VISITE
Vangelo del giorno
Martedì 07 Luglio 2020


In quel tempo, presentarono a Gesù un muto indemoniato. E dopo che il demonio fu scacciato, quel muto cominciò a parlare. E le folle, prese da stupore, dicevano: «Non si è mai vista una cosa simile in Israele!». Ma i farisei dicevano: «Egli scaccia i demòni per opera del principe dei demòni».
Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».


(Mt. 9,32-38)
Bibbia – CEI 2008
Cerca nella BIBBIA
Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:

Ricordando Alda Merini

"Corpo d’amore."

Dicono che le sorgenti d’amore siano le lacrime ma il pianto non è che un umile lavacro dei tuoi pensieri. (…) Tu sei un Dio materno e plurimo, un Dio che si disconosce e che si converte, un Dio buono come l’odio e la gelosia, un Dio umano che si è fatto croce, che si è fatto silenzio, un Dio che si converte in estasi ma che conosce il mistero della collera (…)

Libri da leggere

 

Click sulle copertine per aprire i libri

 

Racconti di un pellegrino russo

Il piccolo Principe

Il gabbiano Jonathan Livingston

Dio su una Harley

Ascoltare la parola

Recensione libri
 libro-Dossettir

Concili nei secoli
Clck sull’icona per aprire il documento



I° CONCILIO DI NICEA



I° CONCILIO DI COSTANTINOPOLI



I° CONCILIO DI EFESO



I° CONCILIO DI CALCEDONIA



II° CONCILIO DI COSTANTINOPOLI



III° CONCILIO DI COSTANTINOPOLI



II° CONCILIO DI NICEA



IV° CONCILIO DI COSTANTINOPOLI



LETTERA A DIOGNETO


I° CONCILIO LATERANENSE



II° CONCILIO LATERANENSE



II° CONCILIO LATERANENSE



IV° CONCILIO LATERANENSE



I° CONCILIO DI LIONE



II° CONCILIO DI LIONE



CONCILIO DI VIENNA



CONCILIO DI COSTANZA



CONCILIO DI BASILEA



V CONCILIO LATERANENSE


CONCILIO DI TRENTO



CONCILIO VATICANO I°

 

È online il nuovo sito consultabile al seguente indirizzo: http://www.laikos.it/

Frei Emilio: lettera da Salto da Divisa ( piccole gocce di solidarietà e speranza )

Amici e fratelli, mentre voi rientrate dalle ferie, io mi faccio vivo dopo molti mesi dall’ultima lettera.

E’ vivissimo in me il ricordo di una scena risalente alla mia primissima infanzia, ben 74 anni fa: ne avevo allora appena 4.

Ritornando dall’asilo infantile ( così si chiamava a quei tempi) trovavo ogni giorno al centro della sala una mela o un’arancia.

Alla mia sorpresa e alla mia gioia la mamma mi diceva:”te l’ha fatta trovare S. Pasquale, perchè sei stato bravo con le suore e con i compagnetti .

Se  sapeste  con  che  simpatia  guardavo  il  quadro del  santo,  ritratto  nell´atteggiamento di  contemplare  l´ ostia.

   Il fatto che  non mi guardasse   non  mi  creava  problema: trovavo  normale che  le  persone grandi  (e   il  mio  santo  lo era) avessero cose importanti  da  fare , e  non  sempre potevano badare di piccoli.

  Io ero fiero  lo stesso, per il  fatto che mi  volesse bene  e  continuasse a farmi   trovare arance  e mele.

  Questo ricordo é affiorato alla  mia  memoria , quando, il  17  maggio scorso,  giorno della festa  di S. Pasquale , é  finalmente  cominciata   l´attività  dell´ ambulatorio  oftalmologico ´´ Dott . Sergio  Tabacchi ´´   del    progetto ´´ visione solidale , a beneficio dei piú  poveri  della nostra comunità. 

