{"id":2552,"date":"2009-06-05T19:24:26","date_gmt":"2009-06-05T17:24:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilconfronto.com\/?p=2552"},"modified":"2009-06-05T19:24:26","modified_gmt":"2009-06-05T17:24:26","slug":"obama-parla-al-mondo-arabo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilconfronto.com\/?p=2552","title":{"rendered":"Obama parla al mondo arabo"},"content":{"rendered":"<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><a href=\"http:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/obama.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-thumbnail wp-image-2553\" title=\"obama\" src=\"http:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/obama-150x150.jpg\" alt=\"obama\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/td>\n<td><span style=\"font-family: comic sans ms,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #000080;\">Testo del Discorso di Obama al mondo arabo<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-bidi;\">Sono onorato di essere qui al Cairo, in questa citt\u00e0 senza tempo, e di essere ospite di due importantissime istituzioni. Da oltre mille anni Al-Azhar rappresenta il faro della cultura islamica e da oltre un secolo l&#8217;Universit\u00e0 del Cairo \u00e8 la culla del progresso dell&#8217;Egitto. Insieme, queste due istituzioni rappresentano il connubio di tradizione e progresso.<\/p>\n<p>Sono grato di questa ospitalit\u00e0 e dell&#8217;accoglienza che il popolo egiziano mi ha riservato. Sono altres\u00ec orgoglioso di portare con me in questo viaggio le buone intenzioni del popolo americano, e di portarvi il saluto di pace delle comunit\u00e0 musulmane del mio Paese: assalaamu alaykum. <br style=\"mso-special-character: line-break;\" \/><br style=\"mso-special-character: line-break;\" \/><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><span style=\"font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;\"><span style=\"font-size: small;\">Ci incontriamo qui in un periodo di forte tensione tra gli Stati Uniti e i musulmani in tutto il mondo, tensione che ha le sue radici nelle forze storiche che prescindono da qualsiasi corrente dibattito politico. Il rapporto tra Islam e Occidente ha alle spalle secoli di coesistenza e cooperazione, ma anche di guerre di religione e di conflitti. In tempi pi\u00f9 recenti, questa tensione \u00e8 stata alimentata dal colonialismo, che ha negato diritti e opportunit\u00e0 a molti musulmani, e da una Guerra Fredda nella quale i Paesi a maggioranza musulmana troppo spesso sono stati trattati come Paesi che agivano per procura, senza tener conto delle loro legittime aspirazioni. Oltretutto, i cambiamenti radicali prodotti dal processo di modernizzazione e dalla globalizzazione hanno indotto molti musulmani a considerare l&#8217;Occidente ostile nei confronti delle tradizioni dell&#8217;Islam.<\/p>\n<p>Violenti estremisti hanno saputo sfruttare queste tensioni in una minoranza, esigua ma forte, di musulmani. Gli attentati dell&#8217;11 settembre 2001 e gli sforzi continui di questi estremisti volti a perpetrare atti di violenza contro civili inermi ha di conseguenza indotto alcune persone nel mio Paese a considerare l&#8217;Islam come inevitabilmente ostile non soltanto nei confronti dell&#8217;America e dei Paesi occidentali in genere, ma anche dei diritti umani. Tutto ci\u00f2 ha comportato maggiori paure, maggiori diffidenze.<\/p>\n<p>Fino a quando i nostri rapporti saranno definiti dalle nostre differenze, daremo maggior potere a coloro che perseguono l&#8217;odio invece della pace, coloro che si adoperano per lo scontro invece che per la collaborazione che potrebbe aiutare tutti i nostri popoli a ottenere giustizia e a raggiungere il benessere. Adesso occorre porre fine a questo circolo vizioso di sospetti e discordia.<\/p>\n<p>Io sono qui oggi per cercare di dare il via a un nuovo inizio tra gli Stati Uniti e i musulmani di tutto il mondo; l&#8217;inizio di un rapporto che si basi sull&#8217;interesse reciproco e sul mutuo rispetto; un rapporto che si basi su una verit\u00e0 precisa, ovvero che America e Islam non si escludono a vicenda, non devono necessariamente essere in competizione tra loro. Al contrario, America e Islam si sovrappongono, condividono medesimi principi e ideali, il senso di giustizia e di progresso, la tolleranza e la dignit\u00e0 dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Sono ora cosciente che questo cambiamento non potr\u00e0 avvenire nell&#8217;arco di una sola notte. Nessun discorso o proclama potr\u00e0 mai sradicare completamente una diffidenza pluriennale. N\u00e9 io sar\u00f2 in grado, nel tempo che ho a disposizione, di porre rimedio e dare soluzione a tutte le complesse questioni che ci hanno condotti a questo punto. Sono per\u00f2 convinto che per poter andare avanti dobbiamo dire apertamente ci\u00f2 che abbiamo nel cuore, e che troppo spesso viene detto soltanto a porte chiuse. Dobbiamo promuovere uno sforzo sostenuto nel tempo per ascoltarci, per imparare l&#8217;uno dall&#8217;altro, per rispettarci, per cercare un terreno comune di intesa. Il Sacro Corano dice: &#8220;Siate consapevoli di Dio e dite sempre la verit\u00e0&#8221;. Questo \u00e8 quanto cercher\u00f2 di fare: dire la verit\u00e0 nel miglior modo possibile, con un atteggiamento umile per l&#8217;importante compito che devo affrontare, fermamente convinto che gli interessi che condividiamo in quanto appartenenti a un unico genere umano siano molto pi\u00f9 potenti ed efficaci delle forze che ci allontanano in direzioni opposte.<\/p>\n<p>Le mie convinzioni si basano parzialmente sulla mia stessa esperienza: sono cristiano, ma mio padre era originario di una famiglia del Kenya della quale hanno fatto parte generazioni intere di musulmani. Da bambino ho trascorso svariati anni in Indonesia, e ascoltavo al sorgere del Sole e al calare delle tenebre la chiamata dell&#8217;azaan. Quando ero ragazzo, ho prestato servizio nelle comunit\u00e0 di Chicago presso le quali molti trovavano dignit\u00e0 e pace nella loro fede musulmana.