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Vangelo del giorno
Giovedì 06 Ottobre 2022
      In quel tempo, Gesù disse ai discepoli:
«Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».


(Lc. 11,5-13)
Bibbia – CEI 2008
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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:

Attualità

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E dal Novembre 2002 che circolano su Internet, sui vari Blog, le fotografie di Samuel Arnas, feto alla 21 settimana a cui fu diagnosticata la spina bífida, una malformazione
che non lascia speranza di sopravvivenza, a meno di ricorrere a un intervento intrauterino.

Durante l’intervento il chirurgo, il Dr Brunner, fece un normale taglio cesareo, estrasse l’utero e vi praticò una piccola incisione attraverso la quale cominciò ad operare il piccolo Samuel.

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                      affresco-mv.jpg                    Per  chi non se ne fosse accorto, segnaliamo un grave atto di vandalismo all’affresco del porticato della ” Madrice Vecchia “.  Una condanna all’autore del deprecabile atto e un invito alla salvaguardia alle autorità competenti.

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Non s’è mai stancato di raccomandare l’unità, eppure continuiamo a vivere  lo scandalo della divisione

“Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; perché tutti siano una sola cosa.

Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato” ( Giovanni 17, 20-21)                                                                                                                      

Segnali incoraggianti dai lavori  della  delegazione cattolica guidata dal cardinale Kasper e dalla delegazione panortodossa guidata dal metropolita Zizioulas del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli

Più snella la strada  per la riunificazione di cattolici e ortodossi dopo lo scisma del 1054. 

Il Papa è il “primo dei patriarchi”, Roma è la “prima sede”, la Chiesa di Roma “presiede nell’amore”.  

 Dai lavori , tre determinati :la comunione ecclesiale, la conciliarità, l’autorità.   

Si concorda  che il vescovo è il capo della Chiesa locale e che nessuno può sostituirsi a lui che è l’Autorità locale.  

 Si riconosce  che “l’unica e santa Chiesa” si realizza contemporaneamente in ogni Chiesa locale, che celebra l’eucaristia, e nella comunione di tutte le Chiese.      Atri passaggi :  a livello regionale un gruppo di chiese riconosce al proprio interno un “ protos “ ( primo ),mentre a livello globale “ coloro che sono i primi nelle diverse regioni insieme a tutti i vescovi cooperano in ciò che riguarda la totalità della chiesa “… “ i primi dovranno poi riconoscere il primo tra di loro”.


La  conciliarità: è la cooperazione comune tra tutti. Tutti i vescovi  oltre a essere uniti tra di loro nella fede,  “hanno anche in comune la stessa responsabilità e lo stesso servizio nei confronti della Chiesa”. I concili sono lo “strumento principale” attraverso cui si esprime la comunione della Chiesa.

Il tumore è la seconda causa di mortalità in Sicilia, dopo le malattie cardiovascolari, con diecimila decessi l’anno.  Sono 90 mila i malati di patologie oncologiche ed a loro si aggiungono quasi sedicimila nuovi casi ogni anno.
Sotto accusa i cattivi comportamenti come il fumo, l’inquinamento e l’abbandono della “dieta mediterranea”. 

L’incidenza del tumore in Sicilia è ancora più bassa rispetto al resto del nostro paese e dell’Europa, ma il dato di mortalità è più alto, probabilmente a causa del ritardo nelle diagnosi.
Per il sesso maschile, la prima causa di mortalità in oncologia è il tumore di trachea, bronchi o polmoni (26.6 per cento dei casi), mentre per le donne risulta fatale nel 16.74 per cento dei casi il cancro alla mammella.
Al secondo posto per entrambi i sessi figura il tumore del colon retto (11.97 per le donne e 9.43 per gli uomini).

L’allarme per il cancro sta tutto in una cifra: sono 105.697 i siciliani che si sono ammalati di tumore tra il 2000 e il 2006.

Nello stesso arco di tempo si registrano 66 mila decessi per queste patologie. 

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Se ci guardiamo intorno… non c’è, nella nostra città,  una ” cerchia” familiare che non abbia uno o più casi di cancro nel proprio ambito. Combattere il cancro incide in maniera significativa sui bilanci delle aziende ospedaliere.

La nuova frontiera delle terapie farmacologiche rischia di far saltare i conti.

Non scordiamo, però, che l’arma più importante per combatterlo è la prevenzione.

E’ necessario, allora, che la politica sanitaria si convertà e investa di più sulla prevenzione qualificando e puntando sulla sanità pubblica,

 invertendo la rotta del dirottamento della maggior parte dei fondi alle strutture private che spesso, attraverso operazioni

di immagine, altro non fanno che sperperare e illudere.

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