{"id":22715,"date":"2020-11-12T17:58:22","date_gmt":"2020-11-12T15:58:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ilconfronto.com\/?p=22715"},"modified":"2020-11-12T18:21:33","modified_gmt":"2020-11-12T16:21:33","slug":"una-riflessione-sulla-crisi-della-parrocchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilconfronto.com\/?p=22715","title":{"rendered":"Una riflessione sulla crisi della parrocchia"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\"><a href=\"https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Parrocchia.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-22717 size-medium\" src=\"https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Parrocchia-300x234.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"234\" srcset=\"https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Parrocchia-300x234.gif 300w, https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Parrocchia-220x172.gif 220w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Siamo in un tempo di profondi cambiamenti; anzi, come ha pi\u00f9 volte detto Papa Francesco, viviamo un \u201c<strong>cambiamento di epoca<\/strong>\u201d pi\u00f9 che \u201cun\u2019epoca di cambiamento\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\">Da un punto di vista ecclesiale, la <strong>parrocchia<\/strong> \u00e8 un terminale di molti fenomeni: essa sente, subisce e vive numerosi e profondi <strong>mutamenti<\/strong>, manifestando l\u2019esigenza di alcuni punti cruciali di <strong>ripensamento<\/strong>. Oggi la parrocchia \u00e8 bisognosa di cura, di rinnovamento, di coraggio.<\/span><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\">Basta parlare con i sacerdoti e i laici impegnati, basta viverla un poco per avere subito idea di quanto profondo sia lo \u2018<strong>smottamento<\/strong>\u2019 della parrocchia nel XXI secolo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\">Questo \u2018smottamento\u2019 merita la nostra massima attenzione: \u00abLa comunione ecclesiale, pur avendo sempre una dimensione universale, trova la sua espressione pi\u00f9 immediata e visibile nella parrocchia: essa \u00e8 l\u2019ultima localizzazione della Chiesa, \u00e8 in un certo senso la Chiesa stessa che vive in mezzo alle case dei suoi figli e delle sue figlie\u00bb [<em>Christifideles Laici<\/em>, 26]. Essa, inoltre, \u00e8 (o dovrebbe essere) \u00abpresenza ecclesiale nel territorio, ambito dell\u2019ascolto della Parola, della crescita della vita cristiana, del dialogo, dell\u2019annuncio, della carit\u00e0 generosa, dell\u2019adorazione e della celebrazione\u00bb [<em>Evangelii Gaudium<\/em>, 28].<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\">Eppure la parrocchia, a cui viene riconosciuto un ruolo cos\u00ec decisivo nella trasmissione della fede, \u00e8 in profonda crisi; per questo deve essere protagonista di una vera riforma: \u00abdobbiamo riconoscere che l\u2019appello alla revisione e al rinnovamento delle parrocchie non ha ancora dato sufficienti frutti perch\u00e9 siano ancora pi\u00f9 vicine alla gente, e siano ambiti di comunione viva e di partecipazione, e si orientino completamente verso la missione\u00bb [<em>Evangelii Gaudium<\/em> 28].<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\">Ci sono stati <strong>tentativi di cambiamento<\/strong>, \u00e8 vero; tentativi che tuttavia sono molto localizzati, legati a un parroco, a un gruppo di laici, a qualche vescovo lungimirante. E bisogna pur dire che il recente documento <em>La conversione pastorale della comunit\u00e0 parrocchiale al servizio della missione evangelizzatrice della Chiesa<\/em>, datato 20 luglio 2020, sembra animato da spinte contraddittorie e pretese uniformatrici che lasciano non pochi dubbi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\">Ogni soluzione, o ogni tentativo di rinnovamento, deve per\u00f2 avere il coraggio dello <strong>sguardo sincero<\/strong>. Bisogna cio\u00e8 partire dalla realt\u00e0 e da l\u00ec provare strade nuove. Altrimenti le azioni di riforma andranno solo a incidere sulla superficie, senza toccare la sostanza. Anche perch\u00e9 \u2013 necessaria premessa \u2013 la parrocchia \u00e8 un corpo statico che procede spesso per inerzia, fortemente conservatore e refrattario ai cambiamenti profondi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\">A voler leggere bene, per\u00f2, non si pu\u00f2 parlare di una sola crisi della parrocchia: sono <strong>molteplici le crisi<\/strong> che investono le comunit\u00e0 parrocchiali. Ne ho individuate <strong>sette<\/strong> e penso che, se forse nessuna comunit\u00e0 le ha tutte, di certo \u00e8 rarissimo trovare una parrocchia che non viva almeno una di queste.