{"id":6525,"date":"2010-12-31T06:41:17","date_gmt":"2010-12-31T04:41:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilconfronto.com\/?p=6525"},"modified":"2010-12-31T08:34:12","modified_gmt":"2010-12-31T06:34:12","slug":"per-una-chiesa-di-strada","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilconfronto.com\/?p=6525","title":{"rendered":"Per una chiesa di strada"},"content":{"rendered":"<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><a href=\"http:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/Don-Ciotti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-thumbnail wp-image-6526\" title=\"Don Ciotti\" src=\"http:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/Don-Ciotti-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/td>\n<td>\u00a0<span style=\"font-family: book antiqua,palatino;\"><span style=\"font-size: medium;\">Sono nato in Veneto, a Pieve di Cadore, provincia di Belluno, nelle Dolomiti.<\/span><\/span><span style=\"font-family: book antiqua,palatino;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/span><span style=\"font-family: book antiqua,palatino;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0La mia fami\u00adglia si \u00e8 trasferita a Torino negli an\u00adni Cinquanta.<\/span><\/span><span style=\"font-family: book antiqua,palatino;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/span><span style=\"font-family: book antiqua,palatino;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/span><span style=\"font-family: book antiqua,palatino;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0La nostra prima casa fu una delle baracche del cantiere dove lavorava mio pap\u00e0, uno degli operai impegnati nella costruzione del Politecnico.<\/span><\/span><span style=\"font-family: book antiqua,palatino;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/span><span style=\"font-family: book antiqua,palatino;\"><span style=\"font-size: medium;\">La fatica del lasciare la propria terra, del trasferirsi in una grande citt\u00e0 \u2013 dove l\u2019accoglienza e la generosit\u00e0 di alcuni non facevano dimenticare le chiusure e i rifiuti di altri \u2013mi ha segnato nel profondo, ma mi ha anche aiutato a mettermi nei panni degli altri, a capire ad esempio le storie di quei ragazzi<\/span><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua,palatino;\"><span style=\"font-size: medium;\">che, qualche anno dopo, sarebbero arrivati a Torino dalle regioni del Sud.\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua,palatino;\">\u00a0<\/span><span style=\"font-family: book antiqua,palatino;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0Spaesati. Sui portoni di molte case una scritta terribile: \u00abNon si affittano case ai meridionali\u00bb. Molti di quei ragazzi passavano la notte sui vagoni parcheggiati nella stazione di Porta Nuova, affidando al domani la speranza di un cambiamento. Una storia che si ripete oggi con altri volti, ma con le stesse speranze, la stessa ricerca di dignit\u00e0. Ho avvicinato quei ragazzi, li ho conosciuti e mi sono fatto \u00abriconoscere\u00bb. Ho condiviso le loro esperienze, ho sentito le loro speranze, i loro smarrimenti. Ad aprirmi gli occhi era stata anche una persona pi\u00f9 anziana, un medico tormentato dai sensi di colpa per un intervento sbagliato, che aveva eletto a suo domicilio una panchina. Riuscii ad avvicinarlo vincendo la sua diffidenza, il carattere schivo e a volte burbero, scoprendo la sua umanit\u00e0, il suo gran cuore. \u00abNon preoccuparti per me \u2013 mi disse un giorno \u2013 occupati di loro\u00bb, e m\u2019indic\u00f2 un gruppo di ragazzi che faceva uso di anfetamine, in quegli anni le droghe pi\u00f9 diffuse prima del dilagare dell\u2019eroina.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua,palatino;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua,palatino;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ho incontrato la strada grazie alla strada. Strada come luogo di povert\u00e0, di bisogni, di linguaggi, di relazioni e di domande in continua trasformazione. Strada come luogo di crescita e di consapevolezza: dove imparare a misurarsi con l\u2019incertezza e la complessit\u00e0, a non selezionare i compagni di viaggio, a costruire speranza e corresponsabilit\u00e0. Cercai degli amici con cui condividere il mio impegno. A 45 anni di di\u00adstanza posso dire che il Gruppo Abele \u00e8 nato cos\u00ec: da un incontro maturato sulla strada nel tentativo di rispondere a bisogni che richiedevano nuovi approcci, linguaggi, strumenti. Ma non basta interrogare la strada. Una volta posta la domanda \u00e8 necessario anche ascoltare \u2013 con libert\u00e0 e disponibilit\u00e0 a mettere in pratica quanto ascoltato \u2013 la risposta. Anche perch\u00e9 la strada non consegna come risposta ci\u00f2 che uno vuol sentirsi dire. Il linguaggio della strada \u00e8 scomodo, controcorrente, anche a rischio di confusione, di fraintendimento. Quanta fatica \u00e8 necessaria per imparare dalla strada il linguaggio della fedelt\u00e0 e della libert\u00e0. Anche all\u2019interno della stessa comunit\u00e0 parrocchiale si rischia \u2013 se si ascolta con seriet\u00e0 la strada \u2013 di non essere capiti&#8230; Le domande poste alla strada sono come la manna che il