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Vangelo del giorno

Domenica 23 Luglio 2017


In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo:


«Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”».
Espose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».


Espose loro un’altra parabola, dicendo:


«Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».


Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:
«Aprirò la mia bocca con parabole,
proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».
Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli:


«Spiegaci la parabola della zizzania nel campo».


Ed egli rispose:


«Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».


( Mt.13,24-43 )

Una pagina al giorno

Recensione libri

Lettura consigliata

Agire
 libro-Dossettir

Poesia del giorno

"Sono un viandante ..."

Sono un viandante … sullo stretto marciapiede della terra,

in mezzo corrono macchine, partono razzi interplanetari ….
dappertutto un moto centrifugo,

( l’uomo … sola scheggia di mondo che abbia un moto diverso …)

Questo moto non giunge al nucleo immortale,
non libera dalla morte;
l’uomo, sola scheggia di mondo che abbia un moto diverso.

Sono un viandante sullo stretto marciapiede della terra, e non distolgo il pensiero dal Tuo volto che il mondo non mi svela.


(Giovanni Paolo II)

Arcoris TV

4) Dalla Liturgia della Parola alla “Lectio Divina” ( pg 33 )


Quando Paolo scrive : “ Per quanto riguarda la carità fraterna, non occorre che io vi scriva, perche avete imparato da Dio stesso ad amarvi gli uni gli altri “ ( 1 Ts 4,9) e quando Giovanni dice “ È scritto nei profeti: E tutti saranno istruiti da Dio” ( Gv 6,45), essi rivelano che c’è la possibilità di una Parola di Dio rivolta direttamente all’uomo. Ebbene,il bene privilegiato per questo ascolto non è forse la preghiera della Parola?. Certo, questa conoscenza è promessa a quanti conoscono la Scrittura, ma indubbiamente essa esce dallo schema della predicazione o della liturgia della Parola.

Un’altra ragione dell’importanza della lectio divina è la preparazione della liturgia. Se la Parola si riceve senza preparazione, senza fede, senza amore e senza conoscenza, essa non vivifica più, resta per noi parola morta. Se l’interpretazione e l’ascolto della Parola devono essere dosso logici, cioè devono avvenire con il criterio di commentare la Parola con la Parola, occorre conoscerla bene e profondamente, e ciò è possibile con l’amorosa assiduità alla Parola.

I brani scelti dalla chiesa per il lezionario sono il minimo per vivere la fede, ma occorre conoscere tutta la Parola per capirli in profondità. Alla loro proclamazione il credente dovrebbe saper vibrare ricordando tutti i testi e tutta la teologia richiamata dalla pericope liturgica. Insomma, il credente dovrebbe essere una summa vivente di concordanze.

Ma non è solo questione di allargamento, di estensione e di approfondimento della conoscenza della Scrittura, è anche questione di personalizzazione. Nella Liturgia Dio parla al popolo, ma questo è solo l’inizio e la causa di quello che dev’essere un incontro personale con Dio.

(Enzo Bianchi – Pregare la Parola)

Politica

Recuperiamo la cultura dell’accoglienza

Nella pièce teatrale scritta nel 1956 da John Osborne la rabbia viene definita come  un sentimento di frustrazione e di esclusione, di inutilità e di angoscia,  un rancore che apre a un realismo crudele. ….

La rabbia è improduttiva , è sentimento che consuma l’anima per esplodere in furibonda violenza.

L’arrabbiato è pieno di cattiveria, di quella cattiveria che si presenta con grande fragore per poi implodere e portare all’autodistruzione.

Quanto è triste vedere i vinti arrabbiati, ribellarsi alla “ immeritata sconfitta” con l’adozione di percorsi vendicativi, fuori controllo, tendenti a denigrare, epurare, separare, processare in nome di  una idea distorta del “ bene comune”,  di “ codici etici”, di” decenza politica”, etc ….

E’ necessario recuperare la cultura dell’accoglienza, soprattutto per chi si allontana   …. E la meraviglia è grande quando chi, apertamente, ha fatto più volte riferimento alla figura di Don Paolo Raimondi [ la sua comunità è stata sempre comunità aperta e accogliente ] non pratica questo percorso ma conduce se stesso e altri all’adozione di sentimenti contrari alla “ comprensione”, al “ dimenticare”, al “ non ricordate più le cose passate

  Se veramente si vuole interpretare la politica come servizio  è necessario che chi si auto-referenzia  tale virtù ricordi che il servo è mite, docile, mansueto così come è detto nel brano di Vangelo di Luca al cap. 17:

Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà quando rientra dal campo: Vieni subito e mettiti a tavola?  Non gli dirà piuttosto: Preparami da mangiare, rimboccati la veste e servimi, finché io abbia mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai anche tu?  Si riterrà obbligato verso il suo servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?  Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare».”

 

Il servo non giudica, non separa, non allontana … si dimentica per l’altro … serve fino alla fine !!!

 

 

Mancano due anni … ma già cominciano le proposte per le prossime elezioni comunali di Castelbuono.

