{"id":11262,"date":"2013-03-13T22:58:57","date_gmt":"2013-03-13T20:58:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilconfronto.com\/?p=11262"},"modified":"2013-03-14T17:09:41","modified_gmt":"2013-03-14T15:09:41","slug":"jorge-mario-bergoglio-e-il-266-papa-col-nome-di-francesco-i","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilconfronto.com\/?p=11262","title":{"rendered":"Jorge Mario Bergoglio \u00e8 il 266 Papa col nome di Francesco ."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Bergoglio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-11263\" alt=\"Bergoglio\" src=\"http:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Bergoglio.jpg\" width=\"125\" height=\"170\" \/><\/a><a title=\"Elezione Papa Francesco I\" href=\" http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=EqXd2ua529U&amp;feature=player_detailpage\" rel=\"wp-video-lightbox\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" alt=\"www.ilconfronto.com\" src=\" http:\/\/www.ilconfronto.com\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/papa-francesco-bergoglio-copia.jpg\" width=\"280\" height=\"178\" \/><\/a><span style=\"font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;\">Jorge Mario Bergoglio \u00e8 il 266 Papa, il primo pontefice sudamericano della storia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;\">Il nome scelto, <strong>Francesco <\/strong>, \u00e8 indicazione e speranza perch\u00e8 si colmi la voragine tra la Chiesa e i poveri.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;\">Argentino, ma di origini Italiane ( Piemontese, figlio di un ferroviere Astigiano ),gesuita, sicuramente non tra i favoriti dai vari \u201d toto-papa\u201d \u00e8 stato eletto al 5\u00b0 scrutinio, dopo essere stato 2\u00b0 nel concistoro che scelse Papa Benedetto XVI.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;\">Si \u00e8 presentato con semplicit\u00e0 a una piazza S. Pietro gremita come non mai, calamitando la simpatia della folla quando ha detto : \u201c<span style=\"font-family: comic sans ms,sans-serif;\">Sono andati a prendere un Papa alla fine del mondo<\/span>\u201c<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;\">Le prime parole: \u201c<span style=\"font-family: comic sans ms,sans-serif;\">Buonasera<\/span>\u201c\u2026\u201d<span style=\"font-family: comic sans ms,sans-serif;\">Preghiamo per Benedetto XVI<\/span>\u2026\u201d Ancora la richiesta, corrisposta, di una breve pausa di silenzio per una preghiera corale di tutta la piazza. Poi il saluto: \u201c<span style=\"font-family: comic sans ms,sans-serif;\">Ci vediamo presto, domani voglio andare a pregare la Madonna per tutta Roma. Buona notte e buon riposo.\u201c<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff; font-family: arial black,avant garde;\">La biografia<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: small;\">Il nuovo Pontefice Jorge Mario Bergoglio, gesuita argentino, finora arcivescovo di Buenos Aires, Ordinario per i fedeli di rito orientale residenti in Argentina e sprovvisti di Ordinario del proprio rito, \u00e8 nato a Buenos Aires il 17 dicembre 1936, da una famiglia di origine piemontese, Mario, impiegato ferroviere e Regina Sivori, casalinga, genitori di cinque figli. Ha studiato e si \u00e8 diplomato come tecnico chimico, ma poi ha scelto il sacerdozio ed \u00e8 entrato nel seminario di Villa Devoto. L&#8217;11 marzo 1958 \u00e8 passato al noviziato della Compagnia di Ges\u00f9, ha compiuto studi umanistici in Cile e nel 1963, di ritorno a Buenos Aires, ha conseguito la laurea in filosofia presso la Facolt\u00e0 di Filosofia del collegio massimo \u00abSan Jos\u00e9\u00bb di San Miguel.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: small;\">Fra il 1964 e il 1965 \u00e8 stato professore di letteratura e di psicologia nel collegio dell&#8217;Immacolata di Santa Fe e nel 1966 ha insegnato le stesse materie nel collegio del Salvatore di Buenos Aires.Dal 1967 al 1970 ha studiato teologia presso la Facolt\u00e0 di Teologia del collegio massimo \u00abSan Jos\u00e9\u00bb, di San Miguel, dove ha conseguito la laurea. Il 13 dicembre 1969 \u00e8 stato ordinato sacerdote. Nel 1970-71 ha compiuto il terzo probandato ad Alcal\u00e1 de Henares (Spagna) e il 22 aprile 1973 ha fatto la sua professione perpetua.