popolo d\u2019Israele incontra nel deserto. Una manna che permette di sopravvivere e procedere, ma che non pu\u00f2 essere tenuta da parte, immagazzinata. Bisogna consu\u00admarla tutta. Domani se ne ricever\u00e0 dell\u2019altra, che baster\u00e0 per un altro giorno di cammino. Fermare le domande \u00e8 interrompere il cammino. \u00c8 cedere alla tentazione di porre in magazzino quanto acquisito e illudersi di poter vivere di rendita. \u00c8 routine, una tentazione a cui siamo tutti soggetti, anche nelle nostre parrocchie. Ma \u00e8 cos\u00ec che molte insegne ingialliscono, che molti servizi invecchiano nella routine o restano uguali nella frenesia di un cambiamento solo superficiale. Pigrizia, frenesia senza direzione: sono tutti modi per scappare dall\u2019oggi, per fuggire dalla strada. Non c\u2019\u00e8 casa senza strada e non c\u2019\u00e8 strada senza casa. Se mancano le case o almeno una casa, non c\u2019\u00e8 bisogno di strada; ma nessuna casa pu\u00f2 \u00abmancare\u00bb di strade: significa negare alla casa e alle case la possi\u00adbilit\u00e0 di relazioni e di collegamento con il mondo. Strada e casa sono cos\u00ec strettamente legate l\u2019una all\u2019altra. Al punto che l\u2019una \u00e8 premessa dell\u2019altra e che il cambiare dell\u2019una modifica l\u2019altra. Intrecciare \u00abstrada\u00bb, \u00abcase\u00bb e \u00aboggi\u00bb \u00e8 quindi premessa, conseguenza, metodo e contenuto di ogni rinnovamento parrocchiale. E significa confrontarsi con concreti e precisi \u00abnodi\u00bb: imparare ad abitare \u00abanche\u00bb fuori casa (senza paura di attraversare e percorrere strade impegnative e nuove); non aver paura della strada: viaggiare per non restare chiusi nei propri confini e orizzonti; ripensare le categorie dell\u2019educare, dell\u2019essere casa, famiglia, giovani&#8230;; costruire comunit\u00e0 e comunit\u00e0 di \u00abfamiglie vicine\u00bb; promuovere vita culturale e tensione per il \u00abbello\u00bb per contrastare degrado, ingiustizie e solitudine; fare della celebrazione liturgica il momento di sintesi, di nutrimento e di verit\u00e0 tra il dire e il testimoniare giustizia e solidariet\u00e0; rispondere alle ingiustizie (mute e gridate) che vengono dalla strada. \u00abStrada\u00bb, \u00abcasa\u00bb e \u00aboggi\u00bb sono, tra l\u2019altro (cos\u00ec ci dicono gli studiosi della parola di Dio) termini biblici di inesauribile ricchezza.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua,palatino;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua,palatino;\"><span style=\"font-size: medium;\">Tenerli insieme \u00e8 sfida e aiuto per non restare chiusi nella propria casa e\/o nella propria parrocchia, non costruire case, chiese, cortili e\/o oratori lontani dalla strada, dalla fatica ma anche dalla bellezza dell\u2019abitarla, non illudersi di crescere e maturare \u00absolo \u00bb sulla strada o solo nel chiuso di qualche struttura e\/o istituzione; non fare dell\u2019educare un semplice manuale di comportamento che ingigantisce la forma e calpesta la sostanza; un manuale che insegna a non trasgredire i precetti ma non a vivere le responsabilit\u00e0. Se l\u2019essere \u00abtra le case\u00bb continua il suo dinamico confronto con la strada, le nostre parrocchie possono sprigionare la loro potenziale vitalit\u00e0 e rivelare tutta la loro forza e attualit\u00e0! Mai come oggi le \u00abcase\u00bb, le persone e le famiglie hanno fame e sete di luoghi in grado di consegnare possibilit\u00e0 di senso e autentica vita comunitaria. Di speranza.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua,palatino;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Sono nato in Veneto, a Pieve di Cadore, provincia di Belluno, nelle Dolomiti.\u00a0\u00a0La mia fami\u00adglia si \u00e8 trasferita a Torino negli an\u00adni Cinquanta.\u00a0\u00a0\u00a0La nostra prima casa fu una delle baracche del cantiere dove lavorava mio pap\u00e0, uno degli operai impegnati nella costruzione del Politecnico.\u00a0La fatica del lasciare la propria terra, del trasferirsi in una grande [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1248,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-6525","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-attualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ilconfronto.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6525","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ilconfronto.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ilconfronto.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilconfronto.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1248"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilconfronto.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6525"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ilconfronto.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6525\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ilconfronto.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6525"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilconfronto.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6525"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilconfronto.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6525"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}