{"id":21807,"date":"2020-04-30T19:41:47","date_gmt":"2020-04-30T17:41:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ilconfronto.com\/?p=21807"},"modified":"2020-05-09T20:07:37","modified_gmt":"2020-05-09T18:07:37","slug":"lettera-aperta-allarcivescovo-di-milano-mario-delpini-di-padre-luciano-mazzocchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilconfronto.com\/?p=21807","title":{"rendered":"Lettera aperta all\u2019Arcivescovo di Milano Mario Delpini di padre Luciano Mazzocchi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/luciano.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-21808 size-medium\" src=\"https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/luciano-218x300.jpg\" alt=\"\" width=\"218\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/luciano-218x300.jpg 218w, https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/luciano-131x180.jpg 131w, https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/luciano.jpg 243w\" sizes=\"auto, (max-width: 218px) 100vw, 218px\" \/><\/a><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\">Amatissimo Arcivescovo Mario, nella festa di Santa Caterina patrona d&#8217;Italia, la speranza potente, mistica, creativa di questa donna ritorni ad animare la nostra Chiesa e societ\u00e0 italiana.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\">Tra le tante voci che le giungono circa la nostra presenza come Chiesa in questo tempo e in questa terra italiana, le chiedo di ascoltare anche la voce di un anziano missionario, gi\u00e0 in Giappone e ora in Milano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\">Subito le confesso che riconosco il valore sacro del luogo della preghiera e soffro quando seduto nel confessionale del Duomo sento e vedo molto pi\u00f9 turismo che preghiera. <\/span><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\">Quando, dopo una faticosa scalata, si approda all&#8217;Abbazia di San Pietro al Monte, viene spontaneo affidare il proprio corpo affaticato all&#8217;abbraccio dell&#8217;edificio sacro e sostare nell&#8217;armonia vetusta e umile di quelle pietre che monaci e pellegrini hanno scolpito, irrorandole di sudore, a volte, anche di gocce di sangue. Infine ci si sente uno con le rocce, con i boschi, con i prati, con il sole, e ovviamente con tutti coloro che hanno pregato in quel luogo \u2026<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\"><span id=\"more-15059\"><\/span>Detto questo, ho avvertito profondo disgusto, una vera ferita, alla frase che in questi giorni i mass media ci hanno riportato come espressione della Conferenza Episcopale Italiana: &#8220;E&#8217; stata violata la libert\u00e0 di culto!&#8221;, perch\u00e9 il 4 maggio non sar\u00e0 ancora permesso radunarci nelle chiese e celebrare la cena del Signore come abbiamo fatto fino al gennaio scorso. Tutti, quel giorno, lo attendiamo ardentemente come patrimonio comune. Come gi\u00e0 le ho scritto, rinchiuso nella mia stanza mi domando se io non sia un codardo, perch\u00e9 nel frattempo molti anziani, dopo una vita di fede robusta e generosa, si trovano ad esalare l&#8217;ultimo respiro senza la carezza dei loro cari e senza che un sacerdote spalmi sul loro corpo la goccia d&#8217;olio che purifica e lenisce le ferite per il passaggio all&#8217;eternit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\">Eppure quella frase: &#8220;E\u2019 stata violata la libert\u00e0 di culto!&#8221;, a noi riportata come espressione della Conferenza Episcopale, lascia profondo disgusto. Qualora ci fosse data la possibilit\u00e0 di scegliere se ritrovarci a celebrare l&#8217;eucaristia prima delle altre aperture, oppure se attendere che prima i bambini possano andare a giocare nel parco, e gli adolescenti ritornare a fare rumore nelle strade, e i neo-laureati attraversare Piazza Duomo con il serto di alloro sul capo, e gli adulti ritornare al lavoro\u2026 non dovremmo forse fare la scelta dell&#8217;attesa? Io non ho mai visto mia madre andare a riposare prima di noi sei figli e di altri due confratelli che, rimasti orfani durante la guerra, i genitori avevano accolto in casa con noi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\">\u00a0\u00a0\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Belice.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-21811 size-medium\" src=\"https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Belice-300x232.