Riceviamo e pubblichiamo una lettera del Dr. Vincenzo Capuana, del circolo del Partito Democratico di Castelbuono che, in vista del prossimo congresso locale – previsto per il 27 – 28 Marzo p.v -,  intravede nell’evento l’opportunità che  lo stesso possa essere “laboratorio di idee ed incubatore di proposte politiche” per le future elezioni comunali della nostra città.       Tante le possibili strategie dette e/o nascoste tra le righe. Noi speriamo che i vari laboratori politici che si costituiranno non siano come i precedenti, svaniti nel nulla dopo i risultati elettorali.

HO IMPARATO CHE IL PROBLEMA DEGLI ALTRI E’ UGUALE AL MIO; SORTIRNE TUTTI INSIEME E’ POLITICA, SORTIRNE DA SOLI E’ AVARIZIA (Don Milani)

 Viviamo una fase di grave crisi economica che rischia di disintegrare il tessuto sociale delle Comunità e  in una Società dove il decadimento della moralità, il mercimonio della donna come strumento di corruzione e l’avarizia nel soddisfacimento di bisogni individuali, anche a discapito dell’affermazione e la difesa di diritti collettivi, sono basi della deriva  individualistica cui causa ed effetto sono il “berlusconismo”; in questo momento, forse più che in altri, è necessario  riaffermare la Politica come nobile arte per costruire una società migliore, una società di eguali e senza discriminazioni, per combattere le precarietà, le povertà e le ingiustizie.

Il Congresso di Circolo del Partito Democratico di Castelbuono, che si svolgerà il 27 e 28 marzo, può divenire a 2 anni dalla scadenza naturale del mandato del Sindaco, una opportunità come laboratorio di idee ed incubatore di proposte politiche.

Il Partito Democratico, consapevole che una scelta strategica è l’unità del centrosinistra, necessaria ed opportuna, per il senso di responsabilità derivante dall’essere la forza politica che ha vinto le elezioni nel 2007 e che dal 1992, ininterrotamente con altre formule e altri partiti, esprime  l’Amministrazione nel Nostro Paese, intende aprire un momento di confronto prima, dentro e dopo il Congresso sia con le forze politiche che costituiscono l’alveo naturale del centrosinistra sia con quelle che, a livello nazionale e regionale, stanno intrattenendo con il nostro partito, alleanze elettorali per il governo delle Regioni e convergenze per le Riforme. Tale dibattito intendiamo aprirlo anche a chi, presentandosi con una Lista Civica nelle Amministrative del 2007, è rimasto fuori dalla rappresentanza in Consiglio Comunale.

La nostra ambizione, oltre che continuare  a governare i processi virtuosi in itinere e correggere le invitabili discrasie che, nel tempo, si sono determinate, è quella di responsabilizzare una nuova generazione che apporti innovazione, spinga sulla partecipazione e  consideri le identità di appartenenza di ognuno non come recinti dentro cui chiudersi ma come elementi di dinamicità sociale e di emancipazione per affermare “la castelbuonesità”  e un modello di sviluppo, tutt’altro che filosofico e dogmatico, quale “la decrescita sostenibile”.

La Politica deve avere i piedi per terra ma muoversi a tempo di utopia. Quell’utopia che serve a  percorrere  vie alla ricerca  dell’orizzonte dove andare, ad oggi, il bene comune.

Il Circolo del Partito Democratico di Castelbuono ha individuato “La Sua Via” in questo percorso; una via all’altezza delle sue donne, dei suoi uomini, dei sui talenti e dei suoi narcisismi.

Una via da percorrere da protagonisti: protagonisti, non egemoni.

 

Castelbuono, lì 22 febbraio 2010

                                                                                                                        

                                                                                                                         Per Il Coordinamento
                                                                                                                                 Il Reggente
                                                                                                                           Capuana Dr. Vincenzo

Il Sindaco Mario Cicero lascia il PD ??!!

  Riportiamo da “ www.castelbuono.org” una inquietante comunicazione del nostro Sindaco Mario Cicero:

Nel constatare che, da parte del gruppo Dirigente Regionale e Provinciale del Partito Democratico, vi è la scientifica  volontà di disconoscere l’attività politico-amministrativa svolta dal 1993 ininterrottamente sino ad oggi, da parte di un gruppo di “compagni ed amici” della Sezione di Castelbuono; considerato il “mai” coinvolgimento dei suoi amministratori nello stilare proposte idee e programmi per l’azione politica; e non ultimo l’aver notato, venerdì 19 e sabato 20 settembre 2008,  la presenza a Castelbuono del Gruppo Dirigente Regionale e Parlamentare, ospiti presso una struttura ricettiva del nostro paese, senza che l’Amministrazione Comunale, nè il suo sindaco siano stati preventivamente informati.

  Tutto ciò non fa altro che acclarare la sensazione di non voler riconoscere e dar valore all’attività politico-amministrativa svolta in questi anni a Castelbuono. Infatti, tutti sappiamo che, spesse volte, la “forma” ha un valore più alto della “sostanza”.
Il Sindaco Mario Cicero, nel constatare tutto ciò, suo mal grado, lascia con amarezza il Partito Democratico, ribadendo la sua fedeltà al programma ed alla coalizione che lo ha sostenuto in questi anni, garantendo le forme e i modi condivisi che saranno più utili per portare avanti l’attività amministrativa di cui si è fatto carico in qualità di Sindaco, rimanendo sempre disponibile a collaborare per continuare a far crescere la Comunità di Castelbuono.
Infine, con una lettera che invierà al Segretario 
nazionale  Walter Veltroni ed al Segretario della locale Sezione, argomenterà e spiegherà tutte le motivazioni che lo hanno spinto a prendere questa dolorosa decisione.

