{"id":21646,"date":"2020-04-18T18:47:32","date_gmt":"2020-04-18T16:47:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ilconfronto.com\/?p=21646"},"modified":"2020-04-18T18:52:37","modified_gmt":"2020-04-18T16:52:37","slug":"riscoprire-linteriorita-oltre-il-ritualismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilconfronto.com\/?p=21646","title":{"rendered":"Riscoprire l\u2019interiorit\u00e0, oltre il ritualismo"},"content":{"rendered":"<h6><i><a href=\"https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Vito-Mancuso.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-21647 size-medium\" src=\"https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Vito-Mancuso-300x181.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"181\" srcset=\"https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Vito-Mancuso-300x181.png 300w, https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Vito-Mancuso-220x133.png 220w, https:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Vito-Mancuso.png 620w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Tratto da: <\/i> <a title=\"Vedi tutti gli articoli di questa edizione\" href=\"https:\/\/www.adista.it\/edizione\/4817\"> <span class=\"adista-notizie\">Adista Notizie<\/span> n\u00b0 16 del 25\/04\/2020 <\/a><\/h6>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\">Celebrare la fede nel tempo della pandemia da coronavirus \u00e8\u00a0 il tema che \u00e8 stato discusso nell&#8217;intervista di Luca Kocci il 17\u00a0 Aprile 2020\u00a0 con <strong>Vito Mancuso<\/strong>, filosofo e teologo, gi\u00e0 docente di Teologia moderna e contemporanea presso la Facolt\u00e0 di Filosofia dell\u2019Universit\u00e0 San Raffaele di Milano e di Storia delle dottrine Teologiche presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Padova, autore di numerosi volumi di grande successo di pubblico, l\u2019ultimo dei quali, edito da Garzanti, \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.garzanti.it\/libri\/vito-mancuso-la-forza-di-essere-migliori-9788811675730\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>La forza di essere migliori<\/em><\/a>.<\/span><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\"><strong>Mancuso, ormai da oltre un mese assistiamo a celebrazioni eucaristiche senza la partecipazione dei fedeli. Ha senso celebrare la messa senza popolo? <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\">In realt\u00e0 ci sono preti che dicono messa da soli regolarmente. Certo diventa un\u2019altra cosa. Si trasforma in una preghiera individuale del celebrante che, secondo la teologia cattolica, pu\u00f2 diventare un grande momento di intercessione per tutti coloro che vorrebbero partecipare ma non possono farlo. Ripeto \u00e8 un\u2019altra cosa rispetto ai banchetti rituali intorno ai quali \u00e8 nata la comunit\u00e0 cristiana: i credenti si riunivano, mangiavano insieme e facevano memoria di Cristo morto e risorto. Viene meno la dimensione comunitaria. Per\u00f2 chi sono io per dire che non abbia senso? Per un prete ha senso celebrare anche senza popolo: una presenza solitaria di fronte al mistero, come \u00e8 stata in fondo, per secoli, la messa tridentina. Anzi si pu\u00f2 recuperare il valore di quella tradizione, che per secoli ha generato una piet\u00e0 eucaristica religiosa, con il prete che non era immediatamente al cospetto del popolo, ma era al cospetto di Dio. Per cui non c\u2019\u00e8 bisogno di recitare le parole perch\u00e9 qualcuno le capisca, non c\u2019\u00e8 bisogno di fare gesti teatrali, non c\u2019\u00e8 bisogno di essere pedagogo di nessuno, devo essere pedagogo di me stesso. Quindi per molti preti pu\u00f2 essere anche un momento di conversione. Io credo che se riuscissimo a capire che ha valore sia la celebrazione eucaristica con i fedeli, sia la messa senza popolo, recuperando il valore che possono trasmettere entrambe le impostazioni, faremmo un passo in avanti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\"><strong>Questo vale per il prete. Ma i fedeli che non possono partecipare al banchetto eucaristico, quali forme di celebrazione o di preghiera possono riscoprire? <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\">Il valore della Parola. O anche il silenzio. L\u2019esperienza religiosa, non solo quella cristiana ma quella umana, contempla da sempre una dimensione comunitaria. Non c\u2019\u00e8 nessuna religione che non abbia nel proprio codice genetico la dimensione comunitaria. Ma non c\u2019\u00e8 religione che non abbia anche la dimensione individuale. Ci sono forme varie di presenza, di celebrazione comunitaria, di riti, ma anche insegnamenti che invitano a raccogliersi in se stessi. \u00c8 quello che dice Ges\u00f9 nel capitolo 6 del Vangelo di Matteo: \u00abTu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenser\u00e0\u00bb. Questo segreto, questa cripta, \u00e8 la nostra interiorit\u00e0. La connessione con Dio \u00e8 lo spirito, e questo attiene alla solitudine. Fare silenzio di fronte al cielo, di fronte ad una pianta, ad una pietra, ad una nuvola, diventa una forma di celebrazione dell\u2019esserci.