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Vangelo del giorno

Lunedì 20 Novembre 2017

Mentre Gesù si avvicinava a Gèrico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono:

«Passa Gesù, il Nazareno!».


Allora gridò dicendo:

«Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!».


Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte:

«Figlio di Davide, abbi pietà di me!».


Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò:

«Che cosa vuoi che io faccia per te?».


Egli rispose:

«Signore, che io veda di nuovo!».


E Gesù gli disse:

«Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato».


Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.


( Lc. 18,35-43 )

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Poesia del giorno

"Sono un viandante ..."

Sono un viandante … sullo stretto marciapiede della terra,

in mezzo corrono macchine, partono razzi interplanetari ….
dappertutto un moto centrifugo,

( l’uomo … sola scheggia di mondo che abbia un moto diverso …)

Questo moto non giunge al nucleo immortale,
non libera dalla morte;
l’uomo, sola scheggia di mondo che abbia un moto diverso.

Sono un viandante sullo stretto marciapiede della terra, e non distolgo il pensiero dal Tuo volto che il mondo non mi svela.


(Giovanni Paolo II)

Arcoris TV

4) Dalla Liturgia della Parola alla “Lectio Divina” ( pg 33 )


Quando Paolo scrive : “ Per quanto riguarda la carità fraterna, non occorre che io vi scriva, perche avete imparato da Dio stesso ad amarvi gli uni gli altri “ ( 1 Ts 4,9) e quando Giovanni dice “ È scritto nei profeti: E tutti saranno istruiti da Dio” ( Gv 6,45), essi rivelano che c’è la possibilità di una Parola di Dio rivolta direttamente all’uomo. Ebbene,il bene privilegiato per questo ascolto non è forse la preghiera della Parola?. Certo, questa conoscenza è promessa a quanti conoscono la Scrittura, ma indubbiamente essa esce dallo schema della predicazione o della liturgia della Parola.

Un’altra ragione dell’importanza della lectio divina è la preparazione della liturgia. Se la Parola si riceve senza preparazione, senza fede, senza amore e senza conoscenza, essa non vivifica più, resta per noi parola morta. Se l’interpretazione e l’ascolto della Parola devono essere dosso logici, cioè devono avvenire con il criterio di commentare la Parola con la Parola, occorre conoscerla bene e profondamente, e ciò è possibile con l’amorosa assiduità alla Parola.

I brani scelti dalla chiesa per il lezionario sono il minimo per vivere la fede, ma occorre conoscere tutta la Parola per capirli in profondità. Alla loro proclamazione il credente dovrebbe saper vibrare ricordando tutti i testi e tutta la teologia richiamata dalla pericope liturgica. Insomma, il credente dovrebbe essere una summa vivente di concordanze.

Ma non è solo questione di allargamento, di estensione e di approfondimento della conoscenza della Scrittura, è anche questione di personalizzazione. Nella Liturgia Dio parla al popolo, ma questo è solo l’inizio e la causa di quello che dev’essere un incontro personale con Dio.

(Enzo Bianchi – Pregare la Parola)

Piccola Famiglia

Don Franco Mogavero, nuovo parroco di Collesano.

 

Commovente e partecipata celebrazione nell’occasione dell’ingresso del nuovo parroco, Don Franco Mogavero, nella comunità parrocchiale di Collesano il 30 Ottobre 2010. 

Dopo 68 anni, l’ultimo parroco locale era stato Padre Rosario Gisiano, è un cittadino di Collesano ad assumere la guida della Basilica di San Pietro. 

Don Franco Mogavero , 41 anni, è presbitero dal 1998.

Specialista in comunicazioni sociali ha insegnato giornalismo  presso  la Pontificia Università Gregoriana ( dove ha conseguito la specializzazione ). Attualmente insegna  comunicazioni sociali presso la facoltà teologica di Sicilia “S. Giovanni Evangelista”. 

 Lascia, con profondo rimpianto dei cittadini, la parrocchia di Scillato dove è stato apprezzato, stimato ed amato.

A Don Franco ci lega un cammino di quasi quattro anni, nel corso del quale siamo stati introdotti alla lettura continuata della Parola seguendo il calendario della Piccola Famiglia dell’Annunziata di Monte Sole alla quale siamo “uniti ” , grazie alla sua“ mediazione “ .