IL SINDACO
Mario Cicero

   Lo “ sgrammaticato e slegato” periodare, la terminologia e le argomentazioni di tale comunicazione rivelano la rabbia di chi, abituato alla “ onnipotenza”,si sente “ dimenticato “ mortificato dallo scorrere delle “ cose”.

   Non si possono fare comunicazioni così gravi e disorientanti, soprattutto se dettate da “ stizza” o, ancor peggio,[ speriamo proprio non sia così ], se “ collegialmente” non condivise.

   Non c’è più a Castelbuono alcun dibattito politico. 

  Se non ci fosse stata la presenza del “ Comitato nopriv”,  e qualche isolata riflessione sulla questione “ museo civico “, >> silenzio assoluto intorno all’amministrazione comunale ..  tutta dietro alle personali e “bizzarre progettualità” del suo sindaco.

  Eppure prima delle elezioni  .. “ laboratori politici “  ,  fermenti vari di novità …

  Dove si sono rifugiati tutti coloro che pensavano ad un cambiamento ?

Diceva Dossetti: ” l’unica possibilità e la condizione pregiudiziale stanno proprio in questo, che una buona volta le persone coscienti e oneste si persuadono come è conforme al vantaggio proprio, restare assenti dalla vita politica e lasciare quindi libero campo alle rovinose esperienze dei disonesti e degli avventurieri. “

 E’ un appello alla partecipazione alla vita politica che adesso diventa sempre più pressante per la nostra comunità Castelbuonese.

Questo messaggio di Dossetti possa essere  luce per chi  alla partecipazione politica ha preferito la quiete del “ proprio quotidiano ” di “ tranquillità “.

 

La politica è servizio, non è spettacolo !

bonomo.jpg  Sono trascorsi cinque anni da quando mi fu proposta la candidatura a Consigliere Provinciale. Dopo la campagna elettorale, che vedeva la presenza di altri sei candidati locali, con la fiducia e il consenso di 1865 cittadini, di cui 1150 di Castelbuono, venni eletto Consigliere Provinciale. Oggi, trascorsi questi anni e avendo deciso da tempo di non ricandidarmi, è del tutto naturale guardare indietro, riflettere e fare anche un bilancio di coscienza, che  poi,  nella vita è sempre quello più difficile da far “quadrare”.Come Consigliere di opposizione ho cercato di portare serietà, professionalità e sobrietà in un contesto istituzionale alquanto deteriorato.

Certamente avrò commesso degli errori organizzativi, soprattutto nella comunicazione con i cittadini; riconosco che sarebbe stato più opportuno, oltre le mie informazioni periodiche (agosto 2003; gennaio 2004; luglio 2004; dicembre 2005; settembre 2006;giugno 2007.), individuare forme diverse di comunicazione; mi consola comunque sapere di essermi sempre assunto le mie responsabilità nel ruolo che ho svolto.

Concretamente, in questi cinque anni, senza ricorrere a compromessi indecorosi, ho potuto attenzionare e sollecitare con interrogazioni, interpellanze, mozioni, ordini del giorno, emendamenti, la soluzione delle seguenti problematiche:

1.     l’inserimento nel Programma Triennale delle Opere Pubbliche dei lavori della strada di collegamento Castelbuono-S.Mauro C.le; i lavori di ricostruzione dei muri e la sistemazione della strada per Liccia; la definizione dei lavori per lo svincolo autostradale “Irosa”; i lavori della strada di collegamento Scillato-Caltavuturo;

2.     i lavori di sistemazione dell’area esterna del Liceo Scientifico di Castelbuono; la costruzione del nuovo ITG di Polizzi Generosa; l’adeguamento della struttura dell’ex Caserma dei Vigili del Fuoco di Petralia Sottana; l’accelerazione dei tempi per la riapertura del chiostro del Duomo di Cefalù; la  pressante sollecitazione per l’approvazione di un ordine del giorno che ha evitato la chiusura del Liceo Linguistico di Alimena.

3.     iniziative varie, fin dal mese di novembre del 2003, contro la privatizzazione dell’acqua e la gestione dei rifiuti; interpellanze, che, in gran parte, ancora oggi attendono risposta, sul funzionamento dell’Ospedale di Cefalù, del Consorzio Universitario, dell’Ente Parco delle Madonie; ordini del giorno sullo sperpero dei fondi per la realizzazione dell’annuale festa della Provincia, o sui contributi elargiti per finalità di dubbia assistenza sociale, o sul funzionamento delle società di servizi cui la Provincia è socia ( GESAP;CIEM; etc…)

Un forte rammarico riguarda la mancata realizzazione degli ultimi interventi di manutenzione per il chiostro di S. Francesco a Castelbuono, tra l’altro, sede del Consorzio Universitario. Interessi e pressioni per l’affidamento di alcuni  incarichi professionali e contrasti tra la Provincia e l’Amministrazione comunale di Castelbuono hanno impedito l’ulteriore finanziamento.

