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Vangelo del giorno
Venerdì 27 Novembre 2020
In quel  tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:
«Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».


(Lc. 21,29-33)
Bibbia – CEI 2008
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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:

Ricordando Alda Merini

"Corpo d’amore."

Dicono che le sorgenti d’amore siano le lacrime ma il pianto non è che un umile lavacro dei tuoi pensieri. (…) Tu sei un Dio materno e plurimo, un Dio che si disconosce e che si converte, un Dio buono come l’odio e la gelosia, un Dio umano che si è fatto croce, che si è fatto silenzio, un Dio che si converte in estasi ma che conosce il mistero della collera (…)

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II° CONCILIO DI COSTANTINOPOLI



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II° CONCILIO DI NICEA



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I° CONCILIO LATERANENSE



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II° CONCILIO DI LIONE



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CONCILIO DI BASILEA



V CONCILIO LATERANENSE


CONCILIO DI TRENTO



CONCILIO VATICANO I°

 

È online il nuovo sito consultabile al seguente indirizzo: http://www.laikos.it/
LIBRETTI LITURGIE
Novena di Natale notte-di-natale Settimana Santa: D.Palme e Giovedì Santo 2011

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Settimana Santa: Venerdì e Veglia Pasquale 2011

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  ANNO 2016

Settimana Santa: Domenica dellePalme e Giovedì Santo

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Settimana Santa: Venerdì Santo – Pasqua di Resurrezione 

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PARTITURE CANTI
TEMPO DI AVVENTO E NATALE
U Verbu di Dio In-mezzo-al-silenzio Regem venturum
il-Signore-manifestò gioiscano-i-cieli
canto-profetico
TEMPO DI QUARESIMA E PASQUA
Partitura coro Soprani Contralti Tenori Bassi Solista midi CORO midiSOP. midiCONT. midiTEN. midiBASSI mp3miny
O capo insanguinato Soprani Contralti Tenori Bassi
Tu sei Parola Soprani Contralti Tenori Bassi
Alto e- glorioso Dio Soprani Contralti Tenori Bassi Solista
Venite all’acqua Soprani Contralti Tenori Bassi Solista
Stabat Mater Soprani Contralti Tenori Bassi STABAT
Nostra gloria è la croce Soprani Contralti Tenori Bassi Solista
Pueri Hebraeorum Soprani Contralti Tenori Bassi coro sop contr ten bas
Santo Soprani Contralti Tenori Bassi
Ecco io Vengo ( S.39) Soprani Contralti Tenori Bassi Solista
Padre Nostro Soprani Contralti Tenori Bassi Pad.N.
Gloria a Te nei secoli Soprani Contralti Tenori Bassi
Padre mio Soprani Contralti Tenori Bassi
Perché m’hai abbandonato Soprani Contralti Tenori Bassi Mio Dio
Davanti al re Soprani Contralti Tenori Bassi
Vi do un comandamento Soprani Contralti Tenori Bassi
Lavatevi i piedi tra voi Soprani Contralti Tenori Bassi
Ecco l’Uomo Soprani Contralti Tenori Bassi
Aghios o Teòs Soprani Contralti Tenori Bassi
Super flumina Babylonis Soprani Contralti Tenori Bassi Solista
Crucem tuam Soprani Contralti Tenori Bassi
Dell’Amore del Signore Soprani Contralti Tenori Bassi
Cantico del mare Soprani Contralti Tenori Bassi Solista
Cristo nostra Pasqua Soprani Contralti Tenori Bassi Coro Sop. Cont. Ten. Bassi
TEMPO ” per annum”
Partitura coro Soprani Contralti Tenori Bassi Solista midi midi midi midi midi mp3miny
Dall’aurora Soprani Contralti Tenori Bassi
Sigillo sul mio cuore 1° e 2° Voci Sigillo
La vera gioia 1° e 2° Voci Ten. + Bas.
Canterò la mia debolezza Soprani Contralti Tenori Bassi Canterò
Te al centro del mio cuore Soprani Contralti Tenori Bassi
Cantate al Signore un canto nuovo Soprani Contralti Tenori Bassi Soprani Contralti Tenori Bassi Cantate
Lauda della Sapienza Soprani Contralti Tenori Bassi Lauda
Cantiamo al Signor Soprani Contralti Tenori Bassi Cantiamo
Ritornerò da mio Padre Soprani Contralti Tenori Bassi
Lodi all’altissimo Soprani Contralti Tenori Bassi Solista
Alleluja Irlandese Soprani Contralti Tenori Bassi
Santus Coro Soprani Contralti Tenori Bassi Soprani Contralti Tenori Bassi Santus
Rallegrati Figlia di Sion Soprani Contralti Tenori Bassi Rallegrati
Cristo servo obbediente Soprani Contralti Tenori Bassi Soprani Contralti Tenori Bassi Cristo S. obb.
Alleluja Händel Soprani Contralti Tenori Bassi Soprani Contralti Tenori Bassi Alleluia
Sanctus (Gregoriano) Soprani Contralti Tenori Bassi Sanctus Sanctus Sanctus Sanctus Sanctus
Gloria (dal Laudario di Cortona) Voci ( S-C-T-B) G.Sop. G.Cont. G.Ten. G. Bas. Gloria
Agnus Dei (Liber. dal Gregoriano) Voci ( S-C-T-B-) Sop/Sol. Contralti Tenori Bassi Agnus dei
Su venite e discutiamo Soprani Contralti Tenori Bassi Su venite
O Madre del Signore Soprani Contralti Tenori Bassi O Madre
Vieni santo Spirito Soprani Contralti Tenori Bassi Vieni S. Spirito
Santo,Santo è il Signore ( C+F ) Soprani Contralti Tenori Bassi Santo
Dammi Signore un’ala di riserva Un’ala di riserva
Come ti ama Dio (Partitura) Voci Come ti ama Dio
Gloria in excelsis Deo 2010 Gloria in excelsis
Mio Dio non dimenticarti di me Soprani Contralti Tenori Bassi Mio Dio non dimenticarti di me
Se avessi mai commesso Soprani Contralti Tenori Bassi
Sanctus – quaresima 2011 Soprani Contralti Tenori Bassi
Andate vi mando come agnelli in mezzo ai lupi        
Come una cerva anela ai corsi d’acqua        
Il Tuo volto,Signore, io cerco        
Se qualcuno vuol venire dietro a me        
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Io Francesco piccolo ….
In questo box il Testo del Teatro-Musica " Io Francesco piccolo ... l'ultimo dei minori"

