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Vangelo del giorno

Lunedì 17 Febbraio 2020


In quel tempo, vennero i farisei e si misero a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova.Ma egli sospirò profondamente e disse:


«Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno».


Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva.


(Mc 8,11-13)

Bibbia – CEI 2008

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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:

Ricordando Alda Merini

"Corpo d’amore."

Dicono che le sorgenti d’amore siano le lacrime ma il pianto non è che un umile lavacro dei tuoi pensieri. (…) Tu sei un Dio materno e plurimo, un Dio che si disconosce e che si converte, un Dio buono come l’odio e la gelosia, un Dio umano che si è fatto croce, che si è fatto silenzio, un Dio che si converte in estasi ma che conosce il mistero della collera (…)

Libri da leggere

 

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Racconti di un pellegrino russo

Il piccolo Principe

Il gabbiano Jonathan Livingston

Dio su una Harley

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Recensione libri

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Concili nei secoli

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I° CONCILIO DI NICEA



I° CONCILIO DI COSTANTINOPOLI



I° CONCILIO DI EFESO



I° CONCILIO DI CALCEDONIA



II° CONCILIO DI COSTANTINOPOLI



III° CONCILIO DI COSTANTINOPOLI



II° CONCILIO DI NICEA



IV° CONCILIO DI COSTANTINOPOLI



LETTERA A DIOGNETO


I° CONCILIO LATERANENSE



II° CONCILIO LATERANENSE



II° CONCILIO LATERANENSE



IV° CONCILIO LATERANENSE



I° CONCILIO DI LIONE



II° CONCILIO DI LIONE



CONCILIO DI VIENNA



CONCILIO DI COSTANZA



CONCILIO DI BASILEA



V CONCILIO LATERANENSE


CONCILIO DI TRENTO



CONCILIO VATICANO I°

 

È online il nuovo sito consultabile al seguente indirizzo: http://www.laikos.it/

Documento preparatorio per il sinodo dell’Ammazzonia

Il testo  inizia descrivendo l’Amazzonia dove la “comprensione della vita è caratterizzata dalla connessione e dall’armonia dei rapporti tra l’acqua, il territorio e la natura, la vita comunitaria e la cultura, Dio e le varie forze spirituali. Per loro, “bien vivir” significa comprendere la centralità del carattere relazionale-trascendente degli esseri umani e del creato, e presuppone il “fare bene”. Le dimensioni materiali e spirituali non possono essere separate.”  Queste cosmovisioni particolari,  queste sensibilità e  culture comunitarie sono lontane dal senso comune  che abbiamo nel nostro occidente. Continua a leggere

Di sinodalità si può morire

Si parla tanto di sinodalità ma quante ombre …

Riportiamo una riflessione di Stefano Fontana , classe 1952 ,  con laurea in Filosofia col massimo dei voti…  Nel  1980, sempre presso l’Università di Padova, ha conseguito il “Diploma  della Scuola di Perfezionamento in Filosofia” con il massimo dei voti e lode. La tesi, intitolata “La Teologia politica”, è stata poi pubblicata a cura dell’Istituto stesso.  Già docente di Filosofia e Storia nei licei e di Deontologia giornalistica e Storia del giornalismo all’Istituto di Scienze Sociali “Nicolò Rezzara” di Vicenza, dal 2007 insegna Antropologia filosofica della comunicazione e Filosofia del linguaggio nel corso di laurea in Scienze e Tecniche della comunicazione grafica e multimediale presso la sede di Verona dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia (IUSVE). Continua a leggere

La buona Notizia


Venti anni fa, l’11 Gennaio 1999, ci lasciava, all’età di 58 anni, Fabrizio De André che con Don Gallo ha condiviso , per le vie di Genova, il racconto del mondo.
In tutti suoi brani, che sono una «antologia dell’amore», De Andrè parla all’uomo, amandolo, penetrando nell’angolo più misterioso della sua anima, risvegliando il dubbio che Dio esista.
Come tutti i cercatori autentici, non si ferma alla superficialità … alle regole … alle liturgie che si autoesaltano, ma, attraverso il tormento tra ragione e mistero, non chiude la porta a un Dio, pazzamente innamorato dell’uomo, per il quale, questo “ Dio folle” “dimentica il cielo” e cammina con lui assumendo in tutto la condizione di uomo. Continua a leggere

Transito di Madre Agnese Magistretti

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Alle 19 di sabato 9 marzo, madre Agnese ha varcato la soglia della vita circondata dall’affetto e dalle preghiere dei suoi figli.