Per protesta, durante una seduta del Consiglio Provinciale, consegnai provocatoriamente alla Giunta Musotto una medaglia d’oro per il primato conseguito nella capacità, prima, di prevedere il finanziamento del completamento di un’opera di interesse territoriale  e, poi, togliere lo stesso finanziamento.

Il mio è stato un impegno non alla ricerca di una poltrona, di una visibilità fine a se stessa solo per apparire ed essere citato dalla stampa, ma un servizio disinteressato e sobrio.

Oggi, da questa esperienza, che ho più volte definito squallida e negativa, traggo alcune conclusioni.

Ritengo, insieme ad una moltitudine di persone e di studiosi, che l’Istituzione “Provincia” è un altro luogo di clientela, di inefficienza, di sperpero di denaro pubblico.

 Pertanto condivido pienamente l’ipotesi, da tempo avanzata, di abolizione delle Province.

Bisogna liberare le “Istituzioni” da quanti rincorrono interessi e privilegi particolari.

Bisogna liberare le “Istituzioni” da quanti, nel loro operare, usano il metodo delle strategie e lo strumento del complotto o del bieco compromesso.

Questo modo di essere, di pensare e di agire, purtroppo, appartiene a tanti tra i diversi schieramenti politici dove prevale la logica burocratica di apparato.

Appartiene anche ai “politici” locali che, con la categorie mentali proprie, alquanto limitate, si permettono, tra l’altro, di interpretare le mie recenti dimissioni da Consigliere provinciale.

Questi “strateghi della politica”, tra tutti i loro calcoli e i loro ragionamenti, non hanno tenuto conto o si sono dimenticati dei valori e principi per me sovrani nell’agire personale e politico: l’umiltà, la coerenza e la professionalità.

Oggi, ribadisco che umiltà, coerenza e professionalità sono stati e rimarranno i miei punti di forza.Quindi, con intenso affetto e profondo rispetto, saluto i 1865 cittadini che cinque anni fa mi hanno votato.

Li ho rappresentati a Palazzo Comitini, sede della Provincia, con l’onestà del servizio, che è la forza della vera politica.

Li ho rappresentati senza mai salire sul pulpito per fare prediche deliranti, senza mai unirmi allo stuolo degli “osannanti”, non ho mai fatto parte della “politica spettacolo”, perché, non mi stancherò mai di gridarlo, la politica è servizio disinteressato alla comunità.

Solo in questi termini la politica è giustificazione del potere.         

 28/5/2008                                                                    

Cordialmente,                                                                                            Rosario Bonomo                                                               

Comunicato stampa Comitato No Priv-contro la privatizzazione dell’acqua

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Nell’imminenza della campagna elettorale comprendiamo lo stato di ansia del Sindaco di Castelbuono Cicero, dovuto alle posizioni ambigue tenute sulla questione della privatizzazione dell’acqua.

Comunque precisiamo:

– il comitato no priv non ha mai detto che le chiavi sono state consegnate, ma ha soltanto reso noto all’opinione pubblica che al Comune di Castelbuono gli emissari di APS sono  già venuti e sono stati i benvenuti, e non crediamo che siano venuti ad ammirare gli Asini del Sindaco, ma a predisporre gli atti per la consegna delle reti e degli impianti idrici; se non l’avessimo fatto sapere noi, il Sindaco Mario Cicero si sarebbe ben guardato dal comunicarlo ai cittadini.

Altri Sindaci, quelli che si oppongono davvero alla privatizzazione dell’acqua, neanche li hanno fatti entrare al Municipio.

          Le decisioni sulla privatizzazione dell’acqua il Sindaco non le ha prese in via S.Anna 25 a Castelbuono, ma in via S.Lorenzo a Palermo, nella sede della Provincia dove non si è mai opposto, ed ha anzi avallato le posizioni del Presidente Musotto sulla privatizzazione dell’acqua mediante asta pubblica, fino al 2006 quando ha smesso di partecipare personalmente alle conferenze dei Sindaci.

          Prendiamo atto che è svanita negli amministratori di Castelbuono la boria con la quale, fino a pochi mesi fa, urlavano in piazza che i finanziamenti erano certi; l’unica cosa certa, come avevamo detto noi, è che questa era una ennesima enorme balla per far passare la privatizzzione.

          Il sindaco spera che APS, che è una società per azioni, faccia tariffe “senza speculazioni”: beato lui!

          Lui spera nelle decisioni nazionali e regionali e nel TAR del Lazio; noi pure, ma intanto, contrariamente a lui, diciamo NO alla consegna delle reti e degli impianti, perché finanziamenti per la rete idrica di Castelbuono non ce ne sono, e se mai ci saranno, gestiti dai privati, li pagheremo cari in termini di tariffe e di peggioramento del servizio.

Chiediamo pertanto ai cittadini che non l’hanno già fatto di manifestare il proprio dissenso verso la consegna delle reti e degli impianti firmando la dichiarazione sul modulo da noi predisposto.

Per informazioni rivolgersi a nopriv@gmail.com.

Il comitato No Priv – contro la privatizzazione dell’acqua

Associazione Verdi Castelbuono: Gioacchino Cannizzaro Presidente

 gc.jpg COMUNICATO STAMPA          Sono state rinnovate le cariche dell’Associazione dei Verdi di Castelbuono.         L’assemblea, riunitasi oggi, domenica 17 febbraio alla presenza del Presidente provinciale Carmelo Sardegna, ha eletto all’unanimità Gioacchino Cannizzaro alla carica di Presidente, e Marcello Castiglia ed Angelo Ciolino componenti del direttivo.        