 Nei  primi  tre mesi  son passate  dall´ ambulatorio  circa 300 persone  e  sono stati   distribuiti     diecine di  occhiali.

  Mentre il  progetto oftalmologico é  arrivato in  porto,  quello parallelo della  ceramica artistica si  trova in  alto  mare (si  fa per  dire !) : poiché il container, partito da S. Stefano di  Camastra ( ME) in gennaio é  arrivato   il 7  marzo  in  un  porto del  sud   del  Brasile.
   Siamo  alle  prese con le  vie misteriose della burocrazia , con  le sue richieste di  documenti  e  altre  esigenze  quasi…  infinite  .  Speriamo  che  tra  non molto  possiamo  inviarvi notizie  dell´arrivo  del container  a  Salto  da Divisa   e del  conseguente inizio  dell´attività.

  Per  finire , é  quasi  totalmente  realizzato un progetto di irrigazione  per l´ accampamento  ´´ Don Luciano” dove  vivono  sotto le  tende  circa 100 famiglie  del  MST( movimento  dei senza terra).

   Mille pulcini  si avviano  a diventare polli, mentre  tra poco sarà pronto un porcile per l´allevamento  di 70 maialini. Tutto  ciò  é dovuto  al cuore  grande e alla grande  dedicazione  di  suor Geraldina, che vive tra gli accampati e  alla   cooperazione  di   amici italiani , Quirino e  Marco  e del  loro  gruppo  di Viganó   (Lecco) che  hanno  ricavato fondi  organizzando  una serata brasiliana  con  cibi  e prodotti  tipici .

 Dulcis in fundo! I bambini iperattivi della ONG Servir ela Vita di Santa Maria ringraziano i loro amici italiani che li aiutano a crescere più sereni: Marcella Messina di S. Stefano e Quirino e Marco di Viganó.
 Ecco  amici , un  piccolo  spaccato    della  nostra  vita .

 Piccoli  progetti  sí , ma che ci costano  tanta fatica e preoccupazioni, in un mondo  onde esistono oceani  di problemi  e bisogni .

 Si  tratta di piccole  gocce , capaci però  di indicare  la direzione  della solidarietà  e della  speranza

 Abbracci  fraterni Frei Emilio  Santi Piro Missionario  Cappuccino in  Brasile

P.S . 1 .P.  Giacomo Valenza é  stato  inviato  in  una  parrocchia  povera delle´ interno di Minas Gerais.  Invieremo notizie più  dettagliate  in  seguito

P.S.2.    Chi  volesse aiutarci  ad aiutare  ecco  i  nostri  contatti  in Italia:

  1. Domenico  Costanzo – Cappuccino , nostro rappresentante  fraterno  a Castelbuono  (PA)  tel. 0921671131 Cell.3891175411
  2.   P.Luigi  Saladdino, Provinciale  dei frati  cappuccini  di Messina tel: 09040094 cell. 3396782882

 Tanto l´uno  quanto l´ altro  hanno  il  c/ corrente postale  intestato  al  nostro  ufficio  missionário

 frei Emilio

l primi prodotti di verdure  e  legumi  sono stati collocati  nel  locale mercatino di Salto  da Divisa.

Questo post è stato letto 3.362 volte

 

 

Lascia un commento

Utenti collegati
Liturgia del giorno
Le vignette di T&T

Cliccando sulla immagine link per visualizzare le vignette. Richiedi password per accedere




Articoli in evidenza
Suor Rosina della Croce
Cliccando sulle due icone puoi vedere il primo e secondo atto del "musical",
YouTube YouTube
Io Francesco piccolo ….
In questo box il Testo del Teatro-Musica " Io Francesco piccolo ... l'ultimo dei minori"

( Cliccando sulla locandina è possibile aprire il file del "copione" e/o scaricarlo)

Di seguito alcune clip video di prova.

( Cliccando sull' icona della clip è possibile aprire il video) www.ilconfronto.com
PRIMA PARTE: La conversione- La spogliazione.


SECONDA PARTE: la regola.


