Visite

Vangelo del giorno
Martedì 18 Dicembre 2018

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse:


«Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».


Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:

«Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:
a lui sarà dato il nome di Emmanuele»,
che significa «Dio con noi».


Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.


(Mt 1,18-24)
Bibbia – CEI 2008
Cerca nella BIBBIA
Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:

Recensione libri
 libro-Dossettir

Una pagina al giorno

4) Dalla Liturgia della Parola alla “Lectio Divina” ( pg 33 )


Quando Paolo scrive : “ Per quanto riguarda la carità fraterna, non occorre che io vi scriva, perche avete imparato da Dio stesso ad amarvi gli uni gli altri “ ( 1 Ts 4,9) e quando Giovanni dice “ È scritto nei profeti: E tutti saranno istruiti da Dio” ( Gv 6,45), essi rivelano che c’è la possibilità di una Parola di Dio rivolta direttamente all’uomo. Ebbene,il bene privilegiato per questo ascolto non è forse la preghiera della Parola?. Certo, questa conoscenza è promessa a quanti conoscono la Scrittura, ma indubbiamente essa esce dallo schema della predicazione o della liturgia della Parola.

Un’altra ragione dell’importanza della lectio divina è la preparazione della liturgia. Se la Parola si riceve senza preparazione, senza fede, senza amore e senza conoscenza, essa non vivifica più, resta per noi parola morta. Se l’interpretazione e l’ascolto della Parola devono essere dosso logici, cioè devono avvenire con il criterio di commentare la Parola con la Parola, occorre conoscerla bene e profondamente, e ciò è possibile con l’amorosa assiduità alla Parola.

I brani scelti dalla chiesa per il lezionario sono il minimo per vivere la fede, ma occorre conoscere tutta la Parola per capirli in profondità. Alla loro proclamazione il credente dovrebbe saper vibrare ricordando tutti i testi e tutta la teologia richiamata dalla pericope liturgica. Insomma, il credente dovrebbe essere una summa vivente di concordanze.

Ma non è solo questione di allargamento, di estensione e di approfondimento della conoscenza della Scrittura, è anche questione di personalizzazione. Nella Liturgia Dio parla al popolo, ma questo è solo l’inizio e la causa di quello che dev’essere un incontro personale con Dio.

(Enzo Bianchi – Pregare la Parola)
Poesia del giorno

"Sono un viandante ..."
Libri da leggere

 

Click sulle copertine per aprire i libri

 

Racconti di un pellegrino russo

Il piccolo Principe

Il gabbiano Jonathan Livingston

Dio su una Harley

Ascoltare la parola

Concili nei secoli

 

Clck sull’icona per aprire il documento

 




 

È online il nuovo sito consultabile al seguente indirizzo: http://www.laikos.it/

Parrocchia Maria Assunta

50 Sacerdozio Don Angelo Calì

In questo post le conferenze e i filmati proiettati a termine  degli incontri in preparazione al 50° anniversario dell’Ordinazione Sacerdotale

12 Giugno 2016: Don Lorenzo : Marzullo: Sacerdozio ed evangelizzazione

 

Continua a leggere

Con l’arrivo dell’organo a canne un artista umile, semplice pieno di fede ci ha visitato: tra noi Mons. Marco Frisina.

  L’abbiamo atteso con ansia, curiosità, forse anche timore …  ma incontrandolo ci ha testimoniato che il vero grande è assolutamente semplice umiledisponibile.  

 Marco  Frisina è stato tra noi meno di 24 ore, ma, nella comprensibile stanchezza, si è donato con tutte le sue forze alla nostra comunità …  e ci ha regalato grandi emozioni, soprattutto quando la sera del 23 Luglio,  con grande sensibilità e gentilezza – lui che dirige un grande e vero coro – ha diretto il coro della nostra comunità parrocchiale nell’esecuzione del canto “ Chi ci separerà”.

Continua a leggere

Mons. Vincenzo Manzella incontra la comunità di Castelbuono

Vescovo di Cefalù Commosso, partecipato, ricco di emozioni e di sentimenti di simpatia il primo incontro col Nuovo Vescovo di Cefalù, Mons. Vincenzo Manzella,  con la comunità di Castelbuono, riunita ad accoglierlo nella chiesa di S. Vincenzo in occasione della festa di Santa Lucia.  