Nell’Assemblea è stata definita la linea dei Verdi, che si collocano in una posizione estranea ed alternativa rispetto all’Amministrazione comunale Cicero. 

Tenuto anche conto del nuovo quadro politico nazionale e della nascita della Sinistra Arcobaleno, l’associazione dei Verdi di Castelbuono intende  promuovere un’aggregazione insieme a tutti i soggetti politici ed associativi e le persone della società civile che,  riconoscendosi in posizioni di sinistra e di centrosinistra, vogliono lavorare ad una proposta di cambiamento, imperniata sui valori della legalità, della solidarietà e dell’ambientalismo, e sul contrasto di ogni politica e prassi clientelare.

Sono stati individuati alcuni campi sui quali l’attenzione sarà fin dall’inizio maggiore: il lavoro nero, la pianificazione urbanistica, lo sviluppo sostenibile, le politiche culturali, le fonti energetiche alternative.I Verdi inoltre individuano nella lotta alla privatizzazione dell’acqua un campo di intervento cruciale per la rilevanza politica, sociale ed etica del problema, e danno la loro adesione ed il loro appoggio al comitato no priv.

I lavori dell’assemblea, la prima svoltasi dopo la dolorosa scomparsa di Lucio  Spallino, sono stati svolti all’insegna del riferimento alla sua figura.

L’attività dell’Associazione, ha dichiarato il Presidente neo eletto, dovrà essere improntata ai suoi ideali e al suo stile. 

Castelbuono 17-2-2008                               

Gioacchino Cannizzaro

Un tandem rosa per essere vincenti!

anna.jpg   

Un tandem rosa per essere vincenti!

Ci entusiasma la discesa in campo di Anna Finocchiaro e la disponibilità di Rita Borsellino a non lasciarla sola ma a “ fare squadra con lei “

“Do la mia disponibilità se c’è Rita Borsellino con me“. 

Con queste parole Anna Finocchiaro non ha deluso le speranze di quanti hanno sognato una sua discesa in campo come candidata del PD alla guida della Regione Sicilia.

Ci commuovono ed esaltano le sue parole nelle quali si riconosce la stragrande maggioranza di siciliani fatta di gente onesta, semplice ma efficace laboratorio di novità politiche.

 Mi conoscete . E conoscete la mia storia politica. Sapete da dove vengo. Da una terra magnifica e mortificata.

Non devo raccontarvi niente dei suoi splendori, delle sue miserie, dei suoi onori.

Ancora ieri oltraggiata dalla vicenda Cuffaro, per la quale prima che sdegnarmi io mi sono vergognata.

Per quelle foto che hanno fatto il giro del mondo, per la protervia di quel ‘io resto al mio posto’. Soffocata dalla mafia. Dove il centrodestra ha avuto, alle ultime regionali, il 64 per cento dei consensi e governa province, comuni, città grandi e piccole. Dove tutto è estremo ed estrema è la contraddizione e dove occorre che sia forza la contraddizione e l’eccezione diventi regola: che gli imprenditori non paghino il pizzo, i ragazzi e le ragazze restino a lavorare in Sicilia, la qualità e l’eccellenza siano il nostro metro. Per intercettare, e per sempre, sviluppo buono, buona occupazione, modernizzazione, legalità“.

 

L’augurio di un successo stravolgente che sarà segno di contraddizione per chi ha infangato il popolo siciliano.

Il coraggio di correre da “solo” !!

walter_veltroni.jpg    Entusiasmano la “ caparbietà “  e “ determinazione” , certamente non facili, di Veltroni di conservare e rendere più credibile la “ voglia di nuovo” nella politica italiana.Chiarezza e onestà di scelta a tutti i costi anche accettando la possibilità di restare all’opposizione.

Ma se una opposizione è coesa e vincolata dagli stessi valori e dalla comune progettualità, sarà più forte e credibile di una forza governativa frastagliata, rappezzata, messa su con la vecchia ” ritualità ”  di ” vincere a tutti i costi “ . 

 La vera novità di Veltroni è la sconfitta della logica di “ unirsi ..contro “ ….contro Berlusconi: una strana unità che altro non ha prodotto che lacerazioni che sono state di scandalo alla semplicità del popolo. 

 L’augurio è che Veltroni possa tener duro e riscuotere il consenso dei cittadini onesti.

CUFFARO: finalmente via !!!

 cannoli-e-cuffaro.jpg   Dopo due giorni dalla fiducia dell’assemblea, le dimissioni irrevocabili …   ventilate già ieri sera ed ufficializzate  oggi alle 13,25.Ha vinto l’indignazione della gente  continuamente mortificata dalle assurde “performance” del suo “governatore” che ha “ mediato” sempre  l’impensabile, l’improponibile,l’arroganza.

L’ultimo oltraggio quella foto con quel  platò di cannoli per festeggiare di aver scansato l’accusa di aver favorito Cosa Nostra, foto  che ha fatto il giro del mondo.  

 Finisce  “un’epoca”.