( Cliccando sulla locandina è possibile aprire il file del "copione" e/o scaricarlo)

Di seguito alcune clip video di prova.

( Cliccando sull' icona della clip è possibile aprire il video) www.ilconfronto.com
PRIMA PARTE: La conversione- La spogliazione.


SECONDA PARTE: la regola.


TERZA PARTE: Francesco e Chiara: " Audite poverelle"
Kenosis-Passio Domini
Cliccando sulle tre icone puoi vedere i tre filmati "Staba Mater" e " Passio Domini" " Apocalypsis Die " eseguiti a Castelbuono il 21 Aprile 2004 ore 20,30 nella Chiesa di San Francesco. - Cliccando sull'icona " Kenosis" potrai leggere o scaricare il libretto dei testi in pdf,
Passio Domini www.ilconfronto.com

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“Dove va la chiesa?”

 

Dove va la chiesa? Ogni tanto è bene fermarsi e tornare ai fondamenti, chiedendosi: “Chi è la chiesa?”. La chiesa, ekklesía, è un’assemblea di ekkletoí, una realtà di uomini e donne che Dio chiama, distingue dagli altri attraverso la sua Parola; una realtà plasmata dal Vangelo di Gesù Cristo; una realtà costantemente edificata in un corpo dallo Spirito santo (cf. Ef 2,22). Ecco chi è la chiesa. E dico “chi”, non “che cosa”, perché la chiesa è un soggetto, una creatura, una persona mistica.
Ma la chiesa, creatura Verbi, realtà che è nata e sempre nasce dalla Parola di Dio, vive nel mondo, nella storia e a servizio dell’umanità intera. Non è un luogo segnato dal privilegio della chiamata, ma piuttosto contraddistinto dalla responsabilità verso tutti gli altri. Come il popolo santo dell’antica alleanza è un popolo scelto da Dio in Abramo affinché la benedizione di Dio giunga a tutte le genti (cf. Gen 12,2-3), così la chiesa è chiamata a portare la salvezza al mondo intero. Per questo la chiesa è costitutivamente luogo di dialogo: luogo della parola che si lascia attraversare da un’altra parola; luogo in cui si intrecciano linguaggi e cammini di comunione; luogo in cui regna la comunicazione.
Chiamati al dialogo con Dio, i cristiani hanno il compito di intessere un dialogo anche con tutti gli altri esseri umani. Questa è la loro funzione sacerdotale tra le genti della terra (cf. 1Pt 2,5.9; Es 19,6), la loro ragion d’essere: l’essere strumento di dialogo e riconciliazione. Per questo la chiesa nata a Pentecoste è un realtà che sa esprimere la buona notizia nelle diverse lingue della terra (cf. At 2,1-11). Subito la chiesa per bocca di Pietro e degli altri proclama il Cristo risorto e vivente, e ciascuno sente risuonare l’annuncio nella propria lingua. Nella mattina di Pentecoste le persone presenti a Gerusalemme non devono assumere un’altra lingua, ma è la chiesa che annuncia il Vangelo nella loro lingua, dunque fa innanzitutto un passo di dialogo attraverso il suo linguaggio.
Sì, la chiesa nasce dialogica, è per sua natura capace di un dialogo plurale con le diverse culture e genti della terra a cui è inviata: “Mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra” (At 1,8), dice il Risorto agli Undici. Non è un caso che la chiesa abbia subito saputo dialogare con il mondo, addirittura con il mondo a lei ostile dell’impero romano, in un’epoca in cui, a fasi alterne, subiva una persecuzione a tratti persino cruenta. Anche in quei primi tre secoli i cristiani hanno dialogato con i cittadini dell’impero, con la cultura filosofica pagana, con le diverse genti del Mediterraneo. Gli scritti di apologeti come Giustino e di padri come Clemente Alessandrino e Basilio ne danno ampia testimonianza.