  Cordiali e sincere le parole con le quali  Don Angelino Calì  lo ha salutato per primo, presentandogli una comunità ancora profondamente

Testo Omelia

Omelia 

Continua a leggere

Con la visita pastorale chiusura dell’anno giubilare

vescovo

Commovente celebrazione eucaristica a conclusione dell’anno giubilare presieduta da sua E. Mons. Francesco Sgalambro  in visita pastorale alla comunità parrocchiale.

   Prima della celebrazione il Prof. Martino Spallino,  nella sua relazione alla comunità, ha percorso, con fedeltà storica, il cammino che ha visto la chiesa dedicata a Maria Assunta prima unica  “ Matrice” per  tutta la comunità castelbuonese, poi, per un lungo periodo,  chiesa “ dimenticata, abbandonata e relegata a magazzino di opere sacre”  e infine, nel 1958 ( su proposta di alcuni sacerdoti castelbuonesi: P. Martino Fiasconaro, P. Vincenzo Minutella e P. Giuseppe Ricotta) eretta a Parrocchia  assieme alla chiesa di Sant’Antonino Martire

Continua a leggere

… E VI PRECEDERANNO ….

 Nuovo lavoro  del gruppo ” Jubilate Deo”, assente dalle manifestazioni castelbuonesi ormai dal 2002, quando presentò ” Dio su una Harley “.  Questo ritorno in occasione delle celebrazioni per l’Anno Giubilare della Parrocchia Maria Assunta.   Dedicato a Enzo La Grua, celebrerà chi non è mai celebrato: gli ultimi, i diserededati, i disprezzati, i dimenticati,  gli sfruttati, gli ” usati” …. ( Pieghevole della manifestazione : e-vi-precederanno)   

Don Alberto Maggi: le beatitudini

alberto.jpg   Giovedì 15 Maggio, come preannunciato nel percorso dell’ anno  giubilare per il  50° della istituzione a Parrocchia , la comunità della Chiesa ” Maria Assunta”  ha  accolto  Don Alberto Maggi, direttore del  Centro Studi Bibblici ” G. Vannucci. 

 Dopo una breve introduzione del parroco, Don Angelo Calì, e la presentazione dell’Avv. Antonio Cicero, artefice della presenza di Don Alberto nella nostra comunità, ha preso la parola Don Alberto.

  Le sua presenza è stata un Dono di Dio alla nostra comunità, stimolata in maniera delicata ma forte a vivere, nel cammino di rinnovamento, le Beatitudini, per essere icona di servizio, condivisione e amore.

 Puoi scaricare il testo dell’incontro cliccando sul link  Alberto-Maggi -Castelbuono -Le beatitudini

Fra Alberto Maggi tra noi il 15 Maggio.

 maggi-j.jpg Dopo Mons. Bettazzi sarà con noi Fra Alberto Maggi, dell’Ordine dei servi di Maria. Nato ad Ancona nel 1945 è direttore del Centro Studi Bibblici ” G. Vannucci”

( http://www.studibiblici.it/homepage.htm)

Cura la divulgazione a livello popolare della ricerca scientifica nel settore bibblico, attraverso scritti, trasmissioni e conferenze in Italia e all’estero

 Ha studiato nelle Pontificie Facoltà Teologiche «Marianum» e «Gregoriana» (Roma) e all’«École Biblique et Archéologique française» di Gerusalemme.

Collabora con la rivista «Rocca»  [ più volte presente alla tre giorni di Cefalù ]e ha curato per la Radio Vaticana la trasmissione «La Buona Notizia è per tutti!».    Sta lavorando alla traduzione e commento dei capitoli 18 e 19 del Vangelo di Giovanni e, insieme a Riccardo Pérez alla traduzione del Vangelo di Matteo.

Ci piace ricordare quello che ha detto: ” la gente ha sete del vangelo perchè è parola di liberazione.”

Sarà con noi, come annunziato, il 15 Maggio 2008 alle ore 19.

Incontrerà tutta la comunità Castelbuonese sul tema ” Le beatitudini“, nel cammino sabatico intrapreso dalla Comunità Parrocchiale ” Maria Assunta” nel 50° anniversario della sua istituzione.