\u00a0Le vado a elencare, aprendo al confronto su altre crisi della parrocchia, e riservando a un intervento futuro la <em>pars costruens<\/em>.<\/span><\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\"><strong>La parrocchia vive una crisi di fede<\/strong>: se la fede oggi attraversa delle profonde trasformazioni, \u00e8 inevitabile che tutto questo si riversi nella parrocchia. In essa sopravvive tanta <strong>religione<\/strong>, ma si fatica a scorgere una proposta di vita di <strong>fede<\/strong> buona per il XXI secolo. Tra tensioni novecentesche, tridentine, conciliari, la parrocchia fatica nel fare propria la sequela di Cristo in modo vivo, interessante, umano. Stretta tra molteplici spinte, non riesce a mettere a fuoco il <em><strong>kerygma<\/strong><\/em> in modo convinto nelle sue proposte e attivit\u00e0. La parrocchia non riesce a far vivere la fede oltre il culto e il rito che spesso stancamente si trascinano. Rianimare liturgie e preghiere, dare spazio al silenzio, ascoltare la Parola, superare devozioni non pi\u00f9 eloquenti per l\u2019uomo del terzo millennio sembrano obiettivi ardui. \u00c8 necessario ridestare il fuoco della fede, avendo il coraggio di rinunciare a molto, per l\u2019<em>unum necessarium<\/em>: il <strong>Cristo<\/strong>.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\"><strong> La parrocchia vive una crisi di persone<\/strong>: <strong>quantitativamente<\/strong> i fedeli diminuiscono. Sempre meno i frequentatori delle attivit\u00e0. Meno persone significa anche meno volontari, minor disponibilit\u00e0 per svolgere attivit\u00e0 che sono lascito di altri tempi e altri numeri e conseguente \u2018sovraccarico\u2019 di impegni per i pochi rimasti. Ma c\u2019\u00e8 anche una crisi che \u2013 dobbiamo ammetterlo \u2013 riguarda la \u2018<strong>qualit\u00e0<\/strong>\u2019 umana degli assidui alla parrocchia. Non raramente essa diviene il luogo dove si manifestano frustrazioni, piccole lotte di potere, concezioni proprietarie che hanno sovente fragilit\u00e0 umane evidenti, fatte pagare ad altri. \u00a0Pu\u00f2 succedere che i volontari allontanino altri volontari, in una sorta di strana competizione che assorbe vite personali caratterizzate da profondo disagio.<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\">Pu\u00f2 accadere che donne e uomini liberi e acuti, intraprendenti e coraggiosi, formati e capaci vengano messi ai margini, o si allontanino spontaneamente perch\u00e9 non si sentono pi\u00f9 \u2018a casa\u2019. C\u2019\u00e8 un <strong>esilio<\/strong> silenzioso dei cristiani dalla parrocchia che impoverisce le stesse comunit\u00e0 di volti, di storie, di carismi, di dialogo e confronto. \u00c8 un esilio che trasforma la parrocchia in un fortino identitario, assai refrattario a chi non si riconosce nella linea dominante, spesso indicata dal clero.\u00a0A tutto ci\u00f2 si deve aggiungere la <strong>questione anagrafica<\/strong>: l\u2019emorragia dei giovani \u00e8 una realt\u00e0 di fatto, l\u2019et\u00e0 media dei parrocchiani \u00e8 alta, tanto da domandarsi cosa accadr\u00e0 nel futuro prossimo.