<\/p>\n<p>Ho studiato storia e ho imparato quanto la civilt\u00e0 debba essere debitrice nei confronti dell&#8217;Islam. Fu l&#8217;Islam infatti &#8211; in istituzioni come l&#8217;Universit\u00e0 Al-Azhar &#8211; a tenere alta la fiaccola del sapere per molti secoli, preparando la strada al Rinascimento europeo e all&#8217;Illuminismo. Fu l&#8217;innovazione presso le comunit\u00e0 musulmane a sviluppare scienze come l&#8217;algebra, a inventare la bussola magnetica, vari strumenti per la navigazione; a far progredire la maestria nello scrivere e nella stampa; la nostra comprensione di come si diffondono le malattie e come \u00e8 possibile curarle. La cultura islamica ci ha regalato maestosi archi e cuspidi elevate; poesia immortale e musica eccelsa; calligrafia elegante e luoghi di meditazione pacifica. Per tutto il corso della sua Storia, l&#8217;Islam ha dimostrato con le parole e le azioni la possibilit\u00e0 di praticare la tolleranza religiosa e l&#8217;eguaglianza tra le razze.<\/p>\n<p>Anche che l&#8217;Islam ha avuto una parte importante nella Storia americana e di questo ne sono consapevole. La prima nazione a riconoscere il mio Paese \u00e8 stato il Marocco. Firmando il Trattato di Tripoli nel 1796, il nostro secondo presidente, John Adams, scrisse: &#8220;Gli Stati Uniti non hanno a priori alcun motivo di inimicizia nei confronti delle leggi, della religione o dell&#8217;ordine dei musulmani&#8221;. Sin dalla fondazione degli Stati Uniti, i musulmani americani hanno arricchito il mio Paese: hanno combattuto nelle nostre guerre, hanno prestato servizio al governo, si sono battuti per i diritti civili, hanno avviato aziende e attivit\u00e0, hanno insegnato nelle nostre universit\u00e0, hanno eccelso in molteplici sport, hanno vinto premi Nobel, hanno costruito i nostri edifici pi\u00f9 alti e acceso la Torcia Olimpica. E quando di recente il primo musulmano americano \u00e8 stato eletto come rappresentante al Congresso degli Stati Uniti, egli ha giurato di difendere la nostra Costituzione utilizzando lo stesso Sacro Corano che uno dei nostri Padri Fondatori &#8211; Thomas Jefferson &#8211; custodiva nella sua biblioteca personale.<\/p>\n<p>Ho pertanto conosciuto l&#8217;Islam in tre continenti, prima di venire in questa regione nella quale esso fu rivelato agli uomini per la prima volta. Questa esperienza illumina e guida la mia convinzione che una partnership tra America e Islam debba basarsi su ci\u00f2 che l&#8217;Islam \u00e8, non su ci\u00f2 che non \u00e8. Ritengo che rientri negli obblighi e nelle mie responsabilit\u00e0 di presidente degli Stati Uniti lottare contro qualsiasi stereotipo negativo dell&#8217;Islam, ovunque esso possa affiorare.<\/p>\n<p>Ma questo medesimo principio deve applicarsi alla percezione dell&#8217;America da parte dei musulmani. Proprio come i musulmani non ricadono in un approssimativo e grossolano stereotipo, cos\u00ec l&#8217;America non corrisponde a quell&#8217;approssimativo e grossolano stereotipo di un impero interessato al suo solo tornaconto. Gli Stati Uniti sono stati una delle pi\u00f9 importanti culle del progresso che il mondo abbia mai conosciuto. Sono nati dalla rivoluzione contro un impero. Sono stati fondati sull&#8217;ideale che tutti gli esseri umani nascono uguali e per dare significato a queste parole essi hanno versato sangue e lottato per secoli, fuori dai loro confini, in ogni parte del mondo. Sono stati plasmati da ogni cultura, proveniente da ogni remoto angolo della Terra, e si ispirano a un unico ideale: E pluribus unum. &#8220;Da molti, uno solo&#8221;.<\/p>\n<p>Si sono dette molte cose e si \u00e8 speculato alquanto sul fatto che un afro-americano di nome Barack Hussein Obama potesse essere eletto presidente, ma la mia storia personale non \u00e8 cos\u00ec unica come sembra. Il sogno della realizzazione personale non si \u00e8 concretizzato per tutti in America, ma quel sogno, quella promessa, \u00e8 tuttora valido per chiunque approdi alle nostre sponde, e ci\u00f2 vale anche per quasi sette milioni di musulmani americani che oggi nel nostro Paese godono di istruzione e stipendi pi\u00f9 alti della media.<\/p>\n<p>E ancora: la libert\u00e0 in America \u00e8 tutt&#8217;uno con la libert\u00e0 di professare la propria religione. Ecco perch\u00e9 in ogni Stato americano c&#8217;\u00e8 almeno una moschea, e complessivamente se ne contano oltre 1.200 all&#8217;interno dei nostri confini. Ecco perch\u00e9 il governo degli Stati Uniti si \u00e8 rivolto ai tribunali per tutelare il diritto delle donne e delle giovani ragazze a indossare l&#8217;hijab e a punire coloro che vorrebbero impedirglielo.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 dubbio alcuno, pertanto: l&#8217;Islam \u00e8 parte integrante dell&#8217;America. E io credo che l&#8217;America custodisca al proprio interno la verit\u00e0 che, indipendentemente da razza, religione, posizione sociale nella propria vita, tutti noi condividiamo aspirazioni comuni, come quella di vivere in pace e sicurezza, quella di volerci istruire e avere un lavoro dignitoso, quella di amare le nostre famiglie, le nostre comunit\u00e0 e il nostro Dio. Queste sono le cose che abbiamo in comune. Queste sono le speranze e le ambizioni di tutto il genere umano.<\/p>\n<p>Naturalmente, riconoscere la nostra comune appartenenza a un unico genere umano \u00e8 soltanto l&#8217;inizio del nostro compito: le parole da sole non possono dare risposte concrete ai bisogni dei nostri popoli. Questi bisogni potranno essere soddisfatti soltanto se negli anni a venire sapremo agire con audacia, se capiremo che le sfide che dovremo affrontare sono le medesime e che se falliremo e non riusciremo ad avere la meglio su di esse ne subiremo tutti le conseguenze.