È stata lei con Don Giuseppe a dar vita alla Piccola famiglia dell’Annunziata, nata agli inizi degli anni ’50, e poi cresciuta attorno alla pratica di un compendio di principi di vita spirituale denominato “La Piccola Regola”, scritta da Dossetti nel 1955 e approvata poco dopo dal card. Lercaro.

Madre Agnese Magistretti è stata una presenza “ gioiosa , luminosa, feconda vissuta nella perseverante fedeltà al vangelo, alla tradizione monastica e patristica, all’obbedienza e al servizio della comunità di fratelli e sorelle.”

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Si è spento Tony Cucchiara: con Angelo ci entusiasmò per il musical ” .. e il bimbo giocherà con l’onorevole …”

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Si è spento quasi a 81 anni Tony Cucchaira, artista eclettico che ha innovato il genere del musical, cantante, autore di programmi televisivi con Michele Guardì, uomo di teatro.

L’abbiamo con conosciuto a Castelbuono, fine anni 70,  più volte, in piazza Margherita, in occasione della Festa di sant’Anna in uno spettacolo con la moglie Nelly Fioramonti  e a Piazza castello col Musical “ “Caino e Abele.

Nato ad Agrigento, Cucchiara viene scritturato nel 1960 per la Rai, dove fa amicizia con un giovane siciliano emigrato, Pippo Baudo, e dove ottiene un contratto discografico con la Sprint, casa satellite della Durium. È ospite fisso nel 1961 del programma Il fico d’India, realizzato da Baudo insieme a Enzo Consoli. Continua a leggere

Lettera dei vescovi siciliani a 25 anni dall’anatema di Giovanni Paolo II contro la mafia

È stata diffusa oggi,9 Maggio 2018,  giorno in cui si celebra, nella Valle dei Templi di Agrigento, la ricorrenza dei 25 anni dall’appello di San Giovanni Paolo II ai mafiosi, la Lettera della Conferenza episcopale siciliana “Convertitevi!”.

 A presiedere il rito il cardinale Francesco Montenegro, insieme i vescovi di Sicilia che hanno consegnato una lettera che ribadisce l’incompatibilità della mafia con il Vangelo e la Chiesa e invita alla conversione gli uomini e le donne di mafia. Continua a leggere

CONFERENZA EPISCOPALE SICILIANA. A PIAZZA ARMERINA I LAVORI PRIMAVERILI

Sarà la prima volta ai lavori della CESi per il nostro vescovo Giuseppe, lavori che si sono aperti a Piazza Armerina da oggi 16 Aprile e si concluderanno il 18 presso la Casa di spiritualità “Mons. Cirrincione”, seminario estivo di Montagna Gebbia, della Diocesi di Piazza Armerina.

È anche la prima volta che la diocesi piazzese ospita la Conferenza,  nel bicentenario  della sua istituzione, bicentenario che condivide con le diocesi di Caltagirone e Nicosia, istituite tutte lo stesso anno 1817. Continua a leggere

Per non parlare parole

Da Mercoledì notte Biagio Conte, fondatore della Missione Speranza e carità dove accoglie migliaia di senzatetto nelle strutture di via Archirafi e via Decollati , dorme sotto i portici della Posta centrale di via Roma a Palermo

Con una lettera alla città invita a non essere distaccati verso i bisogni degli ultimi perché l’indifferenza può uccidere. “Vivo un profondo disagio: non riesco a essere tranquillo, non dormo e non riesco nemmeno a mangiare, sapendo che ancora ad oggi tante persone vivono per strada. Tante famiglie sono sfrattate e non hanno la casa, tante persone non hanno un lavoro. La forte indifferenza e il profondo egoismo ancora oggi è molto diffuso e mi inducono a rispondere al male con bene”. Continua a leggere

Referendum sulla costituzione: cosa ci ha insegnato Dossetti

DossettiDi seguito l’articolo di Giovanni Nicolini sul “referendum Costituzionale”

BOLOGNA – In questo grave momento per le sorti del nostro paese, per la mia adesione alla Regola di don Giuseppe Dossetti, che fu giurista e padre costituente, ritengo che non si possa dimenticare che egli spese le ultime energie della sua vita per la difesa della Costituzione, fondamento di unità e di giustizia di tutto il nostro popolo. È quindi per me doveroso lasciarci guidare dal suo insegnamento. Continua a leggere

50 Sacerdozio Don Angelo Calì

In questo post le conferenze e i filmati proiettati a termine  degli incontri in preparazione al 50° anniversario dell’Ordinazione Sacerdotale

12 Giugno 2016: Don Lorenzo : Marzullo: Sacerdozio ed evangelizzazione

 

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Arriverderci Marco …..

Pannella r

E’ morto Marco Pannella.