E’ possibile leggere o scaricare il testo della conferenza che fra Alberto ha tenuto a Padova nel 2006 presso l’associazione ” I beati costruttori di pace”  per cominciare a conoscerlo.(beatitudini.pdf)

Mons. Luigi Bettazzi tra noi dal 29 Febbraio al 02 Marzo

bettazzi.jpg 

Mons. Luigi Bettazzi, già vescovo di Ivrea, è uno dei più noti vescovi dell’episcopato italiano, per la progettualità pastorale e per il suo rapporto franco con la gioventù.Lo dimostrano i suoi scritti: Riconciliazione fraterna; Ateo a diciott’anni; Il Cristiano e la pace.E’ stato membro e fondatore, nonchè tra i più attivi dirigenti di Pax Christi, associazione internazionale cattolica che si prefige la promozione della pace e della lotta all’emarginazione sociale in tutto il mondo

( apri programma)

mons-bettazzi-t.jpg 

lectio.jpg

( apri o salva file)
lectio-bettazzi.pdf

In questa veste  molti Castelbuonesi l’hanno conosciuto nella marcia della Pace organizzata da Pax Christi all’epoca del terremoto del Belice 

Luigi Bettazzi, si è laureato in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e poi in Filosofia presso l’Università degli Studi ‘Alma Mater’ di Bologna. Qui ha insegnato presso il Pontificio Seminario Regionale.   

Impegnato nei movimenti giovanili, venne nominato Assistente diocesano e Vice Assistente Nazionale degli Universitari Cattolici della F.U.C.I..

Assunse la funzione di Vicario Generale del Cardinale Lercaro di Bologna e fu ordinato Vescovo Ausiliario nel 1963.

 Ha partecipato a 3 sessioni del Concilio Vaticano II ( ne resta uno dei  più autorevoli testimone e custode ).

Le problematiche innovatrici del Concilio, di cui è e sarà tenace sostenitore, diventano centrali in tutta la sua successiva opera pastorale.

Alla fine del Concilio (1966) viene assegnato alla diocesi di Ivrea.

 Ha sempre coniugato la riflessione religiosa e teologale con l’impegno sociale. 

Apertura anno giubilare Madrice Vecchia

matppaolo.jpg 

Apertura Anno Giubilare ” Madrice Vecchia” – Castelbuono

 

Domenica 10 Febbraio alle 18,30 si è aperto l’anno giubilare nel 50° della istituzione a Parrocchia della “ Madrice Vecchia” ; Mon. Francesco Sgalambro, Vescovo della Chiesa di Cefalù, ha presieduto la Celebrazione Eucaristica

   All’inizio della celebrazione il saluto d’accoglienza del Parroco al Vescovo per sottolineare il profondo e sincero spirito di  comunione alla chiesa locale.

   Don Angelo ha ricordato il primo parroco, Don Paolo Raimondi, insediatosi il 29 Giugno del 1958, al quale tutta la comunità parrocchiale è grata per averle inculcato principi come “l’accoglienza, l’apertura a 360°, la tolleranza, la carità, la misericordia.”

ppaolo.jpg 

  Nel saluto iniziale ha tracciato le linee guida di quest’anno giubilare che non vuole essere una sfilata di celebrazioni ma un profondo cammino di conversione di tutta la comunità.

   Mon. Sgalambro ha ulteriormente sottolineato questa dimensione soffermandosi sulla coincidenza dell’inizio di questo percorso con la prima domenica di quaresima, tempo di penitenza nel quale tutta la comunità inizia un cammino di profonda liberazione dall’antico contagio del male, pregustando ,  con cuore rinnovato, la gioia della Pasqua. 

  La quaresima e tutto il cammino giubilare che la comunità intraprende deve essere allora il tempo propizio, “il momento favorevole” (2 Corinzi 6,2) per disporre i  cuori all’incontro con il Signore risorto.

 

La Matrice Vecchia di Castelbuono verso l’anno giubilare nel 50° dell’istituzione a parrocchia

                   manjpeg-min.jpg     
 

La comunità Parrocchiale Maria Assunta celebra nel 2008 l’anno Giubilare nel 50°  della sua istituzione.

 

Primo Parroco Don Paolo Raimondi che ha educato la comunità all’accoglienza e alla tolleranza.

 

A lui, morto prematuramente, è succeduto Don Angelino Calì,  già incorporato nella comunità parrocchiale come vice Parroco.

 

  Il 10 Febbraio la solenne apertura dell’anno giubilare alle 18,30 con la liturgia Eucaristica presieduta dal Vescovo della nostra Chiesa Locale di Cefalù S.E.  Mons. Francesco Sgalambro.

                                                                

  Numerosissime le occasioni per un cammino di conversione, vero spirito di un anno giubilare.

In questo momento si ha certezza della presenza di S.E Mons Luigi Bettazzi, Vescovo emerito di Ivrea e già presidente del movimento Pax Christi.

