{"id":22894,"date":"2020-12-06T12:37:29","date_gmt":"2020-12-06T10:37:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ilconfronto.com\/?p=22894"},"modified":"2020-12-07T10:04:46","modified_gmt":"2020-12-07T08:04:46","slug":"testimoni-del-nostro-tempo-giovanni-fransoni-un-cattolico-marginale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilconfronto.com\/?p=22894","title":{"rendered":"Testimoni del nostro tempo: Giovanni Franzoni .. un cattolico marginale"},"content":{"rendered":"\r\n<p><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\"><a href=\"https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/franzoni.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-22895 size-medium\" src=\"https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/franzoni-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/franzoni-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/franzoni-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/franzoni-220x146.jpg 220w, https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/franzoni.jpg 1003w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><span style=\"color: #003300;\">In un momento nel quale forte \u00e8 il richiamo di Francesco su uno dei \u201c problemi\u201d della chiesa:<\/span><\/span><\/p>\r\n<p>\u201c<span style=\"font-family: comic sans ms, sans-serif; color: #800000;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">il clericalismo \u00e8 una<\/span> <strong><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">vera perversione<\/span><\/strong> <span style=\"font-size: 14pt;\">nella Chiesa, pretende che il pastore stia sempre davanti, stabilisce una rotta, e punisce con la scomunica chi si allontana dal gregge. Insomma: \u00e8 proprio l\u2019opposto di quello che ha fatto Ges\u00f9.\u00a0<\/span><\/span><!--more--><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: comic sans ms, sans-serif; color: #800000;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Il clericalismo condanna, separa, frusta, disprezza il popolo di Dio. Il clericalismo confonde il \u2018servizio\u2019 presbiterale con la \u2018potenza\u2019 presbiterale. Il clericalismo \u00e8 ascesa e dominio. In italiano si chiama \u2018arrampicamento\u2019. Il clericalismo ha come diretta conseguenza la rigidit\u00e0. Non avete mai visto giovani sacerdoti tutti rigidi in tonaca nera e cappello a forma del pianeta Saturno in testa? Dietro a tutto il rigido clericalismo ci sono seri problemi\u2026<\/span><\/span><span style=\"font-size: 14pt;\">.\u201d<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt; color: #003300;\">vogliamo ricordare Giovanni Franzoni che si \u00e8 spento\u00a0 il 13 Luglio del 2017.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt; color: #003300;\">L\u2019abbiamo ascoltato con interesse molti anni fa alla facolt\u00e0 di Magistero di Palermo.\u00a0 Ricordiamo ancora la riflessione sull\u2019influenza europeista sull\u2019universalit\u00e0 del cattolicesimo.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt; color: #003300;\">A proposito dell\u2019Eucaristia diceva \u201c Se Cristo fosse nato cinese certamente non avrebbe usato il pane e il vino come specie ma\u00a0 possibilmente il latte e il riso\u201d.<\/span><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt; color: #003300;\">Per fare memoria il ricordo di Luigi Sandri del 2017 su \u201c<span style=\"font-family: arial black, sans-serif; color: #0000ff;\"><strong><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/confronti.net\/2017\/07\/giovanni-franzoni-qualche-flash-sulla-vita-e-le-opere-di-un-cattolico-marginale\/\">Confronti<\/a><\/strong><\/span>\u201d<\/span><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Tratteggiare pur velocemente, a pochi giorni dalla sua scomparsa (13 luglio), la vita e le opere di Giovanni Franzoni, \u00e8 impresa ardua. Siamo ancora immersi nella commozione, nei ricordi, nel pensiero della veglia che, accanto alla sua bara, facemmo nel salone della Comunit\u00e0 cristiana di base (Cdb) di san Paolo la notte tra il 14 e il 15 luglio e, poi, nella rivisitazione delle immagini toccanti del funerale che, sabato 15, vide tantissime persone raccolte nel salone del Centro anziani del parco Schuster, a lato della basilica ostiense. E cos\u00ec abbiamo dato l\u2019ultimo saluto al nostro Giovanni, di fronte \u2013 ma non dentro! \u2013 a quella basilica e a quel monastero ove fu abate dal marzo 1964 al luglio 1973, quando da pressioni ecclesiastiche fu \u201ccostretto\u201d a lasciare quell\u2019alta carica, in forza della quale era stato \u201cpadre\u201d del Concilio alle ultime due sessioni del Vaticano II, e anche membro della Conferenza episcopale italiana (Cei).<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">A tempo debito, sar\u00e0 necessario ripercorrere pi\u00f9 attentamente e pi\u00f9 ampiamente l\u2019intera sua esperienza, anche perch\u00e9 non si disperda una testimonianza umana ed evangelica che riteniamo preziosissima, e che l\u2019angelo della morte non dovrebbe occultare. Intanto, per\u00f2, presi dall\u2019urgenza di mettere insieme almeno alcuni spezzoni della sua vita, e volendo rispondere a domande di nostri lettori e lettrici, qui e ora cerchiamo di rivisitare alcune tappe pi\u00f9 decisive della sua esistenza, e segnalare alcune sue opere. Dunque, pochi flash che, per\u00f2, possono illuminare un cammino e fare intuire il \u201cchi \u00e8\u201d del nostro indimenticabile Giovanni.