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: small;\">\u00c8 stato maestro di novizi a Villa Barilari, San Miguel (1972-1973), professore presso la Facolt\u00e0 di Teologia, Consultore della Provincia e Rettore del collegio massimo. Il 31 luglio 1973 \u00e8 stato eletto Provinciale dell&#8217;Argentina, incarico che ha esercitato per sei anni. Fra il 1980 e il 1986 \u00e8 stato rettore del collegio massimo e delle Facolt\u00e0 di Filosofia e Teologia della stessa Casa e parroco della parrocchia del Patriarca San Jos\u00e9, nella Diocesi di San Miguel. Nel marzo 1986 si \u00e8 recato in Germania per ultimare la sua tesi dottorale; quindi i superiori lo hanno destinato al collegio del Salvatore, da dove \u00e8 passato alla chiesa della Compagnia nella citt\u00e0 di Cordoba come direttore spirituale e confessore.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: small;\">Il 20 maggio 1992 Giovanni Paolo II lo ha nominato Vescovo titolare di Auca e Ausiliare di Buenos Aires. Il 27 giugno dello stesso anno ha ricevuto nella cattedrale di Buenos Aires l&#8217;ordinazione episcopale dalle mani del Cardinale Antonio Quarracino, del Nunzio Apostolico Monsignor Ubaldo Calabresi e del Vescovo di Mercedes-Luj\u00e1n, Monsignor Emilio Og\u00f1\u00e9novich.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: small;\">Il 3 giugno 1997 \u00e8 stato nominato Arcivescovo Coadiutore di Buenos Aires e il 28 febbraio 1998 Arcivescovo di Buenos Aires per successione, alla morte del Cardinale Quarracino. Diventa cos\u00ec Primate d&#8217;Argentina. Dal 6 novembre dello stesso anno \u00e8 anche ordinario per i fedeli di rito orientale in Argentina che non possono contare su un Ordinario del loro rito. <\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: small;\">Da Giovanni Paolo II creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 21 febbraio 2001, del Titolo di San Roberto Bellarmino. <\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: small;\">Da Cardinale \u00e8 stato Relatore Generale aggiunto alla 10\u00aa Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi (ottobre 2001). Ha partecipato nel Conclave del 18 e 19 aprile del 2005. Ha partecipato ed \u00e8 membro del Consiglio post sinodale dell\u2019XI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, dal 2 al 23 ottobre del 2005.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff; font-family: arial black,avant garde;\"><strong>L&#8217;ultina Omelia da cardinale<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>Mercoled\u00ec delle Ceneri 2013\u00a0 \u201cStrappate cuori, guarite mondo\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Attraverso i mezzi di comunicazione, piano piano ci abituiamo a sentire e a vedere la cronaca nera della societ\u00e0 contemporanea, che si presenta quasi come una gioia malvagia, e ci abituiamo anche a toccarla e sentirla nelle cose che ci circondano e nella nostra propria carne. Il dramma si sente nelle strade, nei quartieri, nella nostra casa e, perch\u00e9 no, nel nostro cuore. Conviviamo con la violenza che uccide, che distrugge le famiglie, ravviva le guerre e i conflitti in tanti Paesi del mondo. Conviviamo con<strong> l\u2019invidia, l\u2019odio, la calunnia<\/strong>, la mondanit\u00e0 nel nostro cuore. La sofferenza degli innocenti e della gente mite non smette di schiaffeggiarci, il disprezzo per i diritti delle persone e dei popoli pi\u00f9 fragili non sono cos\u00ec lontani da noi; l\u2019impero del danaro con gli effetti perversi rappresentati dalla droga, dalla corruzione, dalla tratta delle persone \u2013 compresi i bambini \u2013 assieme alla miseria materiale e morale sono situazioni di ogni giorno. La distruzione di un lavoro degno, le migrazioni dolorose e la mancanza di futuro sono parte di questo insieme di difficolt\u00e0. I nostri errori e peccati come Chiesa non rimangono fuori da questo grande panorama. Gli egoismi personali giustificati, e non per questo pi\u00f9 piccoli<strong>, la mancanza di valori etici<\/strong> nel seno della societ\u00e0 che distrugge le famiglie, la convivenza tra le persone dei quartieri, dei popoli e delle citt\u00e0 ci parlano dei nostri limiti, della nostra debolezza e della nostra incapacit\u00e0 per poter trasformare questo elenco immenso di realt\u00e0 distruttrici. La trappola dell\u2019impotenza ci porta a pensare. Ha senso cercare di cambiare tutto questo? Possiamo fare qualcosa di fronte a questa situazione? Vale la pena cercare di farlo quando il mondo continua la sua carnevalata mascherando tutto per un po\u2019 di tempo? Quando cade la maschera compare la verit\u00e0 e, anche se per molti pu\u00f2 sembrare anacronistico, ricompare il peccato che ferisce la nostra carne con tutta la sua forza di distruzione, cambiando i destini del mondo e della storia. <strong>La Quaresima si presenta come grido di verit\u00e0 e di speranza<\/strong>, e ci risponde di s\u00ec, che \u00e8 possibile non dover truccarci e disegnare nei nostri volti sorrisi di plastica come se niente