  Sarà a Castelbuono nei giorni 29 Febbario e 01 e 02 Marzo  per condurci in un breve cammino sulla “ Presenza Cristiana nel III millenio”

Gli appuntamenti programmati sono:

Venerdì 29 Febbraio ore 21,30 Lectio Divina

Sabato 01 Marzo:            Ore 11 incontro con i giovani delle nostre scuole;

                                               Ore 16: incontro con i vari gruppi parrocchiali:

                                               Ore 21: incontro con le congregazioni;

Domenica 02 Marzo:     Ore 11: celebrazione Eucaristica.

  Altra  presenza certa  quella di Don Alberto Maggi dell’Ordine dei Servi di Maria, direttore del Centro Studi Biblici  “G. Vannucci” che sarà tra noi a primavera , ancora da definire la data.

  C’è un’altra grande speranza, quella di aver con noi frère Alois, nuovo priore di Taizé dopo la morte di Frère Roger.   

Queste le prime notizie sugli appuntamenti imminenti che caratterizzeranno l’Anno Giubilare.

Utenti collegati
Horloge pour site Orologi per blog
Utility

Se si fossero problemi nella visualizzazzione del blog sul proprio smartphone, attivare – in quest’ultimo – la modalità ” desktop”

 

 

Articoli in evidenza
Suor Rosina della Croce
Cliccando sulle due icone puoi vedere il primo e secondo atto del "musical",
YouTube YouTube
Io Francesco piccolo ….
In questo box il Testo del Teatro-Musica " Io Francesco piccolo ... l'ultimo dei minori"

( Cliccando sulla locandina è possibile aprire il file del "copione" e/o scaricarlo)

Di seguito alcune clip video di prova.

( Cliccando sull' icona della clip è possibile aprire il video) www.ilconfronto.com
PRIMA PARTE: La conversione- La spogliazione.


SECONDA PARTE: la regola.


TERZA PARTE: Francesco e Chiara: " Audite poverelle"
Kenosis-Passio Domini
Cliccando sulle tre icone puoi vedere i tre filmati "Staba Mater" e " Passio Domini" " Apocalypsis Die " eseguiti a Castelbuono il 21 Aprile 2004 ore 20,30 nella Chiesa di San Francesco. - Cliccando sull'icona " Kenosis" potrai leggere o scaricare il libretto dei testi in pdf,
Passio Domini www.ilconfronto.com

Video new
Per vedere i filmati clik sull'icona di quello che scegli di vedere
www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com www.ilconfronto.com YouTube
Articoli in evidenza






Francesco 5 anni di pontificato: un papa in Avvento
Tornare all’essenziale della fede