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\"><strong>Un uomo con i suoi limiti<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Quando muore qualche esponente di spicco del mondo ecclesiastico \u2013 ma cos\u00ec accade, sovente, anche in campo laico e nell\u2019arena politica \u2013 sul \u201ccaro estinto\u201d si tessono lodi e lodi, mai accennando a qualche pur piccolo limite dello scomparso, non raramente in vita fieramente avversato.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Dunque, in morte di Giovanni Franzoni, dico subito che lui non mi sembrava perfetto. A volte era cocciuto: con me \u2013 cultore della precisione dell\u2019Ansa\u2026 \u2013 gli capitava di insistere all\u2019inverosimile nell\u2019attribuire a un dato Concilio del lontano passato un\u2019affermazione che era invece di un altro, e cedeva di malavoglia quando gli portavo un volume che dimostrava in modo irrefutabile il suo <em>qui pro quo<\/em>. Altre volte, in un articolo su un determinato argomento si perdeva in parentesi, e in parentesi nelle parentesi, uno stile che avrebbe disorientato chi lo avrebbe letto; ma bisognava faticare per indurlo a tralasciare dettagli ridondanti, e andare al sodo.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Con la vecchiaia, e la cecit\u00e0, quando in Comunit\u00e0 interveniva durante l\u2019Eucaristia, a commento delle letture del giorno, a volte tendeva a ripetere un\u2019idea pur gi\u00e0 pi\u00f9 volte espressa nelle domeniche precedenti, il che ogni tanto spazientiva qualche ascoltatore. Insomma, Giovanni aveva questi, e altri, limiti oggettivi e soggettivi di vario tipo. Non era un santo, n\u00e9 un santino. Era, per\u00f2, un uomo vero: mite, generoso, determinato, disposto a pagare un alto prezzo personale per sostenere idee e scelte che riteneva giuste. Ed era un discepolo di Ges\u00f9 di Nazareth di straordinaria caratura \u2013 se \u00e8 lecito dall\u2019esterno dare un tale giudizio che, ovviamente, non intende entrare nel segreto della coscienza e nel mistero di Dio.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">La mia opinione \u2013 altri, nella variegata cattolicit\u00e0 italiana, la pensano diversamente: avranno le loro ragioni \u2013 era, ed \u00e8, che Giovanni sia stata una delle persone che pi\u00f9, negli ultimi decenni, hanno onorato e resa bella la Chiesa cattolica; anzi, la Chiesa universale; anzi la <em>Ekkles\u00eca <\/em>tout court. Qualcuno penser\u00e0 che questo mio giudizio sia motivato dall\u2019affetto (una consuetudine con lui di quarantasei anni!), e sia, dunque, fragile e parziale. Tuttavia, ritengo, <em>contra facta non valent argumenta.<\/em> E che fatti!<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\"><strong>Da \u201cpadre\u201d conciliare a\u2026 \u201cLa terra \u00e8 di Dio\u201d<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Nato nel 1928 in Bulgaria \u2013 ove i genitori si trovavano per lavoro \u2013 Mario crebbe poi a Firenze; dopo il liceo entr\u00f2, a Roma, al collegio ecclesiastico Capranica e quindi tra i benedettini (assumendo il nome religioso di Giovanni Battista, sempre poi da lui usato), studiando al Pontificio Ateneo sant\u2019Anselmo. Nel marzo 1964 fu eletto dai monaci abate di San Paolo fuori le Mura e, perci\u00f2, divenne membro della Cei e \u201cpadre\u201d conciliare alle ultime due sessioni del Vaticano II. Egli \u2013 me l\u2019ha ripetuto molte volte \u2013 entr\u00f2 in Concilio come \u201cconservatore\u201d, ma ben presto \u201csi convert\u00ec\u201d, e appoggi\u00f2 i \u201cprogressisti\u201d su tutti i temi-chiave (collegialit\u00e0 episcopale, la Chiesa come popolo di Dio che cammina nella storia, la partecipazione dei battezzati alla vita concreta della comunit\u00e0 cristiana, libert\u00e0 religiosa, ripudio dell\u2019antisemitismo, apertura ecumenica, dialogo con i seguaci di altre religioni e anche con i marxisti, insonne impegno per i diritti umani e per la pace nella giustizia). Tuttavia, egli non prese mai la parola in Concilio.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Alla sua conclusione si diede un gran da fare, nel piccolissimo territorio del quale era \u201cordinario\u201d e con autorit\u00e0 magisteriale, per attuare, con la sua gente, quanto la Grande Assemblea aveva insegnato e prospettato. Il desiderio di inverare la \u201cpartecipazione del popolo di Dio\u201d lo spinse a invitare i parrocchiani (San Paolo, allora, era anche parrocchia) a incontrarsi con lui, il sabato sera, nella \u201csala rossa\u201d \u2013 cos\u00ec chiamata per via del broccato rosso che adornava le pareti \u2013 per riflettere insieme sulle lettura bibliche dell\u2019indomani. Fu in questo scambio che, sollecitato dalla gente \u2013 operai, operaie, insegnanti, padri e madri di famiglia, teologi, universitari, impiegati\/e \u2013 la sua esegesi delle letture sacre, esposta in basilica la domenica all\u2019omelia della messa di mezzogiorno, si apr\u00ec sempre pi\u00f9 a confrontarsi con l\u2019oggi, spesso doloroso, di Roma, dell\u2019Italia e del mondo dilaniato da guerre.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Giovanni aveva fiducia in ci\u00f2 che veniva \u201cdal basso\u201d, e istintivamente vedeva con favore \u2013 seppure non acriticamente \u2013 i movimenti che, in vari paesi del mondo, tentavano di dare protagonismo e dignit\u00e0 a masse da secoli tenute ai margini. Anche in basilica, fu questo continuo rapportarsi con la gente \u2013 \u201cLa Chiesa \u00e8 il popolo di Dio\u201d, aveva affermato il Concilio \u2013 che lo spinse a crescenti prese di posizione pubbliche: la solidariet\u00e0 agli operai licenziati da una fabbrica situata nella zona Ostiense; la nonviolenza come via per superare i conflitti tra i popoli; i digiuni per la pace in Vietnam ed in Bangladesh (quando scoppi\u00f2 la guerra perch\u00e9 il Pakistan orientale voleva essere indipendente); l\u2019invito (1970) al presidente della Repubblica Saragat di caratterizzare il 2 giugno, festa della Repubblica, non pi\u00f9 con parate militari ma con rappresentanze della societ\u00e0 civile e del mondo del lavoro.