<\/p>\n<p>Abbiamo infatti appreso di recente che quando un sistema finanziario si indebolisce in un Paese, \u00e8 la prosperit\u00e0 di tutti a patirne. Quando una nuova malattia infetta un essere umano, tutti sono a rischio. Quando una nazione vuole dotarsi di un&#8217;arma nucleare, il rischio di attacchi nucleari aumenta per tutte le nazioni. Quando violenti estremisti operano in una remota zona di montagna, i popoli sono a rischio anche al di l\u00e0 degli oceani. E quando innocenti inermi sono massacrati in Bosnia e in Darfur, \u00e8 la coscienza di tutti a uscirne macchiata e infangata. Ecco che cosa significa nel XXI secolo abitare uno stesso pianeta: questa \u00e8 la responsabilit\u00e0 che ciascuno di noi ha in quanto essere umano.<\/p>\n<p>Si tratta sicuramente di una responsabilit\u00e0 ardua di cui farsi carico. La Storia umana \u00e8 spesso stata un susseguirsi di nazioni e di trib\u00f9 che si assoggettavano l&#8217;una all&#8217;altra per servire i loro interessi. Nondimeno, in questa nuova epoca, un simile atteggiamento sarebbe autodistruttivo. Considerato quanto siamo interdipendenti gli uni dagli altri, qualsiasi ordine mondiale che dovesse elevare una nazione o un gruppo di individui al di sopra degli altri sarebbe inevitabilmente destinato all&#8217;insuccesso.<\/p>\n<p>Indipendentemente da tutto ci\u00f2 che pensiamo del passato, non dobbiamo esserne prigionieri. I nostri problemi devono essere affrontati collaborando, diventando partner, condividendo tutti insieme il progresso.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non significa che dovremmo ignorare i motivi di tensione. Significa anzi esattamente il contrario: dobbiamo far fronte a queste tensioni senza indugio e con determinazione. Ed \u00e8 quindi con questo spirito che vi chiedo di potervi parlare quanto pi\u00f9 chiaramente e semplicemente mi sar\u00e0 possibile di alcune questioni particolari che credo fermamente che dovremo in definitiva affrontare insieme.<\/p>\n<p>Il primo problema che dobbiamo affrontare insieme \u00e8 la violenza estremista in tutte le sue forme. Ad Ankara ho detto chiaramente che l&#8217;America non \u00e8 &#8211; e non sar\u00e0 mai &#8211; in guerra con l&#8217;Islam. In ogni caso, per\u00f2, noi non daremo mai tregua agli estremisti violenti che costituiscono una grave minaccia per la nostra sicurezza. E questo perch\u00e9 anche noi disapproviamo ci\u00f2 che le persone di tutte le confessioni religiose disapprovano: l&#8217;uccisione di uomini, donne e bambini innocenti. Il mio primo dovere in quanto presidente \u00e8 quello di proteggere il popolo americano.<\/p>\n<p>La situazione in Afghanistan dimostra quali siano gli obiettivi dell&#8217;America, e la nostra necessit\u00e0 di lavorare insieme. Oltre sette anni fa gli Stati Uniti dettero la caccia ad Al Qaeda e ai Taliban con un vasto sostegno internazionale. Non andammo per scelta, ma per necessit\u00e0. Sono consapevole che alcuni mettono in dubbio o giustificano gli eventi dell&#8217;11 settembre. Cerchiamo per\u00f2 di essere chiari: quel giorno Al Qaeda uccise circa 3.000 persone. Le vittime furono uomini, donne, bambini innocenti, americani e di molte altre nazioni, che non avevano commesso nulla di male nei confronti di nessuno. Eppure Al Qaeda scelse deliberatamente di massacrare quelle persone, rivendicando gli attentati, e ancora adesso proclama la propria intenzione di continuare a perpetrare stragi di massa. Al Qaeda ha affiliati in molti Paesi e sta cercando di espandere il proprio raggio di azione. Queste non sono opinioni sulle quali polemizzare: sono dati di fatto da affrontare concretamente.<\/p>\n<p>Non lasciatevi trarre in errore: noi non vogliamo che le nostre truppe restino in Afghanistan. Non abbiamo intenzione di impiantarvi basi militari stabili. \u00c8 lacerante per l&#8217;America continuare a perdere giovani uomini e giovani donne. Portare avanti quel conflitto \u00e8 difficile, oneroso e politicamente arduo. Saremmo ben lieti di riportare a casa anche l&#8217;ultimo dei nostri soldati se solo potessimo essere fiduciosi che in Afghanistan e in Pakistan non ci sono estremisti violenti che si prefiggono di massacrare quanti pi\u00f9 americani possibile. Ma non \u00e8 ancora cos\u00ec.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il motivo per cui siamo parte di una coalizione di 46 Paesi. Malgrado le spese e gli oneri che ci\u00f2 comporta, l&#8217;impegno dell&#8217;America non \u00e8 mai venuto e mai verr\u00e0 meno. In realt\u00e0, nessuno di noi dovrebbe tollerare questi estremisti: essi hanno colpito e ucciso in molti Paesi. Hanno assassinato persone di ogni fede religiosa. Pi\u00f9 di altri, hanno massacrato musulmani. Le loro azioni sono inconciliabili con i diritti umani, il progresso delle nazioni, l&#8217;Islam stesso.<\/p>\n<p>Il Sacro Corano predica che chiunque uccida un innocente \u00e8 come se uccidesse tutto il genere umano. E chiunque salva un solo individuo, in realt\u00e0 salva tutto il genere umano. La fede profonda di oltre un miliardo di persone \u00e8 infinitamente pi\u00f9 forte del miserabile odio che nutrono alcuni. L&#8217;Islam non \u00e8 parte del problema nella lotta all&#8217;estremismo violento: \u00e8 anzi una parte importante nella promozione della pace.<\/p>\n<p>Sappiamo anche che la sola potenza militare non risolver\u00e0 i problemi in Afghanistan e in Pakistan: per questo motivo stiamo pianificando di investire fino a 1,5 miliardi di dollari l&#8217;anno per i prossimi cinque anni per aiutare i pachistani a costruire scuole e ospedali, strade e aziende, e centinaia di milioni di dollari per aiutare gli sfollati. Per questo stesso motivo stiamo per offrire 2,8 miliardi di dollari agli afgani per fare altrettanto, affinch\u00e9 sviluppino la loro economia e assicurino i servizi di base dai quali dipende la popolazione.