  A testimonianza di questa comunione la presenza, alla celebrazione, di Suor Anita, della comunità di Modena, chiamata da Don Franco a fare da testimone, nonché l’annuncio di proporre alla comunità di Collesano l’esperienza della lettura continuata.

    Non stiamo qui a fare la cronaca di una celebrazione che spesso ci ha fatto cogliere le lacrime di commozione di Franco mentre scorrevano i numerosi e sinceri apprezzamenti per la sua umiltà, la sua cultura, il suo desiderio di autenticità, la sua forza nell’affrontare terribili tragedie che mai hanno scalfito la sua fede e il suo abbandono a Dio, del quale sa bene di non aver ricevuto peso più grande di quello che avrebbe potuto “ sopportare “.

   Vorremo solo dire che tutta la celebrazione è stata pervasa da gioia vera, speranza di novità nello spirito di una continuità instancabilmente in divenire , desiderio autentico di collaborazione tra comunità ecclesiale e comunità civile per una rinascita di tutta Collesano.

   Significative le parole del Vescovo nel sottolineare come le separazioni di un presbitero dalla sua comunità sono sempre dolorose  (“meraviglia sarebbe se non fosse così !” ) ma vanno vissute nella convinzione profonda che il succedersi di sacerdoti non inficia la continuità di un cammino pastorale ma lo arricchisce per la diversità di carismi che ogni singola persona irrepetibilmente ha, pur non essendo, la singola persona, indispensabile  per la continuità del cammino.

  Delicato, sincero il saluto del Sindaco di Collesano.

Toccanti le parole del vecchio parroco, Don Angelo Onorato,  “muto per 12 anni” ma ora irrefrenabilmente loquace nel manifestare la gioia per una vocazione, quella di Franco,  nata e cresciuta nel corso del suo “ parrocato” . Tra le  cose dette, l’invito al vescovo a continuare la strada del “turnover” dei parroci con oltre 9 anni di permanenza in una parrocchia al fine di adempiere a quanto prescritto dal diritto canonico nell’obiettivo di donare plurarità di carismi alle varie comunità.

Intriganti le parole del rappresentante della comunità che, dopo aver tracciato tutto il percorso vocazionale e ministeriale di Don Franco, lo invitava ad intervenire nella locale situazione politica “litigiosa”.

      L’adorazione in preghiera davanti l’altare del Sacramento, l’acqua , il fonte battesimale, i rintocchi della campana, il confessionile, questi i segni  esplicitati nella parte iniziale della celebrazione. Ma noi siamo sicuri che Franco continuerà ad esser icona dell’altro segno fondamentale che Gesù ci ha lasciato: cingersi il grembiule, chinarsi, lavare i piedi e asciugarli.

   In tutta la celebrazione, poi,  il profumo di una presenza impercettibile ma immancabile: quella di Giacomo, fratello di Franco prematuramente scomparso.

  Lo ha invocato il Vescovo, lo ha invocato Franco quando, a termine della celebrazione, si è affidato a Dio, al Vescovo e a Giacomo.

 

   

Protetto: Diario di Monte Sole

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Protetto: Incontro con Marida Nicolaci

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Protetto: Collatio

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Protetto: Incontro con Don Carlo, Maria Chiara e Marida

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Protetto: Incontro con Mons. Bettazzi

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Protetto: Libretti ritiro

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Da ” Testimoni” : lectio divina quotidiana.

Natura e funzione della lectio è di aprire e accompagnare la giornata, come costituisse il respiro segreto e cadenzato, il punto di riferimento d’ogni giorno ; della vita, senz’alcuna eccezione.

Non è qualcosa di speciale, da fare una volta alla settimana, ma qualcosa che va collocato all’inizio di ogni giornata ( apri file  speciale-testimoni   per leggere tutto )

Protetto: Promessa

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Protetto: Incontro con suor Anita Maria

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Protetto: Acta Monte Sole

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Protetto: Video Monte Sole

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Io Francesco piccolo ….