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">La pace \u00e8 sempre stata un suo grande assillo. Perci\u00f2, anche a livello minimo della parrocchia, favor\u00ec, per quanto pot\u00e9, ogni iniziativa che, a suo parere, avvicinasse la pace nella giustizia l\u00e0 ove la \u201ctranquillit\u00e0 dell\u2019ordine\u201d era violata. E, per fare qualche esempio, fu ben contento quando (anni 1971-72) due universitari che frequentavano la basilica andarono in Irlanda del Nord per un campo di lavoro organizzato dalla cattedrale inglese di Coventry. O una ragazza della parrocchia part\u00ec infermiera volontaria in una zona disastrata dell\u2019Africa.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">In questa scia \u2013 aiutato da persone che lo seguivano pi\u00f9 da vicino, e non solo la domenica, e che erano sensibili a certe tematiche sociali, e alle nuove idee di Franco Basaglia \u2013 Giovanni decise di fare le pratiche necessarie per far uscire dal Santa Maria della Piet\u00e0 (il manicomio di Roma) alcuni giovani che, senza famiglia, di fatto erano trattati come handicappati psichici, assumendosi la responsabilit\u00e0 del loro mantenimento e del loro \u2013 se possibile \u2013 inserimento sociale.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Come <em>Confronti<\/em>, poi, non possiamo dimenticare il ruolo decisivo avuto da Giovanni per la nascita, nel marzo 1972, di <em>Com <\/em>\u2013 giornale slegato dalle gerarchie ecclesiastiche, ma invece legatissimo alle esperienze delle Comunit\u00e0 cristiane di base e molto aperto ai \u201ccattolici critici\u201d \u2013 che, nell\u2019autunno del \u201974, si fonder\u00e0 con un settimanale evangelico, dando vita a <em>Com-Nuovi Tempi<\/em>, trasformatosi poi, nel 1989, nel mensile <em>Confronti. <\/em>Franzoni fece sempre parte della redazione, dando un corposo contributo all\u2019impostazione della rivista, per la quale scrisse numerosissimi articoli. Da dieci anni, poi, aveva una sua rubrica fissa, <em>Note dal margine<\/em>; il numero di luglio-agosto di quest\u2019anno, chiuso pochi giorni prima della sua morte, riporta il suo intervento; e un altro suo scritto apparir\u00e0 nel numero monografico di settembre (dedicato al fine-vita!), e da lui inviatoci l\u201911 luglio.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Naturalmente, incontrando la gente del quartiere ostiense, una zona popolare ove molti cattolici votavano a sinistra, Giovanni non pot\u00e9 evitare di affrontare un problema pastorale, oggi superato, ma allora incombente: il \u201cdogma\u201d dell\u2019unit\u00e0 politica dei cattolici. In poche parole: secondo le gerarchie ecclesiastiche i cattolici coerenti dovevano votare per la Democrazia cristiana; chi, tra loro, votava Msi \u2013 \u201ccattolicissimo\u201d! \u2013 da esse era comunque ben tollerato; spiacenti erano quanti sceglievano i partiti \u201claici\u201d (repubblicani e liberali, considerati \u201canticlericali\u201d); intollerabili quanti votavano Psi e, peggio, Pci. E tra la gente che frequentava la \u201csala rossa\u201d, vi erano molti socialisti e comunisti. Giovanni non ebbe nessuna difficolt\u00e0 ad avere buoni rapporti con tutti. Oltretevere, per\u00f2, erano irritati che egli ammettesse come legittimo, per un cattolico, votare <em>anche <\/em>a sinistra.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Per Franzoni, invece, il principio del rispetto del pluralismo politico doveva essere assolutamente garantito. Non vi erano \u2013 sosteneva \u2013 cattolici di serie A perch\u00e9 votavano un determinato partito e di serie B perch\u00e9 ne votavano un altro. Tuttavia, in quel preciso contesto storico, impegnarsi, come faceva lui, in alcuni temi sociali, o anche ecclesiali ma con inevitabili riflessi pubblici, significava spesso porsi in contrasto con la Dc al potere e, indirettamente, con le gerarchie ecclesiastiche filo-democristiane. Dunque, l\u2019abate da pi\u00f9 parti fu accusato di \u201cfare politica\u201d. Quei prelati che, invece, sostenevano pubblicamente, o di fatto, la Dc\u2026 non facevano politica, ma\u2026 solo \u201cazione pastorale\u201d!<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Come abate di San Paolo, Giovanni accolse in basilica \u2013 con tutti gli onori \u2013 il patriarca di Costantinopoli, Athenagoras, e il papa copto Shenouda III, ambedue venuti a Roma per la prima volta (nel 1967 e nel \u201973) a incontrare il romano pontefice, allora papa Montini; e favor\u00ec, accogliendoli nel monastero, i \u201cDialoghi paolini\u201d, incontri di studiosi internazionali, cattolici ed evangelici, per approfondire la conoscenza dell\u2019apostolo delle genti.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">A proposito di un altro aspetto \u2013 il rinnovamento liturgico auspicato dal Concilio \u2013 egli sollecit\u00f2 le persone presenti alle sue celebrazioni in basilica a intervenire spontaneamente alla \u201cpreghiera dei fedeli\u201d: il che and\u00f2 tranquillo, fino a che tali orazioni erano dedicate a pregare il Signore di aiutare la nonna inferma, o un figlio a trovar lavoro. Ci furono, per\u00f2, anche invocazioni di altro tipo. Un tizio, che qui chiameremo Ottavio, e che era militante in un gruppo parafascista dedito a difendere la Civilt\u00e0 cristiana come un tempo (1571) si fece a Lepanto contro i turchi, elenc\u00f2 una serie di iniziative di Giovanni da lui ritenute \u201cpericolose\u201d, e con voce altissima termin\u00f2 il suo <em>J\u2019accuse <\/em>con queste parole: \u00abAbate Franzoni, sei un traditore!