<\/p>\n<p>Permettetemi ora di affrontare la questione dell&#8217;Iraq: a differenza di quella in Afghanistan, la guerra in Iraq \u00e8 stata voluta, ed \u00e8 una scelta che ha provocato molti forti dissidi nel mio Paese e in tutto il mondo. Anche se sono convinto che in definitiva il popolo iracheno oggi viva molto meglio senza la tirannia di Saddam Hussein, credo anche che quanto accaduto in Iraq sia servito all&#8217;America per comprendere meglio l&#8217;uso delle risorse diplomatiche e l&#8217;utilit\u00e0 di un consenso internazionale per risolvere, ogniqualvolta ci\u00f2 sia possibile, i nostri problemi. A questo proposito potrei citare le parole di Thomas Jefferson che disse: &#8220;Io auspico che la nostra saggezza cresca in misura proporzionale alla nostra potenza e ci insegni che quanto meno faremo ricorso alla potenza tanto pi\u00f9 saggi saremo&#8221;.<\/p>\n<p>Oggi l&#8217;America ha una duplice responsabilit\u00e0: aiutare l&#8217;Iraq a plasmare un miglior futuro per se stesso e lasciare l&#8217;Iraq agli iracheni. Ho gi\u00e0 detto chiaramente al popolo iracheno che l&#8217;America non intende avere alcuna base sul territorio iracheno, e non ha alcuna pretesa o rivendicazione sul suo territorio o sulle sue risorse. La sovranit\u00e0 dell&#8217;Iraq \u00e8 esclusivamente sua. Per questo ho dato ordine alle nostre brigate combattenti di ritirarsi entro il prossimo mese di agosto. Noi onoreremo la nostra promessa e l&#8217;accordo preso con il governo iracheno democraticamente eletto di ritirare il contingente combattente dalle citt\u00e0 irachene entro luglio e tutti i nostri uomini dall&#8217;Iraq entro il 2012. Aiuteremo l&#8217;Iraq ad addestrare gli uomini delle sue Forze di Sicurezza, e a sviluppare la sua economia. Ma daremo sostegno a un Iraq sicuro e unito da partner, non da dominatori.<\/p>\n<p>E infine, proprio come l&#8217;America non pu\u00f2 tollerare in alcun modo la violenza perpetrata dagli estremisti, essa non pu\u00f2 in alcun modo abiurare ai propri principi. L&#8217;11 settembre \u00e8 stato un trauma immenso per il nostro Paese. La paura e la rabbia che quegli attentati hanno scatenato sono state comprensibili, ma in alcuni casi ci hanno spinto ad agire in modo contrario ai nostri stessi ideali. Ci stiamo adoperando concretamente per cambiare linea d&#8217;azione. Ho personalmente proibito in modo inequivocabile il ricorso alla tortura da parte degli Stati Uniti, e ho dato l&#8217;ordine che il carcere di Guant\u00e1namo Bay sia chiuso entro i primi mesi dell&#8217;anno venturo.<\/p>\n<p>L&#8217;America, in definitiva, si difender\u00e0 rispettando la sovranit\u00e0 altrui e la legalit\u00e0 delle altre nazioni. Lo far\u00e0 in partenariato con le comunit\u00e0 musulmane, anch&#8217;esse minacciate. Quanto prima gli estremisti saranno isolati e si sentiranno respinti dalle comunit\u00e0 musulmane, tanto prima saremo tutti pi\u00f9 al sicuro.<\/p>\n<p>La seconda pi\u00f9 importante causa di tensione della quale dobbiamo discutere \u00e8 la situazione tra israeliani, palestinesi e mondo arabo. Sono ben noti i solidi rapporti che legano Israele e Stati Uniti. Si tratta di un vincolo infrangibile, che ha radici in legami culturali che risalgono indietro nel tempo, nel riconoscimento che l&#8217;aspirazione a una patria ebraica \u00e8 legittimo e ha anch&#8217;esso radici in una storia tragica, innegabile.<\/p>\n<p>Nel mondo il popolo ebraico \u00e8 stato perseguitato per secoli e l&#8217;antisemitismo in Europa \u00e8 culminato nell&#8217;Olocausto, uno sterminio senza precedenti. Domani mi recher\u00f2 a Buchenwald, uno dei molti campi nei quali gli ebrei furono resi schiavi, torturati, uccisi a colpi di arma da fuoco o con il gas dal Terzo Reich. Sei milioni di ebrei furono cos\u00ec massacrati, un numero superiore all&#8217;intera popolazione odierna di Israele.<\/p>\n<p>Confutare questa realt\u00e0 \u00e8 immotivato, da ignoranti, alimenta l&#8217;odio. Minacciare Israele di distruzione &#8211; o ripetere vili stereotipi sugli ebrei &#8211; \u00e8 profondamente sbagliato, e serve soltanto a evocare nella mente degli israeliani il ricordo pi\u00f9 doloroso della loro Storia, precludendo la pace che il popolo di quella regione merita.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte \u00e8 innegabile che il popolo palestinese &#8211; formato da cristiani e musulmani &#8211; ha sofferto anch&#8217;esso nel tentativo di avere una propria patria. Da oltre 60 anni affronta tutto ci\u00f2 che di doloroso \u00e8 connesso all&#8217;essere sfollati. Molti vivono nell&#8217;attesa, nei campi profughi della Cisgiordania, di Gaza, dei Paesi vicini, aspettando una vita fatta di pace e sicurezza che non hanno mai potuto assaporare finora. Giorno dopo giorno i palestinesi affrontano umiliazioni piccole e grandi che sempre si accompagnano all&#8217;occupazione di un territorio. Sia dunque chiara una cosa: la situazione per il popolo palestinese \u00e8 insostenibile. L&#8217;America non volter\u00e0 le spalle alla legittima aspirazione del popolo palestinese alla dignit\u00e0, alle pari opportunit\u00e0, a uno Stato proprio.<\/p>\n<p>Da decenni tutto \u00e8 fermo, in uno stallo senza soluzione: due popoli con legittime aspirazioni, ciascuno con una storia dolorosa alle spalle che rende il compromesso quanto mai difficile da raggiungere. \u00c8 facile puntare il dito: \u00e8 facile per i palestinesi addossare alla fondazione di Israele la colpa del loro essere profughi. \u00c8 facile per gli israeliani addossare la colpa alla costante ostilit\u00e0 e agli attentati che hanno costellato tutta la loro storia all&#8217;interno dei confini e oltre. Ma se noi insisteremo a voler considerare questo conflitto da una parte piuttosto che dall&#8217;altra, rimarremo ciechi e non riusciremo a vedere la verit\u00e0: l&#8217;unica soluzione possibile per le aspirazioni di entrambe le parti \u00e8 quella dei due Stati, dove israeliani e palestinesi possano vivere in pace e in sicurezza.