Anche il nostro blog vuole ricordarlo  e ci piace farlo o con la lettera scritta da Marco  a Papa Francesco il 22 Aprile scorso, al ritorno da Lesbo e pubblicata su Famiglia Cristiana dalla quale l’abbiamo estratta.

E’ stato Mons. Vincenzo Paglia a consegnarla  il 2 Maggio, giorno del compleanno di Marco Pannella;  e Papa Francesco ha ricambiato con il suo libro sulla Misericordia e una medaglia. Continua a leggere

A Natale l’atteso Film tratto da ” Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry

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Il Piccolo Principe» è il capolavoro dello scrittore francese Antoine de Saint-Exupéry pubblicato 70 anni fa ed è uno dei libri più letti nel mondo.

Dopo la Bibbia, ha il secondo posto in classifica insieme a Pinocchio di Collodi.

È stato tradotto in 220 lingue e perfino in alcuni dialetti. In Italia è costantemente presente nelle classifiche dei libri più venduti. Continua a leggere

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Articoli in evidenza

Suor Rosina della Croce

Cliccando sulle due icone puoi vedere il primo e secondo atto del "musical",
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Io Francesco piccolo ….

In questo box il Testo del Teatro-Musica " Io Francesco piccolo ... l'ultimo dei minori"

( Cliccando sulla locandina è possibile aprire il file del "copione" e/o scaricarlo)

Di seguito alcune clip video di prova.

( Cliccando sull' icona della clip è possibile aprire il video) www.ilconfronto.com
PRIMA PARTE: La conversione- La spogliazione.


SECONDA PARTE: la regola.


TERZA PARTE: Francesco e Chiara: " Audite poverelle"

Kenosis-Passio Domini

Cliccando sulle tre icone puoi vedere i tre filmati "Staba Mater" e " Passio Domini" " Apocalypsis Die " eseguiti a Castelbuono il 21 Aprile 2004 ore 20,30 nella Chiesa di San Francesco. - Cliccando sull'icona " Kenosis" potrai leggere o scaricare il libretto dei testi in pdf,
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La bellezza: vedere l’invisibile nel visibile

 

Per affrontare in profondità un discorso sulla bellezza, occorre anzitutto il coraggio di dire che la bellezza è un enigma, anche se oggi se ne parla spesso con troppa ingenuità. Dall’alba della modernità risuonano come sempre attuali le inquiete parole di Albrecht Dürer: “Che cosa sia la bellezza non lo so”, perché ogni tentativo di definirla appare inadeguato, insufficiente. La bellezza è ambigua, come tutte le cose che si manifestano quali realtà terrestri, sperimentate dagli umani. La bellezza seduce, ferisce, intimorisce, esalta, ammutolisce…

Occorre fare una distinzione preliminare: c’è una bellezza cantata dalla fede, la bellezza di Dio, il Creatore, della quale fanno esperienza quanti e quante, grazie alla dýnamis dello Spirito santo, sanno esercitare i sensi della fede; c’è d’altra parte una bellezza delle creature esperibile da ogni essere umano, nella pienezza dei suoi sensi corporei. Il credente può addirittura dare del tu alla bellezza di Dio, confessando che la bellezza non è un attributo, una proprietà, ma un soggetto, Dio stesso, secondo le note parole di Agostino: “Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti ho amato” (Confessioni 10,27). Così nelle sante Scritture si proclama: “Splendido sei tu e magnifico, o Dio!” (Sal 76,5), e si afferma che Dio sarà la bellezza della città santa: “Dominus erit pulchritudo tua” (Is 60,19). Ma quando il salmista e il profeta dichiarano questo, si riferiscono a una bellezza confessabile solo nella fede, perché “Dio nessuno l’ha mai visto” (Gv 1,18).

Più facile da decifrare è la bellezza del Re Messia, celebrato come “il più bello tra i figli dell’uomo” (Sal 45,3), cantato dalla sposa del Cantico con le parole: “Tu sei bello e grazioso, o mio amato!” (Ct 1,15). Ma nella misura in cui le Scritture si applicano al Messia Gesù, questa bellezza può essere intesa come “altra”, bellezza del pastore, di colui che si prende cura del suo popolo: “Io sono il pastore buono e bello (kalós)” (Gv 10,11.14); addirittura può essere non-bellezza, quando egli si rivela come il Servo del Signore: “Lo abbiamo visto, non aveva né bellezza né splendore” (Is 53,2). La bellezza di Cristo trascende il visibile: solo l’agápe, l’amore, è in grado di narrarla e dunque di indurre a contemplarla.

