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Vangelo del giorno
Venerdì 07 Maggio 2021
In quel  tempo,  disse Gesù ai suoi discepoli:
«Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.
Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».


(Gv 15,12-17)
Bibbia – CEI 2008
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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:

La pandemia da Covid-19  è stata un terremoto che ha trasformato le nostre vite e ci ha costretto a guardare le cose da un altro punto di osservazione, aiutandoci a sviluppare considerazioni che possono modificare il nostro modo di vivere e la nostra scala di priorità.

Nella narrazione utilizzata i rischi della “Infodemia”, sono  numerosi e pericolosi.

Pensiamo di far cosa utile, per chi volesse, proporre la lettura di un lavoro apparso nell’Agosto 2020 sul Journal of Internal Medicine che mette a fuoco le problematiche correlate all’infezione da Covid-19

La presentazione clinica  della malattia da Covid-19 può variare da una sintomatologia respiratoria lieve a polmoniti gravi a prognosi infausta. I sintomi più frequenti sono febbre, tosse, mialgia o astenia e dispnea che possono comparire tra i 2 ed i 14 giorni dopo l’esposizione. Meno comunemente i pazienti si presentano con espettorato, cefalea, emottisi e diarrea. Pochi soggetti si presentano con sintomi delle alte vie respiratorie come rinorrea, congestione nasale o faringodinia.

 Dal punto di vista radiologico, la polmonite da COVID-19 si presenta con un interessamento bilaterale. Nei pazienti più gravi spesso il quadro radiologico consiste in consolidamenti lobari e sub-segmentali. Nei pazienti meno gravi che non necessitano di ricovero in terapia intensiva le immagini radiologiche alla TCdel torace mostrano opacità bilaterali a vetro smerigliato (ground-glass) e aree di consolidamento sub-segmentale. Nel corso dell’evoluzione della malattia le immagini mostrano maggiori opacità a vetro smerigliato, mentre i consolidamenti si risolvono.

Non esiste ancora un trattamento antivirale specifico per l’infezione COVID-19, ma solo terapie di supporto per i pazienti colpiti, specialmente nei casi più gravi.

 

Il 05 Novembre 2020 su New England è stato pubblicato un Report finale di uno studio a doppio cieco, controllato con placebo, condotto  su pazienti adulti Covid-19 positivi  ricoverati  con evidenza di infezione  del tratto respiratorio inferiore sull’efficacia del trattamento con un antivirale (Remdesivir )

Lo studio è stato condotto in doppio cieco, randomizzato, controllato con placebo

Il Farmaco  ( Remdesivir)  veniva somministrato per via endovenosa a pazienti adulti con  evidenza di infezione del tratto respiratorio inferiore (dose di carico di 200 mg il giorno 1, seguita da 100 mg al giorno per un massimo di 9 giorni aggiuntivi) o placebo per un massimo di 10 giorni.

 L’outcome primario era il tempo per il recupero, definito dalla dimissione dall’ospedale o dal ricovero esclusivamente a scopo di controllo delle infezioni.

Risultati 1062 pazienti sono stati sottoposti a randomizzazione ( 541 assegnati a Remdesivir e 521 a placebo).

Coloro che hanno ricevuto Remdesivir hanno avuto un tempo di recupero mediano di 10 giorni (intervallo di confidenza al 95% [CI], da 9 a 11), rispetto ai 15 giorni (CI al 95%, da 13 a 18)di quelli trattati con placebo (rapporto tra tassi di recupero , 1,29; 95% CI, 1,12-1,49; P <0,001, da un log-rank test).

I  pazienti trattati con Remdesivir avevano maggiori probabilità di ottenere un miglioramento clinico al 15° giorno rispetto a quelli che avevano ricevuto placebo (odds ratio, 1,5; IC 95% , Da 1.2 a 1.9, dopo aggiustamento per l’effettiva gravità della malattia).

Le stime di Kaplan-Meier della mortalità erano del 6,7% con Remdesivir e dell’11,9% con placebo entro il 15° giorno e dell’11,4% con remdesivir e del 15,2% con placebo entro il 29° giono (hazard ratio, 0,73; IC 95%, da 0,52 a 1,03). Eventi avversi gravi sono stati segnalati in 131 dei 532 pazienti che hanno ricevuto remdesivir (24,6%) e in 163 dei 516 pazienti che hanno ricevuto placebo (31,6%).

 Dallo studio viene evidenziato che  che Remdesivir era superiore al placebo nell’accorciare il tempo di guarigione negli adulti ricoverati con infezione del tratto respiratorio inferiore da  Covid-19.

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Di seguito cliccando sull’icona è possbile aprire o scaricare il lavoro del Journal of Internal Medicine

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