dei Latini), dove la comunità è presente dal 1983. Continua a leggere

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( Cliccando sulla locandina è possibile aprire il file del "copione" e/o scaricarlo)

Di seguito alcune clip video di prova.

( Cliccando sull' icona della clip è possibile aprire il video) www.ilconfronto.com
PRIMA PARTE: La conversione- La spogliazione.


SECONDA PARTE: la regola.


TERZA PARTE: Francesco e Chiara: " Audite poverelle"
Kenosis-Passio Domini
Cliccando sulle tre icone puoi vedere i tre filmati "Staba Mater" e " Passio Domini" " Apocalypsis Die " eseguiti a Castelbuono il 21 Aprile 2004 ore 20,30 nella Chiesa di San Francesco. - Cliccando sull'icona " Kenosis" potrai leggere o scaricare il libretto dei testi in pdf,
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“Dove va la chiesa?”

 

Dove va la chiesa? Ogni tanto è bene fermarsi e tornare ai fondamenti, chiedendosi: “Chi è la chiesa?”. La chiesa, ekklesía, è un’assemblea di ekkletoí, una realtà di uomini e donne che Dio chiama, distingue dagli altri attraverso la sua Parola; una realtà plasmata dal Vangelo di Gesù Cristo; una realtà costantemente edificata in un corpo dallo Spirito santo (cf. Ef 2,22). Ecco chi è la chiesa. E dico “chi”, non “che cosa”, perché la chiesa è un soggetto, una creatura, una persona mistica.
Ma la chiesa, creatura Verbi, realtà che è nata e sempre nasce dalla Parola di Dio, vive nel mondo, nella storia e a servizio dell’umanità intera. Non è un luogo segnato dal privilegio della chiamata, ma piuttosto contraddistinto dalla responsabilità verso tutti gli altri. Come il popolo santo dell’antica alleanza è un popolo scelto da Dio in Abramo affinché la benedizione di Dio giunga a tutte le genti (cf. Gen 12,2-3), così la chiesa è chiamata a portare la salvezza al mondo intero. Per questo la chiesa è costitutivamente luogo di dialogo: luogo della parola che si lascia attraversare da un’altra parola; luogo in cui si intrecciano linguaggi e cammini di comunione; luogo in cui regna la comunicazione.
Chiamati al dialogo con Dio, i cristiani hanno il compito di intessere un dialogo anche con tutti gli altri esseri umani. Questa è la loro funzione sacerdotale tra le genti della terra (cf. 1Pt 2,5.9; Es 19,6), la loro ragion d’essere: l’essere strumento di dialogo e riconciliazione. Per questo la chiesa nata a Pentecoste è un realtà che sa esprimere la buona notizia nelle diverse lingue della terra (cf. At 2,1-11). Subito la chiesa per bocca di Pietro e degli altri proclama il Cristo risorto e vivente, e ciascuno sente risuonare l’annuncio nella propria lingua. Nella mattina di Pentecoste le persone presenti a Gerusalemme non devono assumere un’altra lingua, ma è la chiesa che annuncia il Vangelo nella loro lingua, dunque fa innanzitutto un passo di dialogo attraverso il suo linguaggio.
Sì, la chiesa nasce dialogica, è per sua natura capace di un dialogo plurale con le diverse culture e genti della terra a cui è inviata: “Mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra” (At 1,8), dice il Risorto agli Undici. Non è un caso che la chiesa abbia subito saputo dialogare con il mondo, addirittura con il mondo a lei ostile dell’impero romano, in un’epoca in cui, a fasi alterne, subiva una persecuzione a tratti persino cruenta. Anche in quei primi tre secoli i cristiani hanno dialogato con i cittadini dell’impero, con la cultura filosofica pagana, con le diverse genti del Mediterraneo. Gli scritti di apologeti come Giustino e di padri come Clemente Alessandrino e Basilio ne danno ampia testimonianza.