\u00bb. Quest\u2019attacco plateale non dispiacque a quella parte della Curia romana che riteneva Franzoni insopportabile, e che brigava per scalzarlo. Essa, invece, fu assai turbata da una \u201cpreghiera dei fedeli\u201d di questo genere: \u00abTi prego Signore di far s\u00ec che quando mio figlio sar\u00e0 grandicello non ci siano pi\u00f9 nella Chiesa romana gli scandali dello Ior\u00bb.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Il riferimento era a una denuncia, di quei giorni, di autorit\u00e0 internazionali che accusavano la banca vaticana di operazioni finanziarie torbide. A causa di questa \u201cpreghiera\u201d, riportata in Curia da qualche zelante frequentatore delle messe dell\u2019abate, Giovanni fu convocato Oltretevere, ove gli imposero il controllo delle preghiere \u201cspontanee\u201d. Al suo rifiuto di farlo (\u00abCome posso controllare le preghiere?\u00bb), e constatata la rigidit\u00e0 inflessibile dell\u2019altra parte, egli comprese che il suo tempo come responsabile di una delle quattro basiliche maggiori di Roma stava per scadere. E accett\u00f2 di dare le dimissioni, entro la met\u00e0 di luglio. Perch\u00e9 non prima?<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Si era all\u2019inizio della primavera del 1973, e Giovanni, aiutato da un gruppo di persone di fiducia, stava ultimando <em>La terra \u00e8 di Dio. <\/em>Si trattava di una lettera pastorale \u2013 per i fedeli del minuscolo territorio sul quale aveva giurisdizione e autorit\u00e0 magisteriale; ma che, naturalmente, spaziava oltre. In vista del Giubileo indetto da Paolo VI per il 1975 sul tema \u201cRinnovamento e riconciliazione\u201d, in essa affrontava\u00a0 il problema della terra, dono di Dio e \u201cbene comune\u201d e, in quel contesto, prospettava l\u2019ideale della povert\u00e0 della Chiesa e denunciava la speculazione edilizia a Roma, sostenuta anche da istituzioni legate al Vaticano.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Quella lettera, uscita a met\u00e0 giugno mentre era in atto l\u2019Assemblea generale della Cei, della quale Giovanni era membro di diritto in quanto abate della basilica ostiense, sollev\u00f2 grande eco sia in campo ecclesiale che nell\u2019opinione pubblica. Quel testo, comunque, segn\u00f2 anche la fine dell\u2019\u201cabate rosso\u201d \u2013 cos\u00ec veniva chiamato. Celebrata la festa di San Benedetto (11 luglio) scattarono le dimissioni: egli usc\u00ec per sempre dalla basilica, portando con s\u00e9 solo una piccola valigetta con un minimo di vestiti, idealmente seguito da un notevole gruppo di donne e uomini che, nella \u201csala rossa\u201d, erano diventati suoi amici. Nacque cos\u00ec la Comunit\u00e0 cristiana di base di san Paolo, che si colloc\u00f2 in uno stanzone a poche centinaia di metri dalla basilica, e che l\u00e0 il 2 settembre 1973 celebr\u00f2 insieme a Giovanni, tornato semplice monaco, la sua prima Eucaristia.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\"><strong>Il referendum sul divorzio. La riduzione allo stato laicale<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">In vista del referendum sulla legge del divorzio, previsto per il 12 e 13 maggio 1974, agli inizi di quell\u2019anno part\u00ec in Italia un\u2019animata campagna politica (Dc e Msi erano per il \u201cS\u00ec\u201d all\u2019abolizione della legge; tutti gli altri partiti, per il \u201cNo\u201d); da parte sua, in febbraio il Consiglio permanente della Cei, con una \u201cNotificazione\u201d, invit\u00f2 fortemente i cattolici \u2013 come impegno morale \u2013 a votare per l\u2019abrogazione di quella legge. Nell\u2019aprile successivo Franzoni contrast\u00f2 apertamente l\u2019indicazione dei vescovi e, in un libretto intitolato <em>Il mio regno non \u00e8 di questo mondo<\/em>, sostenne che anche i cattolici avevano il pieno diritto di votare in coscienza, come ritenevano meglio, e dunque anche per il No. In discussione \u2013 rilev\u00f2 \u2013 non era il sacramento del matrimonio, ma una legge di uno Stato laico (e la difesa della laicit\u00e0 dello Stato fu un altro costante impegno di Giovanni). Ma, inesorabili, alla fine di quel mese le autorit\u00e0 ecclesiastiche sospesero Franzoni \u201ca divinis\u201d, cio\u00e8 non poteva pi\u00f9, lecitamente, celebrare i sacramenti.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">La punizione vaticana suscit\u00f2 molte polemiche e, dal punto di vista canonico, lasci\u00f2 pi\u00f9 di un dubbio: che \u201cdelitto\u201d aveva mai commesso l\u2019ex abate? Aveva espresso un\u2019opinione politica che si poteva condividere o meno; tuttavia, perch\u00e9 \u201csospenderlo\u201d? Tanto pi\u00f9 che, quando verso la fine di aprile le autorit\u00e0 religiose gli proibirono di tenere pubbliche conferenze sul referendum, egli obbed\u00ec; ma pochi giorni dopo lo punirono egualmente. Ad ogni modo, per un anno si astenne dal celebrare, ponendosi in attesa di un \u201cripensamento\u201d delle autorit\u00e0: che, per\u00f2, non venne. Del resto, le remore e riserve vaticane allora non erano fondate su motivazioni teologiche, ma scaturivano da avversit\u00e0 politiche, come tutti noi comprendemmo bene.