Vi è d’altra parte la bellezza delle creature, quelle che Dio, dopo averle create, vide che erano “cosa bella e buona” (tob: Gen 1,4.10.12.18.21.25); tra di esse si segnala l’adam, il terrestre, creatura “molto bella” (tob me‘od: Gen 1,31). Questa bellezza si offre alla nostra contemplazione: è la bellezza del cielo (cf. Sal 8,4); è la bellezza della natura, delle epifanie cosmiche (cf. Sir 42,15-43,33), nelle quali “ogni opera di Dio supera la bellezza dell’altra: chi può stancarsi di contemplare il loro splendore?” (Sir 42,25). Questa creazione è carica di bellezza, così che il libro della Sapienza può proclamare: “Tu ami tutte le creature esistenti, non provi disgusto per nessuna delle cose che hai creato … Come potrebbe conservarsi ciò che da te non fu chiamato all’esistenza, … o Signore, amante della vita?” (Sap 11,24-26).

Ma la bellezza delle creature – come si diceva – non è priva di ambiguità e di equivoci, perché può diventare bellezza dell’idolo, falso antropologico prima che teologico, può essere una bellezza seducente che induce alla tentazione: “la donna vide che l’albero era … affascinante per gli occhi” (Gen 3,6), così come era buono (tob) e appetitoso; e David, vedendo la bellissima Betsabea dalla terrazza della sua reggia, fu sedotto fino a causare l’omicidio di suo marito pur di averla (cf. 2Sam 11). Tutti conoscono la frase di Fëdor Dostoevskij: “La bellezza salverà il mondo” (ma nel testo de L’idiota si tratta di una domanda!); si dimentica però che per lui la bellezza è tanto quella epifanica, divina, quanto quella idolatrica che egli dichiara bellezza di Sodoma. Dunque entrambi queste bellezze feriscono: o sono effroi, “sorprendente spavento” – come amava dire Jean-Louis Chrétien – oppure inducono all’ékstasis, ma sono bellezze differenti!

Ogni essere umano è affamato e assetato di bellezza, ma il discernimento della bellezza rivelativa di Dio e della sua azione richiede un’educazione dell’intelligenza del cuore, un cammino di discernimento mai concluso, un cammino faticoso di ricerca del senso inscritto in ogni bellezza. Più l’aspetto sensibile attira per la sua bellezza, più l’uomo è tentato di non ascoltare la propria interiorità, per restare invece catturato dall’esteriorità. Sono note le riflessioni contenute nel capitolo 13 del libro della Sapienza e, in particolare, in quel passo che intenerisce il cuore e, nel contempo, denuncia il processo di seduzione della bellezza, la quale desta il desiderio di possedere e di consumare:

Se gli uomini, affascinati dalla bellezza delle creature, le hanno prese per dèi …
se, colpiti da stupore per esse,
non sono stati capaci di contemplare,
attraverso la loro grandezza e la loro bellezza, il loro autore,
per costoro leggero è il rimprovero,
perché si sono ingannati cercando Dio e volendolo trovare …
e perché le cose viste sono belle (Sap 13,3-7).

Ecco il dramma della bellezza: è facile proclamare che la bellezza indica, in-segna, rivela Dio, ma fare l’itinerario attraverso la bellezza per giungere alla contemplazione della bellezza divina non è facile, anzi è drammatico! Basti pensare al volto, al corpo dell’adam, maschio e femmina: più vediamo il bello, più potremmo cogliere in esso il sacramento della bellezza di Dio; ma più facilmente noi umani, come incantati, scegliamo la via idolatrica dell’adorazione della creatura, ci prostriamo a causa della sua bellezza, fino alla cosificazione del bello, al consumismo del bello privato della sua soggettività e della sua sacramentalità divina. L’uomo è immagine di Dio (cf. Gen 1,26-27), ma non è così facile giungere a questo riconoscimento. Non a caso Gesù – come recita un suo splendido detto non canonico – ha affermato: “Hai visto un uomo, hai visto Dio”, rivelazione che dovrebbe causare soprattutto una responsabilità del soggetto verso l’altro.

Amo molto l’interpretazione della trasfigurazione di Cristo fornita dalla spiritualità orientale cristiana. Secondo alcuni autori non fu Gesù a trasfigurarsi, ma furono gli occhi dei discepoli che conobbero un processo di trasfigurazione e così furono resi capaci di vedere in lui ciò che prima non vedevano: egli era carne fragile come loro ma, nello stesso tempo, Figlio di Dio, immagine del Padre invisibile. Sì, noi abbiamo bisogno di trasfigurazione per percepire la vera bellezza, per vedere l’invisibile nel visibile.

(Enzo Biancihi- “Avvenire” – 14 Ottobre 2019)