<\/p>\n<p>Questa soluzione \u00e8 nell&#8217;interesse di Israele, nell&#8217;interesse della Palestina, nell&#8217;interesse dell&#8217;America e nell&#8217;interesse del mondo intero. \u00c8 a ci\u00f2 che io alludo espressamente quando dico di voler perseguire personalmente questo risultato con tutta la pazienza e l&#8217;impegno che questo importante obiettivo richiede. Gli obblighi per le parti che hanno sottoscritto la Road Map sono chiari e inequivocabili. Per arrivare alla pace, \u00e8 necessario ed \u00e8 ora che loro &#8211; e noi tutti con loro &#8211; facciamo finalmente fronte alle rispettive responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>I palestinesi devono abbandonare la violenza. Resistere con la violenza e le stragi \u00e8 sbagliato e non porta ad alcun risultato. Per secoli i neri in America hanno subito i colpi di frusta, quando erano schiavi, e hanno patito l&#8217;umiliazione della segregazione. Ma non \u00e8 stata certo la violenza a far loro ottenere pieni ed eguali diritti come il resto della popolazione: \u00e8 stata la pacifica e determinata insistenza sugli ideali al cuore della fondazione dell&#8217;America. La stessa cosa vale per altri popoli, dal Sudafrica all&#8217;Asia meridionale, dall&#8217;Europa dell&#8217;Est all&#8217;Indonesia. Questa storia ha un&#8217;unica semplice verit\u00e0 di fondo: la violenza \u00e8 una strada senza vie di uscita. Tirare razzi a bambini addormentati o far saltare in aria anziane donne a bordo di un autobus non \u00e8 segno di coraggio n\u00e9 di forza. Non \u00e8 in questo modo che si afferma l&#8217;autorit\u00e0 morale: questo \u00e8 il modo col quale l&#8217;autorit\u00e0 morale al contrario cede e capitola definitivamente.<\/p>\n<p>\u00c8 giunto il momento per i palestinesi di concentrarsi su quello che possono costruire. L&#8217;Autorit\u00e0 Palestinese deve sviluppare la capacit\u00e0 di governare, con istituzioni che siano effettivamente al servizio delle necessit\u00e0 della sua gente. Hamas gode di sostegno tra alcuni palestinesi, ma ha anche delle responsabilit\u00e0. Per rivestire un ruolo determinante nelle aspirazioni dei palestinesi, per unire il popolo palestinese, Hamas deve porre fine alla violenza, deve riconoscere gli accordi intercorsi, deve riconoscere il diritto di Israele a esistere.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, gli israeliani devono riconoscere che proprio come il diritto a esistere di Israele non pu\u00f2 essere in alcun modo messo in discussione, cos\u00ec \u00e8 per la Palestina. Gli Stati Uniti non ammettono la legittimit\u00e0 dei continui insediamenti israeliani, che violano i precedenti accordi e minano gli sforzi volti a perseguire la pace. \u00c8 ora che questi insediamenti si fermino.<\/p>\n<p>Israele deve dimostrare di mantenere le proprie promesse e assicurare che i palestinesi possano effettivamente vivere, lavorare, sviluppare la loro societ\u00e0. Proprio come devasta le famiglie palestinesi, l&#8217;incessante crisi umanitaria a Gaza non \u00e8 di giovamento alcuno alla sicurezza di Israele. N\u00e9 \u00e8 di giovamento per alcuno la costante mancanza di opportunit\u00e0 di qualsiasi genere in Cisgiordania. Il progresso nella vita quotidiana del popolo palestinese deve essere parte integrante della strada verso la pace e Israele deve intraprendere i passi necessari a rendere possibile questo progresso.<\/p>\n<p>Infine, gli Stati Arabi devono riconoscere che l&#8217;Arab Peace Initiative \u00e8 stato s\u00ec un inizio importante, ma che non pone fine alle loro responsabilit\u00e0 individuali. Il conflitto israelo-palestinese non dovrebbe pi\u00f9 essere sfruttato per distogliere l&#8217;attenzione dei popoli delle nazioni arabe da altri problemi. Esso, al contrario, deve essere di incitamento ad agire per aiutare il popolo palestinese a sviluppare le istituzioni che costituiranno il sostegno e la premessa del loro Stato; per riconoscere la legittimit\u00e0 di Israele; per scegliere il progresso invece che l&#8217;incessante e autodistruttiva attenzione per il passato.<\/p>\n<p>L&#8217;America allineer\u00e0 le proprie politiche mettendole in sintonia con coloro che vogliono la pace e per essa si adoperano, e dir\u00e0 ufficialmente ci\u00f2 che dir\u00e0 in privato agli israeliani, ai palestinesi e agli arabi. Noi non possiamo imporre la pace. In forma riservata, tuttavia, molti musulmani riconoscono che Israele non potr\u00e0 scomparire. Allo stesso modo, molti israeliani ammettono che uno Stato palestinese \u00e8 necessario. \u00c8 dunque giunto il momento di agire in direzione di ci\u00f2 che tutti sanno essere vero e inconfutabile.<\/p>\n<p>Troppe sono le lacrime versate; troppo \u00e8 il sangue sparso inutilmente. Noi tutti condividiamo la responsabilit\u00e0 di dover lavorare per il giorno in cui le madri israeliane e palestinesi potranno vedere i loro figli crescere insieme senza paura; in cui la Terra Santa delle tre grandi religioni diverr\u00e0 quel luogo di pace che Dio voleva che fosse; in cui Gerusalemme sar\u00e0 la casa sicura ed eterna di ebrei, cristiani e musulmani insieme, la citt\u00e0 di pace nella quale tutti i figli di Abramo vivranno insieme in modo pacifico come nella storia di Isra, allorch\u00e9 Mos\u00e9, Ges\u00f9 e Maometto (la pace sia con loro) si unirono in preghiera.<\/p>\n<p>Terza causa di tensione \u00e8 il nostro comune interesse nei diritti e nelle responsabilit\u00e0 delle nazioni nei confronti delle armi nucleari. Questo argomento \u00e8 stato fonte di grande preoccupazione tra gli Stati Uniti e la Repubblica islamica iraniana. Da molti anni l&#8217;Iran si distingue per la propria ostilit\u00e0 nei confronti del mio Paese e in effetti tra i nostri popoli ci sono stati episodi storici violenti. Nel bel mezzo della Guerra Fredda, gli Stati Uniti hanno avuto parte nel rovesciamento di un governo iraniano democraticamente eletto. Dalla Rivoluzione Islamica, l&#8217;Iran ha rivestito un ruolo preciso nella cattura di ostaggi e in episodi di violenza contro i soldati e i civili statunitensi. Tutto ci\u00f2 \u00e8 ben noto. Invece di rimanere intrappolati nel passato, ho detto chiaramente alla leadership iraniana e al popolo iraniano che il mio Paese \u00e8 pronto ad andare avanti. La questione, adesso, non \u00e8 capire contro cosa sia l&#8217;Iran, ma piuttosto quale futuro intenda costruire.