Speriamo che Cuffaro abbia il buon senso di non ritornare, come capolista dell’UDC al senato, nelle prossime nazionali.  Si perché quest’anno è l’anno delle “ elezioni per eccellenza” : provinciali, regionali, nazionali.

Quanti trombati o non eletti hanno ripreso a sperare, sostenuti da quella folle aspirazione di avere “ il potere a tutti i costi “.  

Ma è tempo di uomini che abbiano a cuore solo ed esclusivamente il desiderio di ricostruire una nazione che va a pezzi per la “ cattiva politica” di quanti non mirano ad altro che a “ gestire potere”.

Abbiamo bisogno di uomini che diano speranza alla povera gente e restituiscano dignità al popolo. 

Diceva Dossetti “ La politica è un servizio che in un certo momento può esserci chiesto, purché noi siamo ben convinti che il servizio deve poi durare poco”.   

Quanti ne conosciamo politici desiderosi di “ durare poco “ ??!!

Nessuna differenza tra gestione pubblica e gestione privata,per il Sindaco Mario Cicero: qualsiasi scelta purchè arrivino i finanziamenti per il rifacimento della rete idrica.

 liberacqua.jpg  

Il Comitato no priv ha chiesto un incontro con il Sindaco Mario Cicero per chiarire una volta per tutte qual è la posizione dell’amministrazione comunale di Castelbuono riguardo la gestione dell’acqua.

Il risultato dell’incontro del 21 Dicembre 2007 ha confermato che al Sindaco non interessa la differenza tra gestione pubblica e gestione privata, ma solo ottenere i finanziamenti per il rifacimento della rete idrica, e garanzie su mantenimento di basse tariffe.

Quindi, la partecipazione con tanto di gonfalone e di scudieri al seguito alla Manifestazione nazionale contro la privatizzazione dell’acqua e per la gestione pubblica, altro non appare che l’interesse a scaricare sul governo nazionale la responsabilità della scelta sulla gestione dell’acqua, come se la questione non lo toccasse.

Comunque, esiste già un piano dei finanziamenti e sono state determinate le tariffe: purtroppo, nonostante le infondate affermazioni degli amministratori, non sono previsti per i prossimi anni finanziamenti per la rete idrica del comune di Castelbuono. Ma il Sindaco ripone ancora speranze nella benevolenza dell’Assessore provinciale Loddo, (delle cui virtu’ leggiamo in questi giorni a proposito delle 120 assunzioni), dell’ATO e della società aspirante gestore, nei loro messaggi e nelle loro promesse, come se quelli di Acque Potabili Siciliane fossero dei benefattori e non una società che opera alla ricerca del profitto per i suoi azionisti.Il Sindaco ha affermato che se  mancheranno le suddette garanzie sui finanziamenti, non consegnerà le reti: pensa davvero di aver tanto potere da influenzare le scelte di APS, che ha rinviato a chissà quando il rifacimento delle reti idriche in quasi tutti i comuni, non solo a Castelbuono.E, se anche ottenesse rassicurazioni sui finanziamenti e sulle tariffe, è sicuro che, consegnando le reti e gli impianti ad una grande concentrazione industriale e finanziaria, i cittadini per trent’anni saranno tutelati?  E da chi, da lui? O dai numerosi  membri della casta politica siciliana già pronti a beneficiare della situazione?Oggi sappiamo che gli emissari dell’ATO e dell’aspirante gestore APS girano per i comuni delle Madonie per incontrare gli amministratori in vista della consegna delle reti e degli impianti; sappiamo che alcuni Sindaci hanno rifiutato di riceverli, fino a quando non si farà piena luce sugli atti posti in essere dal Commissario straordinario dell’ATO nel 2005, e sappiamo, perchè lo ha detto durante l’incontro con noi, che il Sindaco di Castelbuono non è tra questi.Se la decisione sarà quella della consegna, le centinaia di cittadini che stanno firmando la dichiarazione di essere contrari saranno da noi chiamati a mobilitarsi e a far valere i diritti e le scelte di questo paese.Se invece, il Sindaco non godrà della benevolenza dei benefattori e deciderà di opporsi, chiederemo ugualmente ai cittadini la massima vigilanza, perché finora il suo atteggiamento non è stato imporontato a scelte decise e coerenti, ma soprattutto perchè l’acqua sia sempre un bene comune e non si sporchi.

Veltroni nel ” salotto” di Ferrara.

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 clicca immagine x ingrandire    

 

Sul Foglio del 18/12 Walter Veltroni ha rilasciato  una lunghissima intervista .

Tra i temi  affrontati, sottolineamo:

La riforma elettorale.

 In sintesi dice  Veltroni: io preferisco il sistema francese.

Dato che il tedesco puro (cioè proporzionale con sbarramento) pare che piaccia a pochi  e a me per niente, allora preferisco andare al referendum dopo aver siglato un patto d’onore con Berlusconi, nel quale si stabilisca che alle elezioni Pd e berlusconiani correranno da soli, cioè senza allearsi con nessuno, né con Rifondazione, a sinistra, né con An o Lega a destra.