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Ritenendo comunque ingiusto il silenzio ufficiale, e partendo dal presupposto che la \u201csospensione a divinis\u201d \u00e8, di regola, temporanea, in attesa di un chiarimento definitivo (assolutorio o condannatorio), Giovanni, vista la latitanza vaticana, alla Pasqua del \u201975 decise di riprendere a celebrare. Tuttavia, come diremo pi\u00f9 avanti, le celebrazioni nella Cdb di san Paolo avevano una non piccola particolarit\u00e0 liturgica e teologica che ridimensionava il ruolo del \u201csacerdote\u201d.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Nel 1976, proprio su <em>Com-Nuovi tempi<\/em>, annunci\u00f2 che alle elezioni politiche \u2013 si sarebbero tenute nel giugno di quell\u2019anno \u2013 avrebbe votato Pci (partito del quale, sia detto per inciso, non prese mai la tessera). Conseguenza: ai primi di agosto fu ridotto allo stato laicale. Quale il motivo di una tale drastica punizione? Per capire, occorre, come sempre, situare l\u2019evento nel suo contesto storico. Il 22 luglio \u201976 Paolo VI aveva sospeso \u201ca divinis\u201d monsignor Marcel Lefebvre, il capo dei \u201ctradizionalisti\u201d che contestava radicalmente il Vaticano II e alcune riforme post-conciliari volute da papa Montini. La decisione del pontefice suscit\u00f2 fortissime, seppur sotterranee, rimostranze da parte di quei porporati, di Curia e non, che ritenevano \u201cesagerata\u201d la misura contro il vescovo ribelle e, d\u2019altra parte, giudicavano troppo condiscendente il pontefice verso un Franzoni considerato \u201cdebordante\u201d. Insomma, accusavano il papa di punire solo \u201ca destra\u201d e di tollerare \u201ca sinistra\u201d.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Giovanni ci ha raccontato (l\u2019aveva appreso da qualche prelato amico) delle febbrili ricerche, da parte vaticana, di un ecclesiastico \u201cdi sinistra\u201d da punire, per calmare le accuse dei \u201cconservatori\u201d. Infine, Oltretevere si ritenne che punire lui fosse la misura pi\u00f9 semplice, bi-partisan e a portata di mano. E cos\u00ec egli, dopo un grottesco processo-farsa istituito in gran fretta, e dove non ebbe la minima possibilit\u00e0 di difendersi adeguatamente, fu ridotto allo stato laicale. Da \u201cpadre\u201d conciliare a laico! Come se l\u2019essere laico nella Chiesa significasse far parte di una classe minore: eppure \u2013 notava Giovanni, con un pizzico di humour: un dono che lui aveva \u2013 Ges\u00f9 era \u201claico\u201d e non apparteneva alla classe sacerdotale del tempio. Pi\u00f9 volte egli mi e ci narr\u00f2 questa vicenda: sempre senza infierire sui suoi inquisitori e, anzi, benevolmente quasi cercando di trovare giustificazioni al loro operato.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\"><strong>La riflessione sui ministeri e sull\u2019Eucaristia<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Dall\u2019agosto 1976 inizi\u00f2 dunque la\u2026 seconda parte della vita di Giovanni, durata fino alla morte, e sempre mescolata \u2013 per la sua vicenda pubblica \u2013 con l\u2019esperienza della Cdb san Paolo.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Gi\u00e0 negli anni \u201974-\u201975 si era molto discusso, in comunit\u00e0, sul problema dei ministeri: che diceva, in proposito, il Nuovo Testamento? Le conclusioni alle quali, anche con l\u2019assistenza di illustri esegeti (come il benedettino Jacques Dupont o il biblista Giuseppe Barbaglio), arrivammo, erano ben note al mondo teologico, ma non alla gente semplice: Ges\u00f9 non ha mai previsto \u201csacerdoti\u201d (=mediatori necessari tra Dio e l\u2019uomo) per la sua <em>Ekkles\u00eca<\/em>, ma solo dei multiformi ministeri (=servizi) per il suo bene-essere, aperti sia a uomini che donne, a prescindere dal loro stato di vita.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Dopo prolungate e accalorate discussioni, desiderosi di \u201criappropriarci dei ministeri\u201d, pensammo di mantenere, grosso modo, lo schema della messa consueta, ma con varianti decisive: non ci sono paramenti; l\u2019Eucaristia domenicale viene celebrata da tutte e tutti insieme, e perci\u00f2 il canone (infine redatto da noi) viene letto coralmente da tutte e tutti i presenti; la Comunit\u00e0, a prescindere se ci siano o no \u201cpreti\u201d ordinati, spezza il pane memore della morte e della risurrezione di Ges\u00f9, il quale aveva detto: \u201cDove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro\u201d (<em>Matteo <\/em>18, 20). Il \u201claico\u201d Giovanni accett\u00f2 volentieri questo nuovo cammino.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Con il tempo la riflessione, anche teologica, ma partendo dalla prassi, sui ministeri e sull\u2019Eucaristia, si \u00e8 approfondita; e chi voglia saperne di pi\u00f9 pu\u00f2 leggere <em>Fate questo in memoria di me. Condividere il pane nell\u2019Eucaristia e nella vita \u2013 <\/em>il contributo che la Cdb san Paolo invi\u00f2 al Sinodo dei vescovi che nel 2005 avrebbe affrontato il tema dell\u2019Eucaristia (testo completo in <em>Adista documenti <\/em>n. 6, 22-1-2005).