In questo box il Testo del Teatro-Musica " Io Francesco piccolo ... l'ultimo dei minori"

( Cliccando sulla locandina è possibile aprire il file del "copione" e/o scaricarlo)

Di seguito alcune clip video di prova.

( Cliccando sull' icona della clip è possibile aprire il video) www.ilconfronto.com
PRIMA PARTE: La conversione- La spogliazione.


SECONDA PARTE: la regola.


TERZA PARTE: Francesco e Chiara: " Audite poverelle"

Suor Rosina della Croce

Cliccando sulle due icone puoi vedere il primo e secondo atto del "musical",
YouTube YouTube
Volevamo suscitare emozioni e siamo stati emozionati dalla grande partecipazione al teatro-musica “ Suor Rosina della Croce ... io ... povera inferma" --- rappresentato a Castelbuono nei giorni 7-8 e 14 Gennaio. - - - - Dei tanti messaggi consegnati, --- la tenerezza di un Dio che oltre a essere Padre è anche Madre,- - - l’invito a vivere fino in fondo, nella gioia, la dimensione di “ servi inutili “, - - - la certezza che quanto più si è deboli tanto più “ il Forte “ verrà ad abitare in noi - - - Grazie !!!

Kenosis-Passio Domini

Cliccando sulle tre icone puoi vedere i tre filmati "Staba Mater" e " Passio Domini" " Apocalypsis Die " eseguiti a Castelbuono il 21 Aprile 2004 ore 20,30 nella Chiesa di San Francesco. - Cliccando sull'icona " Kenosis" potrai leggere o scaricare il libretto dei testi in pdf,
Passio Domini www.ilconfronto.com

Bibbia – CEI 2008

Cerca nella BIBBIA
Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:

Preghiera:

Mio Dio non dimenticarti di me

Mio Dio, non dimenticarti di me, quando io mi dimentico di te.

Non abbandonarmi, Signore, quando io ti abbandono.

Non allontanarti da me, quando io mi allontano da te.
Chiamami se ti fuggo, attirami se ti resisto, rialzami se cado.

Donami, Signore, Dio mio, un cuore vigile che nessun vano pensiero porti lontano da te,

un cuore retto che nessuna intenzione perversa possa sviare,

un cuore fermo che resista con coraggio a ogni avversità,

un cuore libero che nessuna torbida passione possa vincere.

Concedimi, ti prego, una volontà che ti cerchi,

una sapienza che ti trovi,

una vita che ti piaccia,

una perseveranza che ti attenda con fiducia

e una fiducia che alla fine giunga a possederti.

(S. Tommaso d'Aquino) 
)

Papa Francesco



“ La voce del silenzio”
di Massimo Gramellini

È timido, è semplice, è piemontese, anche se parla come Maradona. Chissà se gli basterà essersi chiamato Francesco per seppellire la pompa della Chiesa e la società dei consumi, entrambe degenerate a livelli insostenibili. Di sicuro uno che al suo primo affaccio dal balcone si mette in ginocchio e riesce a fare tacere per quasi mezzo minuto la folla di Roma può essere capace di qualsiasi impresa. Mezzo minuto di silenzio, cioè di spiritualità, qualcosa di molto più ampio della religiosità.
Le parole trasmettono emozioni e pensieri. Il silenzio, sentimenti. Erano anni che lo aspettavamo. Anni orribili di applausi ai funerali e di minuti di silenzio inquinati da coretti da stadio non solo negli stadi. Questo terrore di entrare in contatto con se stessi, contrabbandato per empatia ed espansività. Questo bisogno di buttare sempre tutto fuori, per paura di sentire che cosa c’è dentro, fra la pancia e la testa. Il cuore.

Il gesuita Francesco ha mandato nel mondo il suono dimenticato del silenzio. Per trentadue secondi: in televisione un’eternità. Sarebbe bastato che dalla piazza partisse un «viva» o un «daje» per rovinare tutto. E invece una Roma improvvisamente e miracolosamente afona non gli ha sporcato il primo e fondamentale discorso a bocca chiusa. Ora il suo cammino può cominciare, nonostante le difficoltà del caso. Lui è abituato a girare in metropolitana, ma muoversi coi mezzi a Roma risulta piuttosto complicato. Le strade sono piene di buche, in Curia anche di burroni.

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