I cristiani si mostravano cittadini leali verso l’autorità politica romana, pregavano per essa, si sottomettevano alle leggi (cf. Rm 13,1-7) e cercavano di vivere in pace con tutti. Ma dobbiamo confessare con umiltà che, a partire dal IV secolo, talvolta questo atteggiamento è stato smentito dagli stessi cristiani e la chiesa non sempre è stata luogo di dialogo. Soprattutto nella difesa della verità – come affermò con coraggio Giovanni Paolo II durante il giubileo del 2000 – i cristiani hanno assunto metodi in contraddizione con la verità di Cristo e con il suo spirito. Invece del dialogo abbiamo praticato l’esclusione; invece dell’ascolto delle differenze la condanna; invece della comprensione o della tolleranza addirittura la persecuzione di chi era “altro”: gli ebrei, gli “eretici” e, più in generale, chiunque mostrasse una diversità di opinioni, di etica, di fede.
Infine, dopo tre secoli in cui la chiesa era stata spaventata dalla modernità, dall’illuminismo, dalla rivoluzione francese e poi dalla laicità e dall’ostilità dei grandi imperi e delle ideologie totalitarie, ecco arrivare papa Giovanni XXIII, il Concilio Vaticano II, Paolo VI. Papa Giovanni fece nuovamente del dialogo l’atteggiamento della chiesa: dialogo con i “fratelli separati”, si diceva allora dei cristiani non cattolici; dialogo con gli ebrei dopo secoli di ostilità; dialogo con gli uomini non cristiani e non credenti… E qui mi corre l’obbligo di ricordare, accanto alla costituzione conciliare Gaudium et spes, anche un’enciclica di Paolo VI oggi purtroppo dimenticata: l’Ecclesiam suam (6 agosto 1964). La sua terza parte è dedicata proprio al dialogo che la chiesa, per la sua stessa natura, deve intrattenere. Da questo splendido testo cito alcune parole che accesero il cuore di tanti di noi, che lo fecero ardere di gioia e di commozione, perché vedevamo in esse l’aggiornamento, la riforma voluta da papa Giovanni e dal Concilio, confermata e indicata da Paolo VI:
Daremo a questo interiore impulso di carità, che diventa dono esteriore di carità, il nome di dialogo. La chiesa deve venire a dialogo col mondo in cui si trova a vivere. La chiesa si fa parola; la chiesa si fa messaggio; la chiesa si fa colloquio … Ancor prima di convertire il mondo, bisogna accostarlo e parlargli … L’origine del dialogo si trova nell’intenzione stessa di Dio. Il dialogo deve ricominciare ogni giorno; e da noi prima che da coloro a cui è rivolto (§§ 66-67.70.72.79).
Queste parole di Paolo VI sono coraggiose, ferme, convinte e piene del Vangelo e dei sentimenti di Cristo. A partire da questa intuizione centrale, il papa tracciava nell’enciclica alcuni cerchi, di costante attualità:
• dialogo con tutto ciò che umano e con tutta l’umanità. Questo in vista dell’umanizzazione, compito comune a cristiani e non cristiani; in vista della pace, dono supremo per l’umanità;
• dialogo con tutti i credenti in Dio, i cercatori di Dio nelle altre religioni;
• dialogo con i fratelli cristiani non cattolici;
• dialogo all’interno della chiesa tra pastori e fedeli, tra doni diversi, tra le diverse componenti della chiesa.
In quest’ottica, ci possiamo lasciare con le parole di un mirabile testo delle origini cristiane, indirizzato da un anonimo credente in Cristo a un certo Diogneto:
I cristiani non si distinguono dagli altri uomini né per territorio, né per lingua, né per abiti. Non abitano neppure città proprie, né usano una lingua particolare, … ma testimoniano uno stile di vita mirabile e, a detta di tutti, paradossale … Risiedono nella loro patria ma come stranieri domiciliati (pároikoi); a tutto partecipano come cittadini e a tutto sottostanno come stranieri (xénoi); ogni terra straniera è patria per loro e ogni patria è terra straniera. Si sposano come tutti e generano figli, ma non espongono i loro nati. Mettono in comune la tavola, ma non il letto … Dio ha assegnato loro una missione così importante che essi non possono disertare (A Diogneto V,1-2.4-7; VI,10).

(Enzo Bianchi- “Vita Pastorale” – Luglio 2020)

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