Il pontificato di papa Francesco compie 5 anni. Più che un bilancio, conviene qui richiamarne l’indirizzo di fondo, come fa anche il saggio del card. W. Kasper sulle radici teologiche del pontificato (cf. qui a p. 183).
Qualche nota va aggiunta sul percorso, che rimane imprevedibile, perché imprevedibile è sempre la storia che cammina su tornanti inattesi. Basti pensare a questa nuova fase della globalizzazione, alle elezioni di Donald Trump o alla Brexit, nel corso del 2016. E nel 2017-2018 alla svolta imperialista cinese o alla sconfitta militare dell’ISIS; all’aggravarsi ulteriore della crisi delle democrazie occidentali, cui non sono esenti le nazioni europee (Italia compresa), e al nuovo protagonismo militare russo. Al centro del magistero di Francesco c’è l’indicazione che la Chiesa torni all’essenziale della propria fede. Al centro del Vangelo. La sua è una svolta kerygmatica. A «quell’umiltà amante di Dio» – come egli l’ha definita – che nell’incarnazione, nella morte e risurrezione del Figlio ha condiviso la nostra umanità.
C’è una radicale corrispondenza tra la figura della kenosis, lo svuotamento di Dio, e la condizione umana, fino alla sua estremità. La scelta preferenziale per i poveri ha come obiettivo l’annuncio di Cristo e della sua salvezza. Più che una visione sociologica, economica, ambientale della povertà emerge in Francesco una visione teologica.
Per papa Bergoglio vivere il Vangelo è possibile perché esso tocca il centro della nostra esistenza. Vi è una corrispondenza profonda tra il centro della nostra umanità e il centro divino dell’umanità di Cristo. Per questo l’annuncio della fede deve essere fatto risuonare nuovamente, come fosse la prima volta, andando oltre le forme culturali prevalenti che sin qui l’hanno espresso.
Il papa cerca e vuole quell’umanità che è l’impronta sconvolgente di Dio nei meandri della nostra storia. Poiché è da quella umanità oscura e sofferente, che assume volta a volta i tratti della povertà, dell’infelicità, dello sconforto, della malattia, della libertà negata, della persecuzione, della migrazione, che occorre ripartire.
È da quella umanità che il mondo attuale, globalizzato anche nell’indifferenza, deve ripartire se vuole evitare pericolosi riduzionismi antropologici. Se il nostro mondo tematizza e accetta la «cultura dello scarto» umano, se rinuncia al primato socialmente esigente della dignità della persona finirà per distruggersi. Quella umanità, Francesco l’ha identificata con la «carne di Cristo».
Per il papa non si può ridurre il cristianesimo alla sua sola forma dottrinale, ma esso deve riguardare l’insieme della vita, di ogni vita, nelle sue espressioni e nelle sue relazioni nei diversi contesti culturali e ambientali. Pascal, nel Mystère de Jésus, fa dire a Gesù, a proposito del suo costato aperto: «quelle gocce di sangue le ho versate per te». Nel costato aperto di Gesù si manifesta per ciascuno l’ospitalità attraente del Dio misericordioso.
Una concezione processuale
In questo papa Francesco ha proposto un ri-orientamento della Chiesa: da un approccio cumulativo, preoccupato di dare ragione sempre, in ogni punto dell’enunciazione e della comunicazione del contenuto dogmatico della fede cristiana, si passa a una concezione processuale e relazionale, incentrata sull’offerta del Vangelo di Dio che implica il riconoscimento della libertà della coscienza. La parola di Dio procede nelle coscienze. Avviene sempre nuovamente. Da qui scaturiscono conseguenze profonde sul piano della figura della Chiesa e del suo rapporto col mondo.
Esse hanno riguardato anche l’assunzione convinta del metodo sinodale come stile ecclesiale. I sinodi sulla famiglia e quello in preparazione sui giovani, il Giubileo della misericordia, che ha modificato il tradizionale impianto degli anni santi, decentrando l’attenzione da Roma e rivolgendola alla periferia della Chiesa.
Dopo l’incremento continuo della centralità della Chiesa di Roma nel postconcilio, Francesco ha cercato un’inversione di tendenza nel timore di un’estinzione d’ogni tensione creativa e d’ogni identità delle Chiese locali. Non sempre gli è riuscita e gli riesce, perché egli vive della contraddizione non risolta di una sussidiarietà imposta dall’alto.
Vanno poi ricordati gli incontri ecumenici: la visita agli ebrei del Tempio maggiore di Roma (gli incontri ad Auschwitz e a Gerusalemme), l’incontro storico con il patriarca di Mosca, Cirillo, a Cuba; quello con il patriarca armeno Karekin II a Erevan; con il primate anglicano J. Welby; e quelli ripetuti con il patriarca ecumenico Bartolomeo I; e ancora con il patriarca copto Tawrados II; infine la commemorazione a Lund, in Svezia, dei 500 anni della Riforma protestante e gli incontri di preghiera con i principali esponenti delle Chiese evangeliche. Incontri che mirano a proporre un modello d’unità e di riconoscimento reciproco che procede attraverso la diversità.
Dei documenti del pontificato, rimane paradigmatica l’esortazione Evangelii gaudium. Qui è il cuore del pontificato. L’esortazione postsinodale Amoris laetitia ha segnato il punto più impegnativo sul piano dottrinale, perché accoglie il metodo sinodale e affida alle Chiese una sensibilità pastorale nuova da esercitare nella disciplina matrimoniale.