<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Il riferimento al Sinodo \u00e8 l\u2019occasione per dire che Giovanni, con la Cdb san Paolo, fece le scelte ecclesiali che ritenne, in scienza e coscienza, di dover fare; per\u00f2 non fu, e non si consider\u00f2 mai un\u2019isola felice, o una torre d\u2019avorio. Al contrario: per apprendere pi\u00f9 e meglio mantenne (mantenemmo) continui rapporti con esperienze similari, soprattutto in America Latina, in Italia e in Nord Europa. Chi pu\u00f2 dimenticare, ad esempio, la visita che fece alla nostra Comunit\u00e0 il vescovo emerito di San Crist\u00f3bal de Las Casas, Samuel Ruiz, \u201cnaturalmente\u201d anche lui in Messico emarginato per il suo impegno a fianco degli indios del Chiapas? L\u2019abbraccio tra lui e Giovanni fu commovente. E cos\u00ec fu con vescovi brasiliani che presero parte alle nostre celebrazioni eucaristiche.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">In Comunit\u00e0 venne anche monsignor Clemente Riva (\u2020 1999), vescovo ausiliare responsabile della zona Sud di Roma, il quale in sostanza ci riconobbe \u00abcome una realt\u00e0 di fede della zona pastorale di mia responsabilit\u00e0\u00bb.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">A livello di Sinodi, poi, la nostra Cdb invi\u00f2 a varie Assemblee le proprie riflessioni sul tema in esame. Nessuno mai, n\u00e9 sotto papa Wojtyla n\u00e9 sotto papa Ratzinger, dal Vaticano rispose dando almeno un segno di ricevuta. Ci\u00f2, invece, \u00e8 avvenuto sotto papa Bergoglio: quando la Cdb invi\u00f2 le sue proposte per i Sinodi del 2014 e \u201915 sul problema della famiglia (e dell\u2019eventuale ammissione all\u2019Eucaristia delle persone divorziate e risposate), ricevemmo un segnale di ricezione.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Prima della celebrazione eucaristica in comunit\u00e0, la domenica Giovanni raccoglieva i bambini (dai sei anni in su) e i ragazzi in quello che aveva chiamato \u201cLaboratorio di religione\u201d. In quell\u2019ambiente si parlava di Dio, di Ges\u00f9, di Bibbia, di Chiese, di religioni, di mondo: ma in un clima di straordinario dialogo che permetteva a ciascuno\/a di sentirsi non gravato da nozioni e imposizioni ma, piuttosto, protagonista in una ricerca che aiutava la libert\u00e0 a dischiudersi. Era proprio un \u201claboratorio\u201d di gioia, di responsabilit\u00e0 e di continua scoperta.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">In Comunit\u00e0 hanno trovato piena accoglienza anche i gruppi organizzati di omosessuali cristiani.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\"><strong>Un cattolico marginale<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Molti sono i libri scritti da Giovanni \u201claico\u201d. Si rimane meravigliati nel vedere quanti temi egli abbia toccato, e come abbia osato affrontare anche argomenti tab\u00f9, proponendo soluzioni ardite. Con <em>Il diavolo, mio fratello <\/em>Franzoni riprende la tesi di Origene (III secolo), secondo il quale in un futuro indefinito il Signore avrebbe ricomposto l\u2019ordine turbato del cosmo e delle sue creature, e avrebbe salvato anche Satana. In molti scritti, poi, Giovanni ha ribadito la sua convinzione: l\u2019inferno non \u00e8 eterno. Una dannazione \u201ceterna\u201d \u2013 egli affermava \u2013 era impensabile con la misericordia straripante di Dio.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Pi\u00f9 volte Giovanni ha scritto sui Giubilei, considerandoli \u2013 sul fondamento delle Scritture ebraiche \u2013 come momenti alti di restituzione della dignit\u00e0 alle persone schiacciate dall\u2019ingiustizia, e come occasione propizia per \u00abfare riposare la terra\u00bb spesso rapinata da mani crudeli ed egoiste.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Quando, dopo che nell\u2019estate del 2005 fu avviato l\u2019iter per la beatificazione di Giovanni Paolo II, anch\u2019egli a Roma fu chiamato, dal Tribunale ecclesiastico, a testimoniare: in un documentato memorandum egli spieg\u00f2 le ragioni per le quali, a suo parere, papa Wojtyla non potesse essere beatificato (quel pontefice \u2013 rilevava tra l\u2019altro Franzoni \u2013 aveva punito la libert\u00e0 teologica nella Chiesa, impedito di accertare gli affari torbidi dello Ior, e isolato monsignor Oscar Romero); ma nessuno tenne poi conto del suo parere negativo.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Sul piano ecumenico, Giovanni ha favorito la \u201cospitalit\u00e0 eucaristica\u201d: qualche volta la Cdb san Paolo \u00e8 andata a piazza Cavour a partecipare alla Santa Cena celebrata nel tempio valdese; e qualche volta \u00e8 venuto alla nostra Eucaristia un gruppo di valdesi e di altre Chiese legate alla Riforma. Inoltre, nel 2007 \u00e8 stato a Sibiu, Romania, per la III Assemblea ecumenica europea.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Un altro tema al quale Franzoni ha dedicato vari libri \u00e8 quello legato al fine-vita, e al rispetto della volont\u00e0 di chi, tenuto in vita artificialmente per anni, chiede che gli sia \u201cstaccata la spina\u201d. Perci\u00f2 quando \u2013 dicembre 2006 \u2013 il cardinale Camillo Ruini, vicario di Roma, d\u2019accordo con Benedetto XVI, neg\u00f2 i funerali in chiesa di Piergiorgio Welby, perch\u00e9 \u2013 a suo parere \u2013 si era suicidato, pochi giorni dopo Giovanni con la Cdb invitarono la moglie di Piergiorgio, Mina, ad un\u2019Eucaristia in ricordo dello scomparso, del quale condividemmo \u2013 sul piano morale \u2013 la piena legittimit\u00e0, umana e cristiana, della sua scelta.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">In molti libri Giovanni ha toccato il tema donna. Inutile dire che egli \u2013 che nel 1981 nel referendum sull\u2019aborto difese il diritto della donna a decidere \u2013 sogn\u00f2 una Chiesa ove i ministeri fossero aperti a donne e uomini, a prescindere dal loro stato di vita (matrimoniale o meno). Nel 1990 Giovanni aveva sposato Yukiko, una giapponese con la quale egli ebbe modo di confrontarsi, non senza difficolt\u00e0, su culture assai differenti da quelle occidentali ma, proprio per questo, capaci di dischiudergli nuovi orizzonti.