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 sicuramente difficile superare decenni di diffidenza, ma procederemo ugualmente, con coraggio, con onest\u00e0 e con determinazione. Ci saranno molti argomenti dei quali discutere tra i nostri due Paesi, ma noi siamo disposti ad andare avanti in ogni caso, senza preconcetti, sulla base del rispetto reciproco. \u00c8 chiaro tuttavia a tutte le persone coinvolte che riguardo alle armi nucleari abbiamo raggiunto un momento decisivo. Non \u00e8 unicamente nell&#8217;interesse dell&#8217;America affrontare il tema: si tratta qui di evitare una corsa agli armamenti nucleari in Medio Oriente, che potrebbe portare questa regione e il mondo intero verso una china molto pericolosa.<\/p>\n<p>Capisco le ragioni di chi protesta perch\u00e9 alcuni Paesi hanno armi che altri non hanno. Nessuna nazione dovrebbe scegliere e decidere quali nazioni debbano avere armi nucleari. \u00c8 per questo motivo che io ho ribadito con forza l&#8217;impegno americano a puntare verso un futuro nel quale nessuna nazione abbia armi nucleari. Tutte le nazioni &#8211; Iran incluso &#8211; dovrebbero avere accesso all&#8217;energia nucleare a scopi pacifici se rispettano i loro obblighi e le loro responsabilit\u00e0 previste dal Trattato di Non Proliferazione. Questo \u00e8 il nocciolo, il cuore stesso del Trattato e deve essere rispettato da tutti coloro che lo hanno sottoscritto. Spero pertanto che tutti i Paesi nella regione possano condividere questo obiettivo.<\/p>\n<p>Il quarto argomento di cui intendo parlarvi \u00e8 la democrazia. Sono consapevole che negli ultimi anni ci sono state controversie su come vada incentivata la democrazia e molte di queste discussioni sono riconducibili alla guerra in Iraq. Permettetemi di essere chiaro: nessun sistema di governo pu\u00f2 o deve essere imposto da una nazione a un&#8217;altra.<\/p>\n<p>Questo non significa, naturalmente, che il mio impegno in favore di governi che riflettono il volere dei loro popoli, ne esce diminuito. Ciascuna nazione d\u00e0 vita e concretizza questo principio a modo suo, sulla base delle tradizioni della sua gente. L&#8217;America non ha la pretesa di conoscere che cosa sia meglio per ciascuna nazione, cos\u00ec come noi non presumeremmo mai di scegliere il risultato in pacifiche consultazioni elettorali. Ma io sono profondamente e irremovibilmente convinto che tutti i popoli aspirano a determinate cose: la possibilit\u00e0 di esprimersi liberamente e decidere in che modo vogliono essere governati; la fiducia nella legalit\u00e0 e in un&#8217;equa amministrazione della giustizia; un governo che sia trasparente e non si approfitti del popolo; la libert\u00e0 di vivere come si sceglie di voler vivere. Questi non sono ideali solo americani: sono diritti umani, ed \u00e8 per questo che noi li sosterremo ovunque.<\/p>\n<p>La strada per realizzare questa promessa non \u00e8 rettilinea. Ma una cosa \u00e8 chiara e palese: i governi che proteggono e tutelano i diritti sono in definitiva i pi\u00f9 stabili, quelli di maggior successo, i pi\u00f9 sicuri. Soffocare gli ideali non \u00e8 mai servito a farli sparire per sempre. L&#8217;America rispetta il diritto di tutte le voci pacifiche e rispettose della legalit\u00e0 a farsi sentire nel mondo, anche qualora fosse in disaccordo con esse. E noi accetteremo tutti i governi pacificamente eletti, purch\u00e9 governino rispettando i loro stessi popoli.<\/p>\n<p>Quest&#8217;ultimo punto \u00e8 estremamente importante, perch\u00e9 ci sono persone che auspicano la democrazia soltanto quando non sono al potere: poi, una volta al potere, sono spietati nel sopprimere i diritti altrui. Non importa chi \u00e8 al potere: \u00e8 il governo del popolo ed eletto dal popolo a fissare l&#8217;unico parametro per tutti coloro che sono al potere. Occorre restare al potere solo col consenso, non con la coercizione; occorre rispettare i diritti delle minoranze e partecipare con uno spirito di tolleranza e di compromesso; occorre mettere gli interessi del popolo e il legittimo sviluppo del processo politico al di sopra dei propri interessi e del proprio partito. Senza questi elementi fondamentali, le elezioni da sole non creano una vera democrazia.<\/p>\n<p>Il quinto argomento del quale dobbiamo occuparci tutti insieme \u00e8 la libert\u00e0 religiosa. L&#8217;Islam ha una fiera tradizione di tolleranza: lo vediamo nella storia dell&#8217;Andalusia e di Cordoba durante l&#8217;Inquisizione. Con i miei stessi occhi da bambino in Indonesia ho visto che i cristiani erano liberi di professare la loro fede in un Paese a stragrande maggioranza musulmana. Questo \u00e8 lo spirito che ci serve oggi. I popoli di ogni Paese devono essere liberi di scegliere e praticare la loro fede sulla sola base delle loro convinzioni personali, la loro predisposizione mentale, la loro anima, il loro cuore. Questa tolleranza \u00e8 essenziale perch\u00e9 la religione possa prosperare, ma purtroppo essa \u00e8 minacciata in molteplici modi.<\/p>\n<p>Tra alcuni musulmani predomina un&#8217;inquietante tendenza a misurare la propria fede in misura proporzionale al rigetto delle altre. La ricchezza della diversit\u00e0 religiosa deve essere sostenuta, invece, che si tratti dei maroniti in Libano o dei copti in Egitto. E anche le linee di demarcazione tra le varie confessioni devono essere annullate tra gli stessi musulmani, considerato che le divisioni di sunniti e sciiti hanno portato a episodi di particolare violenza, specialmente in Iraq.