<\/span><\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\"><strong>La parrocchia vive una crisi di pensiero<\/strong>: meno persone significa anche meno menti pensanti, meno figure capaci di leggere i segni dei tempi e elaborare un pensiero per l\u2019oggi. Ma crisi di pensiero significa anche un <strong>progressivo impoverimento culturale<\/strong> della parrocchia: sempre meno si investe in cultura, formazione adeguata, proposte significative, accontentandosi di ci\u00f2 che \u00e8 gratuito, di ci\u00f2 che compie il \u2018volontario di turno\u2019, di ci\u00f2 che \u2018piace alla gente\u2019. Sembra arduo allestire un percorso che tocchi la ragione e che aiuti a vivere il XXI secolo con consapevolezza, al di l\u00e0 di formule stantie e vuota retorica che fanno sorridere o peggio allontanano uomini e donne, credenti o non credenti, che hanno invece strumenti culturali pi\u00f9 solidi. Peraltro, sar\u00e0 innegabile notare che la crisi di pensiero diventa <strong>crisi di formazione<\/strong>, che investe sia il clero che i laici. Quante volte basta sfogliare un bollettino parrocchiale, ascoltare qualche omelia per avere contezza di come crescano la sterilit\u00e0 di pensiero e di studio, la mancanza di ricerca e di acutezza? Mi sovviene il consiglio che Jean Guitton ricevette da sua madre: \u201cSe vuoi essere cristiano, devi essere intelligente\u201d. Che non vuol dire disprezzare la semplicit\u00e0. Vuol dire per\u00f2 avere <strong>consapevolezza del mondo e dei suoi fenomeni<\/strong>, fuggire la sciatteria e la superficialit\u00e0. Vuol dire entrare in dialogo fecondo con il mondo, rifuggendo da muscolarismi identitari anacronistici che spesso sono solo miopia intellettuale. Vuol dire anche accogliere il dissenso, la critica, il contrasto, da leggere come momenti di crescita e non come reati di lesa maest\u00e0. Che la cultura sia sparita da troppe agende parrocchiali e diocesane \u00e8 dimostrato dal fatto che la maggior parte delle diocesi italiane non hanno n\u00e9 un vicario n\u00e9 un ufficio che si occupi della cultura.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\"><strong>La parrocchia vive una crisi di strutture<\/strong>: frutto di un passato di mobilitazione, di fedelt\u00e0 e di generosit\u00e0, le parrocchie oggi possiedono beni materiali e strutture sproporzionate rispetto al numero delle persone che la frequentano e dei fondi che essa raccoglie. Tali strutture sono spesso vecchie e bisognose di <strong>ristrutturazione<\/strong>: segni di bellezza artistica, di preoccupazione educativa, di carit\u00e0 fattiva. C\u2019\u00e8 un patrimonio bisognoso di cura che necessit\u00e0 di risorse e di competenze non pi\u00f9 assolvibili dalla comunit\u00e0. Tra restauri, debiti, vincoli normativi, le strutture oggi sono spesso un peso sul cui utilizzo si fatica a decidere, tra nostalgie, legittimi dispiaceri e dubbi, legacci comunitari.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\"><strong>La parrocchia oggi vive una crisi di comunicazione<\/strong>. Abituata per molto tempo ad essere l\u2019unica realt\u00e0 capace di elaborare proposte di fatto onnicomprensive (dalla formazione dei bambini alle attivit\u00e0 ricreative, dalla carit\u00e0 alla cultura), oggi si trova a competere con agenzie ed enti molto pi\u00f9 capaci di comunicare, perch\u00e9 in grado di intercettare le giovani generazioni o di valorizzare competenze professionali, cos\u00ec da oscurare il canale comunicativo parrocchiale. Basti anche qui un esempio: nell\u2019era di Internet tante parrocchie non hanno un sito web, o se c\u2019\u00e8, pu\u00f2 accadere che non sia aggiornato. La parrocchia fatica a comunicare le sue attivit\u00e0, anche quando sono interessanti e creative, prigioniera o della superficialit\u00e0 che tocca il <em><strong>kitsch<\/strong><\/em>, o dell\u2019<strong>anacronismo spinto<\/strong>, quasi fossimo rimasti agli anni \u201970 o \u201980. La fatica di comunicare \u00e8 anche conseguenza di un problema di <strong>linguaggio<\/strong>: la grammatica e il lessico parrocchiale troppe volte non dicono pi\u00f9 niente all\u2019uomo di oggi, non si fanno eloquenti n\u00e9 comprensibili. Nel tempo della comunicazione, la parrocchia ha ancora una <em><strong>buona notizia<\/strong><\/em>: ma come pu\u00f2 dirla alle persone, ormai la maggioranza, che abitano fuori dal \u2018recinto ecclesiale\u2019?<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\"><strong>6<\/strong>.