TERZA PARTE: Francesco e Chiara: " Audite poverelle"
Kenosis-Passio Domini
Cliccando sulle tre icone puoi vedere i tre filmati "Staba Mater" e " Passio Domini" " Apocalypsis Die " eseguiti a Castelbuono il 21 Aprile 2004 ore 20,30 nella Chiesa di San Francesco. - Cliccando sull'icona " Kenosis" potrai leggere o scaricare il libretto dei testi in pdf,
Passio Domini www.ilconfronto.com

Video new
Per vedere i filmati clik sull'icona di quello che scegli di vedere
www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com YouTube
Articoli in evidenza


Il confine invisibile tra noi e gli altri

 

“Noi”, “gli altri”: quante volte ricorriamo a queste categorie per comprendere problemi e giustificare atteggiamenti. Ora, se siamo più attenti, ci rendiamo conto che è arduo definire i confini tra queste due entità.
Quando accostiamo i termini “noi” e “gli altri”, iniziamo un percorso suscettibile di infinite varianti: ci possiamo inoltrare su un ponte gettato tra due mondi, oppure andare a sbattere contro un muro. Possiamo anche scoprire l’opportunità di un intreccio fecondo, dell’insopprimibile connessione che abita noi e loro. Sì, perché ogni umano esiste in quanto essere-in-relazione: con quanti lo hanno preceduto, con chi gli è o è stato accanto, con il “prossimo”, con quanti ha avuto o avrà modo di incontrare, con il pensiero e le azioni di persone che non ha mai conosciuto. Addirittura, con chi non conoscerà mai, eppure contribuisce con la sua esistenza al mirabile corpo collettivo dell’umanità.
La consapevolezza dell’intima connessione tra ciascuno di noi e gli altri va ridestata con lucidità, in quest’epoca in cui si è giunti a ipotizzare la “morte del prossimo”, la scomparsa di colui che, alla lettera, è “più vicino”. Mentre veniamo quotidianamente sollecitati a una generica solidarietà con chi è lontano, siamo spinti a non vedere chi ci è accanto e attende, prima che un gesto di comunione, il semplice riconoscimento della sua esistenza. Comunichiamo a distanza, interagiamo in “tempo reale”, ci sentiamo connessi con una rete globale, ma distogliamo lo sguardo da “l’altro accanto a noi”. Ciò non discende forse dall’aver perso la consapevolezza che, in ultima analisi, “l’altro siamo noi”?
Al riguardo, possiamo prendere spunto da Michel de Certeau, teologo e antropologo, instancabile viaggiatore attraverso paesi e culture diverse, il quale definiva l’essere umano come chi cerca di “far posto all’altro”: per lui l’altro, lo straniero è al contempo “l’irriducibile e colui senza il quale vivere non è più vivere”. In questo senso possiamo declinare il rapporto tra noi e gli altri come una relazione dinamica in cui entra in gioco anche la dimensione temporale: oggi io sono quello che altri sono stati prima di me e, a loro volta, gli altri possono diventare quello che io sono o ero a un certo punto della mia vicenda.
Sì, nella dialettica tra noi e gli altri si gioca il difficile equilibrio, mai raggiunto pienamente, tra identità e convivenza. In che modo riconoscere e coltivare la propria identità senza collocarla in rapporto dinamico con l’essere accanto al diverso? E come convivere in un confronto civile tra persone, etnie e culture diverse senza aver chiara consapevolezza della propria identità e di come questa si sia formata attraverso successive, ininterrotte mescolanze con alterità che da lontane si sono fattevicine?
Scriveva Edmond Jabès: “Lo straniero ti permette di essere te stesso, facendo di te uno straniero … La distanza che ci separa dallo straniero, dall’altro è quella stessa che ci separa da noi”. Che questa distanza sia ponte o baratro dipende solo da noi, giorno dopo giorno.

(Enzo Bianchi- “Repubblica” – 25 Maggio 2020)