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Negli ultimi anni Giovanni \u2013 sempre difensore del diritto dei palestinesi ad avere anche loro uno Stato, accanto a quello di Israele \u2013 aveva \u201criscoperto\u201d l\u2019ebraismo, leggendo il Talmud. Questa prospettiva aveva offerto a Franzoni interpretazioni inedite, e particolarmente arricchenti, dei rabbini sui miti delle origini come narrati nel <em>Genesi<\/em>. Per questa via, egli aveva iniziato a porre profonde e motivate domande critiche all\u2019intera costruzione dogmatica cattolica sul \u201cpeccato originale\u201d.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">L\u2019ultima preoccupazione (in ordine di tempo) che Giovanni pi\u00f9 volte espresse in quest\u2019anno 2017, da Pasqua in poi, era questa: mentre procediamo fiduciosi e determinati nel nostro cammino dovremmo anche \u2013 sottolineava \u2013 guardare dietro di noi, per cercare di spiegarci con chi, soprattutto in una parte del clero, non riusciva assolutamente ad accettare le nostre posizioni, sperando di giungere, pur magari senza arrivare ad una conclusione unanime, a stringerci la mano. Un\u2019ipotesi \u2013 secondo molti di noi \u2013 francamente utopistica: ma Giovanni ci teneva moltissimo a fare questo sforzo e questo tentativo. Cos\u00ec ipotizzava di andare in Molise a parlare con quei cinque parroci che avevano fatto suonare le campane a morto quando la Camera in aprile aveva approvato la legge sul fine-vita.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">A parte i suoi libri, praticamente su ogni numero di <em>Confronti <\/em>Giovanni affrontava un tema scomodo e, come precisava il titolo della sua ultima rubrica, lo faceva \u201cdal margine\u201d. Adesso la sua assenza ci peser\u00e0 davvero. Speriamo di saper tener vivo il suo spirito, e di far crescere la sua eredit\u00e0, straordinariamente ricca di valori, di ipotesi, di sfide, di sogni e di speranze.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Decine e decine di testimonianze, al suo funerale, hanno mostrato come la parola e l\u2019esempio di Giovanni abbiano aiutato ragazze e ragazzi di un tempo \u2013 oggi donne e uomini maturi \u2013 a vivere in modo responsabile, con il cuore ben aperto per rimanere solidali con i curvati dalla vita e dalle ingiustizie del mondo. Molte di queste persone si sono dichiarate non pi\u00f9 cristiane, o non pi\u00f9 credenti. Parlando, negli ultimi mesi, di questo fenomeno, gi\u00e0 ampiamente noto, Giovanni mi diceva, sereno e sorridente: \u00abLo dicono loro di non essere pi\u00f9 credenti. Invece, forse lo sono pi\u00f9 di me. E, comunque, saranno in prima fila tra i \u201cbenedetti dal Padre mio\u201d quando il Cristo glorioso dir\u00e0 loro: \u201cAvevo fame e mi avete dato da mangiare\u201d\u00bb.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Dopo l\u2019Eucaristia di domenica 2 luglio scorso, toccava a me, per turno, invitare Giovanni a pranzo. Essendo lui cieco, occorreva guidarlo con prudenza sul marciapiede, verso il vicino ristorante \u201cAl Biondo Tevere\u201d, luogo storico di ristoro per la nostra Cdb. Faceva un caldo tremendo, ma sotto un pergolato si poteva respirare. Affrontammo tantissimi argomenti: la cifra del nostro parlare fu la sua dolcezza nel ripensare al suo passato ecclesiale con benevolenza verso chi, nelle gerarchie vaticane, lo aveva fatto tanto soffrire. Io lo guardavo: la sua pelle raggrinzita era trasparente, quasi si vedevano le ossa. Faticava a inghiottire un boccone. Sembrava esausto. Immaginai abbastanza prossima la sua fine per i molti acciacchi, e gravi mali, che lo minacciavano; ma non la pensavo imminente.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Marted\u00ec 11 luglio ci sentimmo al telefono: mi domand\u00f2 se avevo ricevuto il suo commento per <em>Confronti <\/em>di settembre \u2013 il numero monografico che si prepara gi\u00e0 in luglio, e quest\u2019anno, guarda caso!, dedicato al fine-vita. Ero, io, infatti, il \u201crevisore\u201d dei suoi pezzi che egli, cieco, dettava \u2013 come se li leggesse, ma li aveva pensati a memoria! \u2013 ad un giovane collaboratore scelto proprio per questo aiuto. Alla mia conferma che avevo letto, e\u2026 dato l\u2019ok, era tutto felice. E, dopo un ultimo giro di riflessioni, che spaziavano dall\u2019Italia al mondo, dalle guerre in Medio Oriente ai molti limiti e alle inadeguatezze della nostra Comunit\u00e0, Giovanni se ne venne fuori con queste parole: \u00abAh Luigi!, noi passiamo, ma l\u2019amore di Dio resta\u00bb. Ci salutammo festosamente dandoci l\u2019arrivederci per domenica 16 luglio in comunit\u00e0: aveva la sua solita voce, chiara, squillante, di una persona malgrado tutto felice di vivere. Sorella morte, per\u00f2, decise diversamente.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">La mattina di gioved\u00ec 13 luglio, a Canneto (Rieti), ove abitava, si alz\u00f2 regolarmente e si intrattenne con varie persone fin verso mezzogiorno. A quell\u2019ora disse a Yukiko di sentirsi un poco affaticato, e si coric\u00f2 in una stanzetta vicino alla cucina. Verso le 13 la moglie lo chiam\u00f2: \u00abGiovanni, il pranzo \u00e8 pronto\u00bb. \u00abEccomi\u00bb, rispose lui con voce allegra. Pass\u00f2 qualche minuto di silenzio; non vedendolo arrivare, Yukiko entr\u00f2 nella stanza: lo trov\u00f2 con una gamba fuori dal letto come per alzarsi, ma ormai morto \u2013 per infarto \u2013 senza fare nessun lamento. Avvertiti da lei, gi\u00e0 nel primo pomeriggio, in molti della comunit\u00e0 accorremmo a dare l\u2019ultimo abbraccio a Giovanni.