Generale
un paese che ha a cuore il rispetto della dignità dell’uomo e valori come l’accoglienza, la condivisione, la pluralità di idee.
In questa breve anteprima del lavoro, che speriamo portare a termine per le feste natalizie, racconteremo la sua giovinezza , il suo entrare in intimità con Dio,[ Padre e Madre nello stesso tempo ] così come noi – leggendo i suoi scritti – l’abbiamo immaginato; e poi il coraggio – tutto attuale – di condividere in una comunità tutta laicale, inizialmente, il desiderio di donare la propria vita per i poveri, anche se malata e dipendente progressivamente dagli altri.
Poi gli incontri, nella sua stanzetta, con personaggi e situazioni di ogni tipo. Noi li abbiamo stigmatizzati in due realtà: una novizia in discussione con la sua vocazione e l’incontro con la moglie di un mafioso.
L’anteprima avrà inizio puntualmente alle ore 21 dell’ 11 Settembre 2011. Per la recettività della Chiesa, l’ingresso è consentito solo agli invitati, che all’entrata troveranno indicazioni sul posto loro
assegnato.
Si raccomanda di prender posto dalle ore 20, 30 per consentire una “serena “ sistemazione e la regolarità dell’ora di inizio.
Per il programma apri il file accanto: Suor Rosina della Croce: programma
| Tutti, dal Papa al più piccolo dei poveri siamo λαός, “popolo”, ovvero una moltitudine di persone alla sequela di Cristo; e quando, con “ varie argomentazioni “, ci si separa dalla sua parola risuoni forte l’invito «Vattene via da me, Satana! Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini». (Marco 8:33) … Rimettiti dietro e continua la sequela ….
L’invito, leggendo l’articolo, a interrogarsi, nella libertà più grande … nello stile di Francesco … “ in cosa sto sbagliando io per tutto quello che sta capitando alla mia chiesa ?? !! “ Questo il link dell’articolo: http://www.lettera43.it/attualita/23711/il-parroco–a-carico-nostro.htm |
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[Ansa.it]]
Don Verzè: “Se fossi Papa vivrei in Africa. In Vaticano ho sentito puzza di sodoma e arroganza” ”Se io fossi Papa? Scenderei da solo, senza bardature a star con la gente. Scenderei non da sacri palazzi ma da un appartamento, come un buon parroco”. |
E’ una delle frasi di Don Verzè che, nell’anticipazione di un suo articolo fatta dal Corriere della Sera, confessa che vorrebbe essere eletto ”Vescovo dai vescovi – dice – (oggi con i sistemi telematici non è un problema) i vescovi, poi, li farei eleggere dal popolo cristiano”.
Tra le idee del fondatore del San Raffaele c’è anche quella di eliminare il Cardinalato ”e tutte le disparità dal sapore feudalesco”. Per Don Verzè, ”il Terzo mondo cristiano scavalca il primo, quello europeo, ormai pseudo-cristiano, frantumato da un eccesso di verticalizzazione”.
Il cristianesimo ”ha ancora il meglio da dare – aggiunge – sempre che nelle banche, nello sport e nelle piazze non prevalga Gheddafi con i suoi berberi islamici”. Don Verzè immagina una ”Onu della fede cristiana”, con sede al Quirinale di Roma da cui dovrebbe partire il grido: ”Siamo cristiani”, per fare in modo che ”quegli inconsapevoli dei nostri rappresentanti di Bruxelles” non si oppongano a chiamare ”Cristiana l’Europa”.
Se fosse Papa, Don Verzè non farebbe ”visite lampo con costose comparse oceaniche”, piuttosto si fermerebbe nei 5 continenti per qualche mese e si tratterrebbe soprattutto in Africa, ”perchè da lì partirà la salvezza di tutto il mondo” dice. ”Non vorrei con me nessun dignitario, nè cardinali – prosegue – ma truppe di medici e infermieri e di volontari. Io papa in mezzo a loro in pantaloncini, in testa un Borsalino, sempre sul cuore un gran crocifisso ma non d’oro”.
Non sgriderebbe i vescovi che si sposano e non proibirebbe la pillola anticoncezionale e del Vaticano ne farebbe ”un Oracolo di Delfi per ogni sapere”. ”Pe qualche tempo l’ho frequentato – afferma – puzza di sodoma e arroganza. Sostituirei le sottane paonazze con professionisti laici e sposati”.


