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"232\" srcset=\"https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Belice-300x232.jpg 300w, https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Belice-1024x793.jpg 1024w, https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Belice-768x595.jpg 768w, https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Belice-220x170.jpg 220w, https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Belice.jpg 1177w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Le racconto di un vecchio sacerdote, da decenni parroco di Vita, un comune trapanese vicino a Calatafimi. Io ero direttore della Caritas diocesana di Mazara del Vallo (1988-1993) e il vecchio sacerdote mi aveva chiesto di dargli una mano per il servizio pastorale alla sua gente. La cittadina di Vita, distrutta dal terremoto della Valle del Belice nel 1968, era ormai tutta ricostruita, ma la chiesa parrocchiale non ancora. Si celebrava in un capannone sempre gremito di centinaia di fedeli. Gli chiesi come mai, mentre le chiese parrocchiali di altre citt\u00e0 distrutte dallo stesso terremoto erano gi\u00e0 state ricostruite, quella di Vita non ancora. \u201cSono stato io a chiedere esplicitamente alla commissione governativa per la<a href=\"https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/ter-bel.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-21815 size-medium\" src=\"https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/ter-bel-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/ter-bel-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/ter-bel-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/ter-bel-220x146.jpg 220w, https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/ter-bel.jpg 840w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a> ricostruzione che la chiesa fosse l\u2019ultima a essere ricostruita. I bambini in chiesa passano alcune ore la settimana, ma in casa passano giornate e giornate intere. Mi piacerebbe che la ricostruzione si realizzi mentre io sono ancora vivente. Ma non \u00e8 importante. Prima del terremoto, nella bella chiesa che avevamo, veniva meno gente a messa. Adesso il capannone \u00e8 sempre pieno e sono costretto a chiederti di darmi una mano\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\">Per bont\u00e0 di Dio, senza mia scelta, ho vissuto due decenni di vita missionaria in Giappone. Il film Silence di Scorsese ha reso noto a molti la fede dei cristiani nascosti giapponesi, che per oltre due secoli la tramandarono da generazione in generazione senza la presenza di alcun sacerdote, quindi senza la celebrazione eucaristica, pregando di notte per sfuggire alla persecuzione terribile dello sh\u014dgun. Alla nascita di un bambino, il capo famiglia gli versava l\u2019acqua del battesimo sul capo: l\u2019unico sacramento di tutta la sua vita. Riconosciuta la libert\u00e0 di culto nel 1871, i cristiani nascosti, finalmente liberi, costruirono con le loro mani, assecondando quanto dettava la fede ereditata dagli antenati, alcune chiesette umili, dallo stile familiare. Usarono bamb\u00f9, legno, mattone, paglia di riso, ma, a parte queste differenze materiali, sono cos\u00ec simili a San Pietro al Monte o al battistero della Basilica Romana di Agliate.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\">Il 30 giugno del 2018 l\u2019Unesco ne ha inserite 12 nel Patrimonio dell\u2019umanit\u00e0. Bamb\u00f9, terriccio, paglia, legno: patrimonio dell\u2019umanit\u00e0!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\">A conclusione la Sua Parola: \u201cViene l&#8217;ora in cui n\u00e9 su questo monte n\u00e9 a Gerusalemme adorerete il Padre\u2026 in cui i veri adoratori adoreranno in spirito e verit\u00e0&#8221; (Gv 4,21-24).<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\">Amatissimo Arcivescovo, Grazie di cuore.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\" align=\"right\">padre Luciano Mazzocchi, missionario saveriano<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"right\">[views]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Amatissimo Arcivescovo Mario, nella festa di Santa Caterina patrona d&#8217;Italia, la speranza potente, mistica, creativa di questa donna ritorni ad animare la nostra Chiesa e societ\u00e0 italiana. 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