<\/span><\/p>\r\n<p>T<span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">rasportata la sera di venerd\u00ec 14 in Comunit\u00e0, a Roma, la sua salma \u00e8 stata vegliata da noi, a turni, tutta la notte. A pregare di fronte alla bara \u00e8 venuto \u2013 accompagnato da don Isidoro, un suo antico amico dai tempi dell\u2019abbazia, e da un giovane monaco \u2013 anche il nuovo abate di san Paolo, don Roberto Dotta. Nei mesi scorsi i due si erano incontrati, e tra loro era nata una bella amicizia che rasserenava Giovanni. Il quale sperava vivamente di incontrare anche papa Francesco, perch\u00e9 tramite don Roberto gli aveva fatto pervenire la sua autobiografia, con un\u2019intensa dedica; ma non \u00e8 stato possibile. L\u2019abate di san Paolo, con i due monaci (iniziativa, abbiamo motivo di pensare, della quale il papa era al corrente, e consenziente) ha partecipato anche ai funerali di Franzoni: una presenza consolante. Quando, portata a spalla dai giovani della nostra Comunit\u00e0, la bara di Giovanni attraversava il parco Schuster per entrare nel Centro anziani dove sarebbero state celebrate le esequie, le campane della basilica ostiense suonarono. Cos\u00ec aveva deciso don Roberto.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">C\u2019era anche, alle esequie, monsignor Enrico Feroci, direttore della <em>Caritas <\/em>di Roma. E, dal Piemonte, in morte di Giovanni, monsignor Luigi Bettazzi (classe 1923!), gi\u00e0 vescovo di Ivrea, aveva ricordato con parole affettuose il \u201ccollega\u201d di Concilio.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Ai funerali, affollatissimi, erano presenti \u2013 a titolo personale o delegati delle rispettive comunit\u00e0 \u2013 anche evangelici di varie Chiese legate alla Riforma, e musulmani. Tra i convenuti, che poi si sono comunicati in massa, anche numerosi presb\u00ecteri e molte suore, e amici venuti da lontano. Sul fronte ufficiale ci si aspettava, ovviamente, una qualche pi\u00f9 evidente partecipazione delle autorit\u00e0 vaticane, e della Cei, per l\u2019ultimo saluto ad un \u201cpadre\u201d conciliare. Cos\u00ec non \u00e8 stato: e queste assenze non possono non porre domande ineludibili all\u2019intera Chiesa cattolica italiana.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Per\u00f2 sappiamo bene che Giovanni non avrebbe voluto, da parte nostra, recriminazioni di sorta. Come lui non recrimin\u00f2, ma risolse il tutto con una battuta bonaria, quando il 12 ottobre 2012 Benedetto XVI aveva invitato in udienza e a pranzo tutti i vescovi, ancora viventi e capaci, malgrado l\u2019et\u00e0 avanzata, di viaggiare, che avevano partecipato al Concilio aperto da Giovanni XXIII cinquant\u2019anni prima, l\u201911 ottobre 1962. Il \u201cpadre\u201d conciliare Franzoni non fu per\u00f2 invitato. Si vede che in Vaticano era considerato \u2013 per dirla con parole spesso ripetute da Jorge Mario Bergoglio per altre categorie di persone umiliate \u2013 uno \u201cscarto\u201d. Giovanni rimase un pochino mortificato per essere stato ignorato; ma con noi non lo fece pesare, n\u00e9 pronunci\u00f2 parole amare per quest\u2019ennesimo sgarbo. Epper\u00f2 fino alla fine egli, per l\u2019istituzione ecclesiastica, \u00e8 rimasto un \u201csegno di contraddizione\u201d, indigeribile.<\/span><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Adesso si volta pagina. Giovanni non c\u2019\u00e8 pi\u00f9: noi, per\u00f2, faremo il possibile per onorare la sua eredit\u00e0. E abbiamo perfino un lembo di speranza che la sua Chiesa \u2013 la cattolica romana, nelle sue varie articolazioni, in particolare la Santa Sede e la Cei \u2013 arrivi finalmente ad avere l\u2019ardimento di rimettere sul candelabro ecclesiale colui che, secondo molti, \u00e8 stato un profeta del nostro tempo; e a riflettere, con coraggio autocritico, sulle vicende del 1974-76, che portarono \u2013 tra l\u2019altro \u2013 Giovanni, con molti altri ed altre, ad essere un \u201ccattolico marginale\u201d, come lui fu definito dell\u2019editore della sua autobiografia. \u201cMarginale\u201d fin che si vuole, ma davvero \u201ccattolico\u201d per aver tentato, con alterne fortune, di affrontare, alla luce del sole, e tuttavia praticamente ignorato dall\u2019ufficialit\u00e0 istituzionale e dal mondo teologico cattolico, asperrimi problemi teologici, antropologici ed etici.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14pt;\">Egli affront\u00f2 consapevolmente la sfida \u2013 ardua, affascinante e dolorosa \u2013 di cercare di vivere l\u2019evangelo in una societ\u00e0 complessa, \u201cliquida\u201d e difficile come la nostra, e in una Chiesa, in alcune sue parti istituzionali e non, del \u201cconsenso\u201d e del \u201cdissenso\u201d, talora lenta ad accogliere le beatitudini proclamate da Ges\u00f9, ben sapendo che il Suo regno non \u00e8 di questo mondo.<\/span><\/p>\r\n<p><em>Roma, 21 luglio 2017<\/em><\/p>\r\n<p>[views]<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un momento nel quale forte \u00e8 il richiamo di Francesco su uno dei \u201c problemi\u201d della chiesa: \u201cil clericalismo \u00e8 una vera perversione nella Chiesa, pretende che il pastore stia sempre davanti, stabilisce una rotta, e punisce con la scomunica chi si allontana dal gregge. 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