fosse. S\u00ec, \u00e8 possibile che tutto sia nuovo e diverso perch\u00e9 Dio continua ad essere \u00abricco di bont\u00e0 e misericordia, sempre disposto a perdonare\u00bb e ci incoraggia a ricominciare una e pi\u00f9 volte. Oggi, ancora una volta, siamo invitati a intraprendere un cammino pasquale verso la Vita, cammino che comprende la croce e la rinuncia, che sar\u00e0 scomodo ma non sterile. Siamo invitati a riconoscere che c\u2019\u00e8 qualcosa che non va bene in noi stessi, nella societ\u00e0 o nella Chiesa, siamo invitati a cambiare, a dare una sterzata nelle nostre vite, a convertirci. Oggi sono piene di sfida <strong>le parole del profeta Gioele: strappate il vostro cuore, non le vostri vesti e convertitevi al Signore vostro Dio.<\/strong> Queste parole sono un invito a tutti, nessuno escluso. Strappate il cuore e non le vesti di una penitenza artificiale senza garanzie di futuro. Strappate i cuori per dire con il salmo \u00abAbbiamo peccato\u00bb. \u00abLa ferita dell\u2019anima \u00e8 il peccato. Oh, povero ferito, riconosci il tuo dottore! Mostra le piaghe delle tue colpe. E visto che a Lui non si possono nascondere i nostri pensieri pi\u00f9 intimi, fai sentire il gemito del tuo cuore. Cerca la Sua compassione con le tue lacrime, con la tua insistenza, importunalo! Che ascolti i tuoi sospiri, che il tuo dolore arrivi fino a Lui, in modo che, alla fine, possa dirti: Il Signore ha perdonato il tuo peccato\u00bb (San Gregorio Magno). Questa \u00e8 la realt\u00e0 della nostra condizione umana. Questa \u00e8 la verit\u00e0 che pu\u00f2 avvicinarci alla nostra autentica riconciliazione con Dio e con gli uomini. Non si tratta di screditare l\u2019autostima ma di penetrare nel pi\u00f9 profondo dei nostri cuori e farci carico del mistero della sofferenza e del dolore che ci lega da secoli, da migliaia di anni, da sempre.<strong> Strappate i cuori<\/strong> affinch\u00e9 da quella fessura possiamo guardarci veramente. Strappate i cuori, <strong>aprite i cuori<\/strong>, perch\u00e9 solo in un cuore strappato e aperto pu\u00f2 entrare l\u2019amore del Padre. Strappate i cuori, dice il profeta, e Paolo ci chiede \u00ab<strong>Lasciatevi riconciliare con Dio<\/strong>\u00bb. Cambiare il modo di vivere \u00e8 segno e frutto del cuore strappato e riconciliato da un amore che va oltre noi stessi. Questo \u00e8 l\u2019invito, di fronte alle tante ferite che ci danneggiano e che ci possono portare alla tentazione di indurirci. Strappate il cuore per sentire l\u2019eco delle tante vite lacerate e che l\u2019indifferenza non ci renda insensibili. Strappate il cuore per poter amare con l\u2019amore con il quale siamo amati, consolare con la consolazione con la quale siamo consolati e condividere ci\u00f2 che abbiamo ricevuto. Questo tempo liturgico non \u00e8 solo per noi, ma anche per la trasformazione della nostra famiglia, della nostra comunit\u00e0, della nostra Chiesa, della nostra Patria, del mondo intero. Sono quaranta giorni per convertirci alla santit\u00e0 medesima di Dio; per convertirci in collaboratori che ricevono la grazia e la possibilit\u00e0 di ricostruire la vita umana, affinch\u00e9 l\u2019uomo possa sperimentare la salvezza che Cristo ci offr\u00ec con morte e resurrezione. Con preghiere e penitenza, ci disponiamo a iniziare come in passato il Gesto quaresimale di solidariet\u00e0. Come Chiesa di Buenos Aires serve che dai nostri cuori germogli la grazia e il gesto che dia sollievo al dolore di tanti fratelli che camminano con noi. \u00abNessun atto di virt\u00f9 pu\u00f2 essere grande se da questo non scaturisce un beneficio per il prossimo. Anche se passi la tua giornata a digiunare, anche se dormi sul duro pavimento e mangi cenere, e sospiri in continuazione,<strong> se non fai del bene agli altri, non fai niente di grande<\/strong> (San Giovanni Crisostomo). Questo anno di fede \u00e8 l\u2019opportunit\u00e0 che Dio ci regala per maturare nell\u2019incontro con il Signore, che si rende visibile nel viso sofferente di tanti bambini senza futuro, nelle mani tremanti degli anziani dimenticati e nelle ginocchia vacillanti delle tante famiglie che continuano a far fronte alla vita senza trovare sostegno in nessuno. Vi auguro una Santa Quaresima, penitenziale e feconda, e, per favore, vi chiedo di pregare per me. Che Ges\u00f9 vi benedica e la Madonna vi protegga.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Jorge Mario Bergoglio \u00e8 il 266 Papa, il primo pontefice sudamericano della storia. Il nome scelto, Francesco , \u00e8 indicazione e speranza perch\u00e8 si colmi la voragine tra la Chiesa e i poveri. 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