                                                                                        

 

Il Sistema francese: si vota in ogni collegio per un candidato, i due che prendono più voti vanno al ballottaggio e uno dei due viene eletto. I partiti che non hanno candidati in grado di arrivare entro i primi due posti (quindi quasi tutti i partiti tranne i due più forti) o si alleano coi più forti o restano fuori dal Parlamento

Anche l’ipotesi di una vittoria del  referendum non dispiace, infatti  il referendum prevede la proporzionale (quindi ciascuno avrà parlamentari in proporzione ai voti presi) però con una correzione fortissima dovuta al premio di maggioranza. Questo premio assegna la maggioranza dei seggi (circa  il 55 per cento) al partito che prende più voti. Col patto di non-alleanza questo partito sarà o il Pd o il partito di Berlusconi, e in questo modo uno di questi due partiti, pur rappresentando circa un quarto dell’elettorato, riceverà il 55 per cento dei seggi, cioè un premio del 30 per cento e potrà governare da solo e senza vincoli. Il Parlamento conterà poco o niente. I partiti minori vedranno dimezzata la loro rappresentanza.  ( vedi Liberazione del 19/12/07) 

Rapporto tra religione e politica 

Spiega Veltroni: “Cristo in politica è giusto e legittimo che lo porti chi ha Cristo dentro di sé. E che lo porti e non lo lasci a casa. “ [ ??!!]

“ ….la laicità dello stato – che io considero come un valore assolutamente indiscutibile e indisponibile – “ non può presupporre  “una sorta di rinuncia alle identità di ciascuno.”

 Qui dentro però io ci vedo una delle chiavi della possibile convivenza del nuovo millennio: il tema del rapporto tra identità e dialogo.

 E’ un tempo, questo, in cui di fronte alla paura delle grandi trasformazioni economiche e finanziarie,

e della circolazione delle persone con la loro visione del mondo e la loro religione, sembra prevalere in ciascuno l’idea di arroccarsi in una dimensione identitaria: un po’ per conforto, un po’ per rassicurazione; ma con l’idea che questo possa essere l’antidoto al processo di melting pot in corso.

 Tutto questo lo si può affrontare in due modi: lo si può affrontare accettandolo passivamente.

Ma il rischio dell’accettazione passiva è che si finisca con il legittimare anche le forme attraverso le quali questa identità figlia di divisioni culturali, religiose, di concezioni della comunità pubblica diversa dalle nostre, si fa integralista, fino ai rischi del fondamentalismo.

Oppure lo si può accettare con l’idea che l’identità non sia uno straccio. E che l’identità sia figlia della storia, delle culture, delle radici, delle ragioni e che sia un valore.

Perché se è vero che è necessario il dialogo, il dialogo ha senso se ci sono tante identità…”

 “Personalmente non sono credente e non avrebbe senso che io fossi considerato un christian leader, anche perché esiste una sfera che è assolutamente personale che mi dà fastidio dover usare quando c’è qualcosa che è pubblico (ho visto, a proposito del rapporto tra politica e religione, trasformazioni troppo repentine determinate dalle contingenze del momento).

 Però vorrei che la mia idea fosse chiara: a me ha sempre culturalmente affascinato la vocazione pastorale della chiesa mentre mi piace meno quella chiesa che ogni giorno sforna prescrizioni morali di  comportamento: lo considero un po’ una riduzione della grandezza della missione e della funzione della stessa chiesa.

Io sono stato molto affascinato da Giovanni Paolo II, l’ho conosciuto ho avuto modo di parlare con lui diverse volte, mi piaceva enormemente la coesistenza in lui di identità e dialogo. Mi piaceva il fatto che sulle questioni che attengono alla responsabilità della chiesa lui avesse le sue posizioni, che per altro misurava con grandissima sapienza.

Ma non dimentichiamolo mai è stato il Papa delle invettive contro il capitalismo egoista, è stato il Papa che ha denunciato lo strazio dell’Africa, è stato il Papa più impegnato per la pace e il dialogo tra le religioni.

Ecco: a me interessa che nel Partito democratico ci siano persone che portano il punto di vista, le esperienze, la cultura religiosa con la disponibilità a incontrarle laicamente.”

  E il Vaticano ?? ( non la Chiesa, perché la Chiesa è il popolo santo di Dio  )….Penso che sia molto “ interessato “ a Veltroni >>> che ricambia  l’attenzione – in attesa di un tacito supporto –  con passaggi inequivocabili ( vedi la spaccatura sulla PROPOSTA di Ordine del Giorno: orientamento dell’assemblea regionale del PD sul Registro delle Unioni Civili a Roma  ). 

 Povera cosa bianca  >> non sei più interessante per il vaticano. E’ difficile che vedrai la luce.

Pd … PdP …, le “cose”… e i “ nanetti”….

                         in105y3wx_20071205.jpg                       

Dinanzi alle prove di probabili comuni orientamenti in merito alla riforma elettorale di Walter e Silvio per trasformare il bipolarismo in bipartitismo  si fanno avanti le “cose”: la cosa rosa che ha smesso il vestito della genericità ed è diventata “ Sinistra Arcobaleno” e la cosa bianca, tutta da definirsi nel frattempo di  gestazione come “ ectoplasma “;  poi  sopravvivono ancora e con infinita angoscia  i       nanetti che intravedono nell’operazione di riforma elettorale il loro annientamento.

                                                                                                                                       

 

La storia è sempre la stessa:  progettualità popolare mortificata dalla sete di potere delle varie leadership personali: nessuna voglia di rinnovare e responsabilizzare la politica per ridare speranza e dignità al popolo.