Accanto a questi testi c’è l’enciclica Laudato si’ e una miriade di interventi che riguardano modifiche liturgiche e del Codice di diritto canonico, l’accorpamento di 7 diversi dicasteri curiali in 2 nuovi: sui laici e sulla carità. Infine la costituzione sulla vita contemplativa femminile e quella sull’insegnamento teologico Veritatis gaudium (cf. qui a p. 131).
Poi ci sono i viaggi. Soprattutto quelli internazionali (in tutto 27), che hanno toccato tutti i continenti tranne l’Australia, seguendo una linea di geopolitica religiosa, in particolare quelli in Bangladesh, Myanmar, Messico, Cuba, Grecia, Georgia e Azerbaigian, Egitto, Israele, Palestina, Stati Uniti, Turchia. Ci sono stati quelli nati da appuntamenti ecumenici, la Giornata mondiale della gioventù, quelli effettuati per il rafforzamento delle relazioni diplomatiche e dedicati al tema della povertà, della guerra, dei rifugiati (in Asia e in Africa), alla legittimazione ecclesiale (America Latina).
Tra questi, il viaggio a Lesbo ha posto l’attenzione sulla tragedia dei migranti e dei rifugiati. Di qui passa il tema della globalizzazione e della pace, il tema della giustizia e dell’integrazione in Europa e nel bacino del Mediterraneo.
Quelli italiani hanno seguito un itinerario interno alla Chiesa e come tali hanno riguardato la ridefinizione del rapporto tra il papa, la Chiesa italiana e la sua Conferenza episcopale, un rapporto che si è, dopo una iniziale incomprensione, pressoché pacificato, soprattutto dopo l’elezione a presidente della CEI del card. G. Bassetti.
2018: Curia, finanze e comunicazione
Gli eventi inattesi della Brexit e della vittoria di Trump nelle presidenziali americane hanno modificato e potenzialmente indebolito l’azione del papa sul piano internazionale. Sul piano europeo non c’è un asse forte tra Unione Europea e Santa Sede, la rotta atlantica della Gran Bretagna e la crisi delle democrazie nell’Est europeo indeboliscono il quadro generale, nonostante la tenuta della Francia e della Germania. Di certo non aiuta l’incognita italiana.
Complessivamente la Santa Sede e il papa non potranno non riaffrontare il dossier Europa. Esso non ha a che fare solo con i numeri drammatici dell’immigrazione, del terrorismo islamista, della difficile integrazione sociale e culturale, ma riguarda soprattutto una ripresa incerta e stanca del ruolo del cristianesimo in Europa. Alla paura degli europei si affianca il tema dell’identità dell’Europa e del ruolo del cristianesimo.
Se il viaggio negli Stati Uniti del settembre 2015 aveva segnato un forte riavvicinamento tra la Santa Sede, un papa latinoamericano e gli USA, l’elezione di Trump ha allontanato e modificato quel risultato.
L’attenzione alla Russia (anche in chiave mediorientale) e alla Cina apre possibilità nuove di convivenza alla Chiesa cattolica e al suo ruolo internazionale. Ma sono strade impervie, per la natura di quei regimi e per le incomprensioni storiche.
Il 2018 dovrebbe essere finalmente l’anno della riforma della Curia. È uno degli appuntamenti centrali del pontificato, assieme a quello del riordino finanziario e della pulizia morale. La riforma della curia era stata chiesta dai cardinali durante le congregazioni generali alla vigilia del conclave. Ed è necessaria conseguenza della impostazione ecclesiologica di Francesco.
Nonostante resistenze che il papa riconosce in parte «aperte», in parte «nascoste» e «malevole», questa riforma dovrà toccare il ruolo e la funzione della Curia romana in relazione con Pietro e con la Chiesa universale. Ci si attende una nuova costituzione che sostituisca la Pastor bonus di Giovanni Paolo II e che tematizzi quella che il teologo J. Werbick definiva una «conversione delle strutture». Non solo la conversione dei singoli o qualche aggiustamento funzionale ma il cambiamento istituzionale ed ecclesiale delle strutture stesse.
Se il tema geo-politico e quello geo-religioso hanno trovato uno sviluppo significativo e coerente; se il tema dell’approfondimento teologico del ri-orientamento ecclesiale del pontificato sta muovendo i primi importanti passi, e i «dubia» sulla sua ortodossia trovano nella lettera di Benedetto XVI un’archiviazione definitiva; se il tema della pulizia morale nella Chiesa ha fatto passi avanti; forse il riordino finanziario e il tema della comunicazione rimangono questioni aperte.
Il riordino finanziario e la sua trasparenza costituiscono uno dei punti di maggiore resistenza interna, mentre la comunicazione presenta una sfida in sé: è oggi la dimensione più secolarizzante che agisce anche all’interno della Chiesa. Si applaude il papa e si fa altro rispetto al suo insegnamento.
Papa Francesco sa che questo è un tempo nuovo, incognito. Ma esso è anche un kairos. O, come dice Kasper, un nuovo avvento. Mantenere con rigore la propria ispirazione, senza cedere a facili narrazioni, è forse la risposta migliore.

(Gianfranco Brunelli – Il regno – Marzo 2018)