<\/p>\n<p>La libert\u00e0 di religione \u00e8 fondamentale per la capacit\u00e0 dei popoli di convivere. Dobbiamo sempre esaminare le modalit\u00e0 con le quali la proteggiamo. Per esempio, negli Stati Uniti le norme previste per le donazioni agli enti di beneficienza hanno reso pi\u00f9 difficile per i musulmani ottemperare ai loro obblighi religiosi. Per questo motivo mi sono impegnato a lavorare con i musulmani americani per far s\u00ec che possano obbedire al loro precetto dello zakat.<\/p>\n<p>Analogamente, \u00e8 importante che i Paesi occidentali evitino di impedire ai cittadini musulmani di praticare la religione come loro ritengono pi\u00f9 opportuno, per esempio legiferando quali indumenti debba o non debba indossare una donna musulmana. Noi non possiamo camuffare l&#8217;ostilit\u00e0 nei confronti di una religione qualsiasi con la pretesa del liberalismo.<\/p>\n<p>\u00c8 vero il contrario: la fede dovrebbe avvicinarci. Ecco perch\u00e9 stiamo mettendo a punto dei progetti di servizio in America che vedano coinvolti insieme cristiani, musulmani ed ebrei. Ecco perch\u00e9 accogliamo positivamente gli sforzi come il dialogo interreligioso del re Abdullah dell&#8217;Arabia Saudita e la leadership turca nell&#8217;Alliance of Civilizations. In tutto il mondo, possiamo trasformare il dialogo in un servizio interreligioso, cos\u00ec che i ponti tra i popoli portino all&#8217;azione e a interventi concreti, come combattere la malaria in Africa o portare aiuto e conforto dopo un disastro naturale.<\/p>\n<p>Il sesto problema di cui vorrei che ci occupassimo insieme sono i diritti delle donne. So che si discute molto di questo e respingo l&#8217;opinione di chi in Occidente crede che se una donna sceglie di coprirsi la testa e i capelli \u00e8 in qualche modo &#8220;meno uguale&#8221;. So per\u00f2 che negare l&#8217;istruzione alle donne equivale sicuramente a privare le donne di uguaglianza. E non \u00e8 certo una coincidenza che i Paesi nei quali le donne possono studiare e sono istruite hanno maggiori probabilit\u00e0 di essere prosperi.<\/p>\n<p>Vorrei essere chiaro su questo punto: la questione dell&#8217;eguaglianza delle donne non riguarda in alcun modo l&#8217;Islam. In Turchia, in Pakistan, in Bangladesh e in Indonesia, abbiamo visto Paesi a maggioranza musulmana eleggere al governo una donna. Nel frattempo la battaglia per la parit\u00e0 dei diritti per le donne continua in molti aspetti della vita americana e anche in altri Paesi di tutto il mondo.<\/p>\n<p>Le nostre figlie possono dare un contributo alle nostre societ\u00e0 pari a quello dei nostri figli, e la nostra comune prosperit\u00e0 trarr\u00e0 vantaggio e beneficio consentendo a tutti gli esseri umani &#8211; uomini e donne &#8211; di realizzare a pieno il loro potenziale umano. Non credo che una donna debba prendere le medesime decisioni di un uomo, per essere considerata uguale a lui, e rispetto le donne che scelgono di vivere le loro vite assolvendo ai loro ruoli tradizionali. Ma questa dovrebbe essere in ogni caso una loro scelta. Ecco perch\u00e9 gli Stati Uniti saranno partner di qualsiasi Paese a maggioranza musulmana che voglia sostenere il diritto delle bambine ad accedere all&#8217;istruzione, e voglia aiutare le giovani donne a cercare un&#8217;occupazione tramite il microcredito che aiuta tutti a concretizzare i propri sogni.<\/p>\n<p>Infine, vorrei parlare con voi di sviluppo economico e di opportunit\u00e0. So che agli occhi di molti il volto della globalizzazione \u00e8 contraddittorio. Internet e la televisione possono portare conoscenza e informazione, ma anche forme offensive di sessualit\u00e0 e di violenza fine a se stessa. I commerci possono portare ricchezza e opportunit\u00e0, ma anche grossi problemi e cambiamenti per le comunit\u00e0 localit\u00e0. In tutte le nazioni &#8211; compresa la mia &#8211; questo cambiamento implica paura. Paura che a causa della modernit\u00e0 noi si possa perdere il controllo sulle nostre scelte economiche, le nostre politiche, e cosa ancora pi\u00f9 importante, le nostre identit\u00e0, ovvero le cose che ci sono pi\u00f9 care per ci\u00f2 che concerne le nostre comunit\u00e0, le nostre famiglie, le nostre tradizioni e la nostra religione.<\/p>\n<p>So anche, per\u00f2, che il progresso umano non si pu\u00f2 fermare. Non ci deve essere contraddizione tra sviluppo e tradizione. In Paesi come Giappone e Corea del Sud l&#8217;economia cresce mentre le tradizioni culturali sono invariate. Lo stesso vale per lo straordinario progresso di Paesi a maggioranza musulmana come Kuala Lumpur e Dubai. Nei tempi antichi come ai nostri giorni, le comunit\u00e0 musulmane sono sempre state all&#8217;avanguardia nell&#8217;innovazione e nell&#8217;istruzione.<\/p>\n<p>Quanto ho detto \u00e8 importante perch\u00e9 nessuna strategia di sviluppo pu\u00f2 basarsi soltanto su ci\u00f2 che nasce dalla terra, n\u00e9 pu\u00f2 essere sostenibile se molti giovani sono disoccupati. Molti Stati del Golfo Persico hanno conosciuto un&#8217;enorme ricchezza dovuta al petrolio, e alcuni stanno iniziando a programmare seriamente uno sviluppo a pi\u00f9 ampio raggio. Ma dobbiamo tutti riconoscere che l&#8217;istruzione e l&#8217;innovazione saranno la valuta del XXI secolo, e in troppe comunit\u00e0 musulmane continuano a esserci investimenti insufficienti in questi settori. Sto dando grande rilievo a investimenti di questo tipo nel mio Paese. Mentre l&#8217;America in passato si \u00e8 concentrata sul petrolio e sul gas di questa regione del mondo, adesso intende perseguire qualcosa di completamente diverso.<\/p>\n<p>Dal punto di vista dell&#8217;istruzione, allargheremo i nostri programmi di scambi culturali, aumenteremo le borse di studio, come quella che consent\u00ec a mio padre di andare a studiare in America, incoraggiando un numero maggiore di americani a studiare nelle comunit\u00e0 musulmane. Procureremo agli studenti musulmani pi\u00f9 promettenti programmi di internship in America; investiremo sull&#8217;insegnamento a distanza per insegnanti e studenti di tutto il mondo; creeremo un nuovo network online, cos\u00ec che un adolescente in Kansas possa scambiare istantaneamente informazioni con un adolescente al Cairo.