<strong> La parrocchia oggi vive una crisi di credibilit\u00e0<\/strong>, dovuta a <strong>scandali<\/strong>, ipocrisie, ruberie, cattiva gestione. Non \u00e8 certo un fenomeno che investe la maggioranza, sappiamo che il male fa pi\u00f9 rumore del bene, ma non possiamo negare che gli scandali, da quelli pi\u00f9 gravi con conseguenze penali (vedi pedofilia) a quelli pi\u00f9 privati (spesso legati alla condotte di vite dei consacrati o dei laici pi\u00f9 clericali) abbiano minato la credibilit\u00e0 della parrocchia nel mondo di oggi. <strong>Purificare la memoria, chiedere perdono<\/strong>, ammettere colpe e responsabilit\u00e0, agire in modo trasparente sono state e sono azioni necessarie. Dobbiamo sapere che la fiducia si perde facilmente, mentre si riacquista con tempi lunghi, tanta umilt\u00e0 e tanta pazienza.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\"><strong>la parrocchia oggi vive una crisi di identit\u00e0<\/strong>, frutto spesso delle crisi precedenti. Nel XXI secolo, cosa vuole essere la parrocchia? Erogatrice di sacramenti? Rassegnata comunit\u00e0 di superstiti nostalgici del tempo antico? Banco vendita dei proprio talenti? Agenzia sociale? Agenzia del culto? Gruppo autoreferenziale di amici? Centro anziani? Cerchia di impauriti che si riconosce in poche parole d\u2019ordine? Ente pellegrinaggio? Centro estivo per bambini? C\u2019\u00e8 un\u2019identit\u00e0 che deve essere ricostruita, tra rinunce salutari (e probabilmente dolorose), aperture, coraggio, smarrimenti. L\u2019inerzia, la navigazione sotto costa, le contraddizioni sono segni di una comunit\u00e0 in cerca di se stessa. <strong>Non sapendo chi \u00e8<\/strong>, privata della guida del clero sempre pi\u00f9 anziano e sempre meno numericamente disponibile, deve elaborare una nuova identit\u00e0 a partire dal battesimo, mentre non sa cosa dire al mondo.<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\">Sette crisi della parrocchia, sette nodi da sciogliere, con il dialogo, il confronto, la riflessione, l\u2019innovazione, l\u2019ascolto dello Spirito. Sette punti da cui partire per evitare di stare chiusi nel cenacolo per paura del mondo, o con l\u2019illusione che il mondo cerchi qualcosa dalla parrocchia. No, oggi il mondo dimostra che sa vivere anche senza la parrocchia. Se oggi in parrocchia non si vive pi\u00f9 un\u2019esperienza significativa per la vita, e quindi per la fede, rischiamo di essere il <strong>sale<\/strong> che ha perso il sapore. E rimane la domanda evangelica: <strong>con che cosa lo si render\u00e0 salato<\/strong>?<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>_________________________________________________________<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Sergio-Benedetto.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-22716\" src=\"https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Sergio-Benedetto.jpg\" alt=\"\" width=\"123\" height=\"123\" srcset=\"https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Sergio-Benedetto.jpg 200w, https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Sergio-Benedetto-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Sergio-Benedetto-180x180.jpg 180w\" sizes=\"auto, (max-width: 123px) 100vw, 123px\" \/><\/a><\/p>\n<p>( Articolo\u00a0 di Sergio Di Benedetto, tratto da www.vinonuovo.it)<\/p>\n<p><em>Sergio Di Benedetto, classe 1983, dottore di ricerca in Letteratura Italiana all&#8217;Universit\u00e0 della Svizzera Italiana di Lugano, \u00e8 insegnante di lettere e ricercatore in materie letterarie. Da anni collaboratore in realt\u00e0 ecclesiali e scolastiche, scrive drammaturgie di carattere sacro e civile per una compagnia di attori professionisti, Compagnia Exire. Collabora con alcune riviste culturali italiane e straniere.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[views]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo in un tempo di profondi cambiamenti; anzi, come ha pi\u00f9 volte detto Papa Francesco, viviamo un \u201ccambiamento di epoca\u201d pi\u00f9 che \u201cun\u2019epoca di cambiamento\u201d. 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