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\"><strong>E le celebrazioni comunitarie nelle case, come del resto faceva il popolo di Israele in esilio, oppure le comunit\u00e0 cristiane prima dell\u2019\u00e8ra costantiniana? <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\">Sarebbe bellissimo. La Chiesa cattolica dovrebbe incoraggiare queste forme di celebrazione. Molti gi\u00e0 lo fanno quotidianamente, si raccolgono insieme, leggono una pagina di Vangelo, spezzano il pane vero. Certo il monopolio clericale quando sente queste cose reagisce in maniera aggressiva e reprime sul nascere queste forme di celebrazione, perch\u00e9 appunto viene meno il monopolio. Ma secondo me quella che abbiamo davanti \u00e8 un\u2019occasione propizia per riscoprire queste forme.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\"><strong>Del resto \u00e8 la dimensione e la pratica di numerose comunit\u00e0 sparse in molte parti del mondo, dove non \u00e8 possibile celebrare la messa quotidiana\u2026 <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\">Esattamente. Penso all\u2019Amazzonia, o ai cristiani hanno vissuto in regimi totalitari comunisti dove non si poteva celebrare l\u2019eucaristia. In fondo qual \u00e8 la finalit\u00e0 ultima del rito? Forse quella di riempire le chiese? Di fare una bella processione? Di cantare tutti insieme? Secondo me la finalit\u00e0 ultima del rito \u00e8 quella di riempire l\u2019anima del singolo individuo di spirito, cos\u00ec da essere davvero in comunione con il divino. Un divino che si pu\u00f2 pensare come Signore Ges\u00f9, come Spirito, ma anche in altri modi e in altre forme. La cartina di tornasole che fa capire se l\u2019esperimento \u00e8 riuscito oppure no \u00e8 l\u2019anima del singolo, non la bella celebrazione collettiva. Quello \u00e8 ritualismo, il rito per se stesso. I riti sono un grande momento, un laboratorio dove avvengono delle cose. Ma la reazione chimica che deve avvenire \u00e8 la trasformazione dell\u2019anima del singolo, della coscienza, dell\u2019interiorit\u00e0 che entra in comunione con il divino. Dovremmo ricordarcene anche quando torneremo a celebrare insieme, affinch\u00e9 ci sia profonda spiritualit\u00e0 e non vuoto formalismo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\"><strong>Quindi questo \u00e8 un momento propizio? <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\">Pu\u00f2 esserlo. Questo tempo, Cronos, se lo si interpreta bene, pu\u00f2 diventare un Kairos, un momento propizio. Certo pu\u00f2 diventare anche un momento sfavorevole. Le situazioni limite sono cos\u00ec: ti possono distruggere o ti possono elevare, a seconda di come si vivono, di come si interpretano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\"><strong>A proposito del celebrare senza popolo, che impressione hai avuto dell\u2019immagine di papa Francesco solo in piazza San Pietro? <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua, palatino, serif; font-size: 14pt;\">Un\u2019icona potentissima della spiritualit\u00e0 di questo tempo. Una manifestazione dell\u2019impotenza del divino e della religione, come \u00e8 stato per la Shoah. Scoprirsi impotenti, soli, vuoti, desolati. Io credo che questa sia la via di accesso. Lo cantava anche Leonard Cohen: \u201cC\u2019\u00e8 una crepa in ogni cosa. Ed \u00e8 da l\u00ec che entra la luce\u201d. La ferita profonda pu\u00f2 diventare feritoia da cui entra la luce.<\/span><\/p>\n<p>[views]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tratto da: Adista Notizie n\u00b0 16 del 25\/04\/2020 Celebrare la fede nel tempo della pandemia da coronavirus \u00e8\u00a0 il tema che \u00e8 stato discusso nell&#8217;intervista di Luca Kocci il 17\u00a0 Aprile 2020\u00a0 con Vito Mancuso, filosofo e teologo, gi\u00e0 docente di Teologia moderna e contemporanea presso la Facolt\u00e0 di Filosofia dell\u2019Universit\u00e0 San Raffaele di Milano [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1248,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,6],"tags":[],"class_list":["post-21646","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-attualita","category-fede"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ilconfronto.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21646","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ilconfronto.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ilconfronto.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilconfronto.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1248"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilconfronto.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=21646"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ilconfronto.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21646\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ilconfronto.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=21646"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilconfronto.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=21646"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilconfronto.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=21646"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}