<\/p>\n<p>Per quanto concerne lo sviluppo economico, creeremo un nuovo corpo di volontari aziendali che lavori con le controparti in Paesi a maggioranza musulmana. Organizzer\u00f2 quest&#8217;anno un summit sull&#8217;imprenditoria per identificare in che modo stringere pi\u00f9 stretti rapporti di collaborazione con i leader aziendali, le fondazioni, le grandi societ\u00e0, gli imprenditori degli Stati Uniti e delle comunit\u00e0 musulmane sparse nel mondo.<\/p>\n<p>Dal punto di vista della scienza e della tecnologia, lanceremo un nuovo fondo per sostenere lo sviluppo tecnologico nei Paesi a maggioranza musulmana, e per aiutare a tradurre in realt\u00e0 di mercato le idee, cos\u00ec da creare nuovi posti di lavoro. Apriremo centri di eccellenza scientifica in Africa, in Medio Oriente e nel Sudest asiatico; nomineremo nuovi inviati per la scienza per collaborare a programmi che sviluppino nuove fonti di energia, per creare posti di lavoro &#8220;verdi&#8221;, monitorare i successi, l&#8217;acqua pulita e coltivare nuove specie. Oggi annuncio anche un nuovo sforzo globale con l&#8217;Organizzazione della Conferenza Islamica mirante a sradicare la poliomielite. Espanderemo inoltre le forme di collaborazione con le comunit\u00e0 musulmane per favorire e promuovere la salute infantile e delle puerpere.<\/p>\n<p>Tutte queste cose devono essere fatte insieme. Gli americani sono pronti a unirsi ai governi e ai cittadini di tutto il mondo, le organizzazioni comunitarie, gli esponenti religiosi, le aziende delle comunit\u00e0 musulmane di tutto il mondo per permettere ai nostri popoli di vivere una vita migliore.<\/p>\n<p>I problemi che vi ho illustrato non sono facilmente risolvibili, ma abbiamo tutti la responsabilit\u00e0 di unirci per il bene e il futuro del mondo che vogliamo, un mondo nel quale gli estremisti non possano pi\u00f9 minacciare i nostri popoli e nel quale i soldati americani possano tornare alle loro case; un mondo nel quale gli israeliani e i palestinesi siano sicuri nei loro rispettivi Stati e l&#8217;energia nucleare sia utilizzata soltanto a fini pacifici; un mondo nel quale i governi siano al servizio dei loro cittadini e i diritti di tutti i figli di Dio siano rispettati. Questi sono interessi reciproci e condivisi. Questo \u00e8 il mondo che vogliamo. Ma potremo arrivarci soltanto insieme.<\/p>\n<p>So che molte persone &#8211; musulmane e non musulmane &#8211; mettono in dubbio la possibilit\u00e0 di dar vita a questo nuovo inizio. Alcuni sono impazienti di alimentare la fiamma delle divisioni, e di intralciare in ogni modo il progresso. Alcuni lasciano intendere che il gioco non valga la candela, che siamo predestinati a non andare d&#8217;accordo, e che le civilt\u00e0 siano avviate a scontrarsi. Molti altri sono semplicemente scettici e dubitano fortemente che un cambiamento possa esserci. E poi ci sono la paura e la diffidenza. Se sceglieremo di rimanere ancorati al passato, non faremo mai passi avanti. E vorrei dirlo con particolare chiarezza ai giovani di ogni fede e di ogni Paese: &#8220;Voi, pi\u00f9 di chiunque altro, avete la possibilit\u00e0 di cambiare questo mondo&#8221;.<\/p>\n<p>Tutti noi condividiamo questo pianeta per un brevissimo istante nel tempo. La domanda che dobbiamo porci \u00e8 se intendiamo trascorrere questo brevissimo momento a concentrarci su ci\u00f2 che ci divide o se vogliamo impegnarci insieme per uno sforzo &#8211; un lungo e impegnativo sforzo &#8211; per trovare un comune terreno di intesa, per puntare tutti insieme sul futuro che vogliamo dare ai nostri figli, e per rispettare la dignit\u00e0 di tutti gli esseri umani.<\/p>\n<p>\u00c8 pi\u00f9 facile dare inizio a una guerra che porle fine. \u00c8 pi\u00f9 facile accusare gli altri invece che guardarsi dentro. \u00c8 pi\u00f9 facile tener conto delle differenze di ciascuno di noi che delle cose che abbiamo in comune. Ma nostro dovere \u00e8 scegliere il cammino giusto, non quello pi\u00f9 facile. C&#8217;\u00e8 un unico vero comandamento al fondo di ogni religione: fare agli altri quello che si vorrebbe che gli altri facessero a noi. Questa verit\u00e0 trascende nazioni e popoli, \u00e8 un principio, un valore non certo nuovo. Non \u00e8 nero, non \u00e8 bianco, non \u00e8 marrone. Non \u00e8 cristiano, musulmano, ebreo. \u00c9 un principio che si \u00e8 andato affermando nella culla della civilt\u00e0, e che tuttora pulsa nel cuore di miliardi di persone. \u00c8 la fiducia nel prossimo, \u00e8 la fiducia negli altri, ed \u00e8 ci\u00f2 che mi ha condotto qui oggi.<\/p>\n<p>Noi abbiamo la possibilit\u00e0 di creare il mondo che vogliamo, ma soltanto se avremo il coraggio di dare il via a un nuovo inizio, tenendo in mente ci\u00f2 che \u00e8 stato scritto. Il Sacro Corano dice: &#8220;Oh umanit\u00e0! Sei stata creata maschio e femmina. E ti abbiamo fatta in nazioni e trib\u00f9, cos\u00ec che voi poteste conoscervi meglio gli uni gli altri&#8221;. Nel Talmud si legge: &#8220;La Torah nel suo insieme ha per scopo la promozione della pace&#8221;. E la Sacra Bibbia dice: &#8220;Beati siano coloro che portano la pace, perch\u00e9 saranno chiamati figli di Dio&#8221;.<\/p>\n<p>S\u00ec, i popoli della Terra possono convivere in pace. Noi sappiamo che questo \u00e8 il volere di Dio. E questo \u00e8 il nostro dovere su questa Terra. Grazie, e che la pace di Dio sia con voi.<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testo del Discorso di Obama al mondo arabo Sono onorato di essere qui al Cairo, in questa citt\u00e0 senza tempo, e di essere ospite di due importantissime istituzioni. Da oltre mille anni Al-Azhar rappresenta il faro della cultura islamica e da oltre un secolo l&#8217;Universit\u00e0 del Cairo \u00e8 la culla del progresso dell&#8217;Egitto. 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