 

  Il popolo…povero popolo !! 

 

 Molti dei  nostri politici  vorrebbero un popolo di “ peones”, incapace di pensare, elaborare, progettare.

 

   Ma è  tempo che questi vecchi della politica vadano via e lascino posto a chi, incarnato nel popolo e dal popolo scelto senza intermediazioni di voto di scambio, è disponibile a  indossare il “ grembiule” del servizio , uscire dal “ palazzo di pietra”  per entrare nel “ palazzo di uomini”  pronto a  condividere in prima persona  la condizione dell’enorme fascia di poveri che inesorabilmente cresce giorno dopo giorno.

 

  Se non si condividono i bisogni… non li si potranno mai capire e risolverli!

 

 Siamo chiamati alla vera Speranza che non può coniugarsi col “ dubbio” ma con la “ certezza” che il cambiamento è possibile.

 

  Auguri a quanti si incamminano nella strada della condivisione.

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Io Francesco piccolo ….

In questo box il Testo del Teatro-Musica " Io Francesco piccolo ... l'ultimo dei minori"

( Cliccando sulla locandina è possibile aprire il file del "copione" e/o scaricarlo)

Di seguito alcune clip video di prova.

( Cliccando sull' icona della clip è possibile aprire il video) www.ilconfronto.com
PRIMA PARTE: La conversione- La spogliazione.


SECONDA PARTE: la regola.


TERZA PARTE: Francesco e Chiara: " Audite poverelle"

Suor Rosina della Croce

Cliccando sulle due icone puoi vedere il primo e secondo atto del "musical",
YouTube YouTube
Volevamo suscitare emozioni e siamo stati emozionati dalla grande partecipazione al teatro-musica “ Suor Rosina della Croce ... io ... povera inferma" --- rappresentato a Castelbuono nei giorni 7-8 e 14 Gennaio. - - - - Dei tanti messaggi consegnati, --- la tenerezza di un Dio che oltre a essere Padre è anche Madre,- - - l’invito a vivere fino in fondo, nella gioia, la dimensione di “ servi inutili “, - - - la certezza che quanto più si è deboli tanto più “ il Forte “ verrà ad abitare in noi - - - Grazie !!!

Kenosis-Passio Domini

Cliccando sulle tre icone puoi vedere i tre filmati "Staba Mater" e " Passio Domini" " Apocalypsis Die " eseguiti a Castelbuono il 21 Aprile 2004 ore 20,30 nella Chiesa di San Francesco. - Cliccando sull'icona " Kenosis" potrai leggere o scaricare il libretto dei testi in pdf,
Passio Domini www.ilconfronto.com

Bibbia – CEI 2008

Cerca nella BIBBIA
Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:

Preghiera:

Mio Dio non dimenticarti di me

Mio Dio, non dimenticarti di me, quando io mi dimentico di te.

Non abbandonarmi, Signore, quando io ti abbandono.

Non allontanarti da me, quando io mi allontano da te.
Chiamami se ti fuggo, attirami se ti resisto, rialzami se cado.

Donami, Signore, Dio mio, un cuore vigile che nessun vano pensiero porti lontano da te,

un cuore retto che nessuna intenzione perversa possa sviare,

un cuore fermo che resista con coraggio a ogni avversità,

un cuore libero che nessuna torbida passione possa vincere.

Concedimi, ti prego, una volontà che ti cerchi,

una sapienza che ti trovi,

una vita che ti piaccia,

una perseveranza che ti attenda con fiducia

e una fiducia che alla fine giunga a possederti.

(S. Tommaso d'Aquino) 
)

Papa Francesco



“ La voce del silenzio”
di Massimo Gramellini

È timido, è semplice, è piemontese, anche se parla come Maradona. Chissà se gli basterà essersi chiamato Francesco per seppellire la pompa della Chiesa e la società dei consumi, entrambe degenerate a livelli insostenibili. Di sicuro uno che al suo primo affaccio dal balcone si mette in ginocchio e riesce a fare tacere per quasi mezzo minuto la folla di Roma può essere capace di qualsiasi impresa. Mezzo minuto di silenzio, cioè di spiritualità, qualcosa di molto più ampio della religiosità.
Le parole trasmettono emozioni e pensieri. Il silenzio, sentimenti. Erano anni che lo aspettavamo. Anni orribili di applausi ai funerali e di minuti di silenzio inquinati da coretti da stadio non solo negli stadi. Questo terrore di entrare in contatto con se stessi, contrabbandato per empatia ed espansività. Questo bisogno di buttare sempre tutto fuori, per paura di sentire che cosa c’è dentro, fra la pancia e la testa. Il cuore.

Il gesuita Francesco ha mandato nel mondo il suono dimenticato del silenzio. Per trentadue secondi: in televisione un’eternità. Sarebbe bastato che dalla piazza partisse un «viva» o un «daje» per rovinare tutto. E invece una Roma improvvisamente e miracolosamente afona non gli ha sporcato il primo e fondamentale discorso a bocca chiusa. Ora il suo cammino può cominciare, nonostante le difficoltà del caso. Lui è abituato a girare in metropolitana, ma muoversi coi mezzi a Roma risulta piuttosto complicato. Le strade sono piene di buche, in Curia anche di burroni.

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