I cristiani si mostravano cittadini leali verso l’autorità politica romana, pregavano per essa, si sottomettevano alle leggi (cf. Rm 13,1-7) e cercavano di vivere in pace con tutti. Ma dobbiamo confessare con umiltà che, a partire dal IV secolo, talvolta questo atteggiamento è stato smentito dagli stessi cristiani e la chiesa non sempre è stata luogo di dialogo. Soprattutto nella difesa della verità – come affermò con coraggio Giovanni Paolo II durante il giubileo del 2000 – i cristiani hanno assunto metodi in contraddizione con la verità di Cristo e con il suo spirito. Invece del dialogo abbiamo praticato l’esclusione; invece dell’ascolto delle differenze la condanna; invece della comprensione o della tolleranza addirittura la persecuzione di chi era “altro”: gli ebrei, gli “eretici” e, più in generale, chiunque mostrasse una diversità di opinioni, di etica, di fede.
Infine, dopo tre secoli in cui la chiesa era stata spaventata dalla modernità, dall’illuminismo, dalla rivoluzione francese e poi dalla laicità e dall’ostilità dei grandi imperi e delle ideologie totalitarie, ecco arrivare papa Giovanni XXIII, il Concilio Vaticano II, Paolo VI. Papa Giovanni fece nuovamente del dialogo l’atteggiamento della chiesa: dialogo con i “fratelli separati”, si diceva allora dei cristiani non cattolici; dialogo con gli ebrei dopo secoli di ostilità; dialogo con gli uomini non cristiani e non credenti… E qui mi corre l’obbligo di ricordare, accanto alla costituzione conciliare Gaudium et spes, anche un’enciclica di Paolo VI oggi purtroppo dimenticata: l’Ecclesiam suam (6 agosto 1964). La sua terza parte è dedicata proprio al dialogo che la chiesa, per la sua stessa natura, deve intrattenere. Da questo splendido testo cito alcune parole che accesero il cuore di tanti di noi, che lo fecero ardere di gioia e di commozione, perché vedevamo in esse l’aggiornamento, la riforma voluta da papa Giovanni e dal Concilio, confermata e indicata da Paolo VI:
Daremo a questo interiore impulso di carità, che diventa dono esteriore di carità, il nome di dialogo. La chiesa deve venire a dialogo col mondo in cui si trova a vivere. La chiesa si fa parola; la chiesa si fa messaggio; la chiesa si fa colloquio … Ancor prima di convertire il mondo, bisogna accostarlo e parlargli … L’origine del dialogo si trova nell’intenzione stessa di Dio. Il dialogo deve ricominciare ogni giorno; e da noi prima che da coloro a cui è rivolto (§§ 66-67.70.72.79).
Queste parole di Paolo VI sono coraggiose, ferme, convinte e piene del Vangelo e dei sentimenti di Cristo. A partire da questa intuizione centrale, il papa tracciava nell’enciclica alcuni cerchi, di costante attualità:
• dialogo con tutto ciò che umano e con tutta l’umanità. Questo in vista dell’umanizzazione, compito comune a cristiani e non cristiani; in vista della pace, dono supremo per l’umanità;
• dialogo con tutti i credenti in Dio, i cercatori di Dio nelle altre religioni;
• dialogo con i fratelli cristiani non cattolici;
• dialogo all’interno della chiesa tra pastori e fedeli, tra doni diversi, tra le diverse componenti della chiesa.
In quest’ottica, ci possiamo lasciare con le parole di un mirabile testo delle origini cristiane, indirizzato da un anonimo credente in Cristo a un certo Diogneto:
I cristiani non si distinguono dagli altri uomini né per territorio, né per lingua, né per abiti. Non abitano neppure città proprie, né usano una lingua particolare, … ma testimoniano uno stile di vita mirabile e, a detta di tutti, paradossale … Risiedono nella loro patria ma come stranieri domiciliati (pároikoi); a tutto partecipano come cittadini e a tutto sottostanno come stranieri (xénoi); ogni terra straniera è patria per loro e ogni patria è terra straniera. Si sposano come tutti e generano figli, ma non espongono i loro nati. Mettono in comune la tavola, ma non il letto … Dio ha assegnato loro una missione così importante che essi non possono disertare (A Diogneto V,1-2.4-7; VI,10).

(Enzo Bianchi- “Vita Pastorale” – Luglio 2020)

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